Valentino Rossi se ne va. Ducati con le pive nel sacco?

Forse un tormentone finisce e un nuovo tormentone si apre. Perché comunque vada a finire questa lunga lunghissima storia-polemica di Rossi e della Ducati non finirà qui. Lanciato pomposamente (e maldestramente) come il matrimonio doc della storia del motociclismo di tutti i tempi, rischia adesso di trasformarsi come il divorzio dagli strascichi imprevedibili ma non certo esaltanti.

Così come questo binomio tutto italiano (main sponsor a parte) è stato un flop sulle piste – 28 gare tutte sotto le peggiori aspettative – ora anche la parte preziosa del ritorno d’immagine si infrangerà in mille pezzi. Insomma, se, come oramai si dà per certo, il pesarese nove volte campione del Mondo abbandona la Casa bolognese per tornare con Jorge Lorenzo in Yamaha, la partita fra le due parti, pilota e Marca, non finirà a pari.

Fin qui entrambi sono perdenti: hanno creduto in un progetto che è fallito per responsabilità sostanzialmente reciproche. Quella moto non è mai stata vincente in questo anno e mezzo. Idem il pilota, che, vista la situazione, ha tirato spesso i remi in barca.A Rossi la Ducati ha però sempre concesso il diritto di critica, senza mai difendersi né contrattaccare. Ha fatto bene, ha fatto male? In altri tempi, nelle grandi case italiane quali Moto Guzzi, Gilera, MV Agusta, Benelli, un pilota così (con quei risultati e quelle dichiarazioni) sarebbe stato licenziato su due piedi. Idem alla Ferrari, con il Drake.

Perché a Borgo Panigale si sono comportati così? Non è stato per fair play ma perché il coltello dalla parte del manico l’ha sempre avuto Rossi, con il peso dei soldi degli sponsor, del suo palmares, della sua forza mediatica. Firmato il contratto con la Yamaha, Rossi inizierà la nuova fase con frecciate al vetriolo nei confronti della sua ex … amata rossa.

A un gentleman come Del Torchio tocca mandar giù il rospo col … sorriso fra i denti ma non potrà far finta di niente e dovrà dare segnali forti nel rinnovamento della direzione tecnica e agonistica del Team.

A sua tempo, dalla Ducati se ne andò Stoner alla Honda e il “canguro” ha poi vinto e stravinto. Presto tocca a Rossi verso i lidi della Casa dei tre diapason. Se Rossi torna a vincere con Yamaha (e con Lorenzo in casa) non ce n’è per nessuno, evidentemente con il pesarese sugli altari, in mezzo a fanfare di ogni tipo. In questo caso, addio Ducati.

In questa fase del tormentone, se davvero il nuovo matrimonio è cosa certa, va dato atto a Rossi di un bel coraggio. Avrebbe potuto tirare avanti così ancora un anno, incolpando ancora la moto. Invece Valentino ha voluto imprimere la svolta, accettando una nuova sfida, per lui, agonisticamente l’ultima. E la più difficile. In fin dei conti, nel 2013 a Valentino gli basta poco per uscirne comunque come un gigante. Come si dice: basta il gesto. Forse.

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