Stoner alla Ducati? Dopo il colpo Rossi alla Yamaha, Dorna spari la seconda "cartuccia"!


Tiene banco, ovvio, ben oltre i confini del motociclismo, la notizia del divorzio Rossi-Ducati. Rovesciato, è lo stesso film già visto all’epoca del matrimonio fra gli stessi protagonisti, due anni fa caricati e iper ottimisti sui risultati futuri del nuovo sodalizio tricolore, adesso a testa bassa e con il rospo nel gozzo. Non è andata. Amen.

Come sempre, la ragione e i torti non stanno tutti da una parte. E come sempre, risentimenti e recriminazioni covano, pur se oggi soffocati dalle dure regole del marketing dettate esclusivamente dagli sponsor e dai loro (legittimi) interessi. Una volta si diceva: “Chi rompe paga e i cocci sono i suoi”, ma anche: “Chi rompe non paga e i cocci rimangono a noi”. Due detti che valgono alla pari per Rossi e per la Ducati? Riteniamo di no. Anche se, sia il pilota pesarese che la Casa bolognese hanno indubbiamente fallito in una sfida affrontata con troppa superficialità e supponenza.

A questo punto, con ancora ben otto gare da disputare, gran parte dell’interesse si sposta in proiezione 2013, con Rossi impegnato verso la sua nuova sfida: una scelta davvero coraggiosa ed eccitante, pur se non priva di rischi. Comunque vada, non sono in discussione i nove titoli mondiali e il valore di un pilota fra i più grandi del motomondiale dal 1949 ad oggi. Se batte Lorenzo e se soprattutto conquista il suo decimo titolo iridato, Rossi entra nel mito. Se non ritrova il ritmo e la logica del vincente ed esce male dal confronto con Lorenzo, Rossi chiude nel modo peggiore una grande carriera.

E la Ducati? Deve “digerire” in fretta questa vicenda e ripartire, coi piloti giusti, con umiltà e grande determinazione. Al motomondiale, in crisi di ascolti tv, serve almeno un altro anno (meglio due), con Rossi di nuovo protagonista in pista. Da questo punto di vista, la Dorna ha fatto bene a spingere e mischiare le carte per la nuova partita. Dal 2014 saranno i 16-17enni oggi in Moto3, a ridisegnare la MotoGP del dopo Rossi. La bomba Rossi-Yamaha in questi mesi terrà acceso l’interesse per la MotoGP. Poi sarà la pista a parlare.

Perché la Dorna non spara la seconda cartuccia? Quale? Casey Stoner alla Ducati! L’australiano ha già dato forfait per il 2013 e forse nulla lo riporterà alle corse. Ma è il cuore, sono gli “stimoli”, è un quadro “diverso” a spingere i grandi campioni a scelte e decisioni ritenute prima impossibili.

Rossi ha alzato le mani, si è arreso e abbandona Borgo Panigale. E’ già questa, per Stoner, la vittoria! Perché il “canguro” non rientra sui suoi passi accettando una inedita sfida dal valore inimmaginabile? Ducati e Dorna devono giocare questa carta, quanto meno provarci. Mai dire mai! Conta muovere le corde giuste. In questo caso, non sono i soldi.

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