Legge 168/2005 - le promesse (!?) del politico


Si legge su Motopress.it che l'incontro avvenuto durante il programma televisivo Mia Economia dell'emittente satellitare Sky, tra il Senatore Luigi Bobbio co-promotore dell'ormai celeberrima legge del taglione e il Presidente della FMI Paolo Sesti, ha portato l'uomo politico a voler (citando il comunicato...) ...prendere in esame i risultati pratici della Legge. Trascorso un ragionevole periodo di applicazione, sarà dunque possibile valutare la revisione delle sanzioni applicate in alcune situazioni di guida, che i motociclisti ritengono obiettivamente non gravi..., 35 parole per dire che si farà niente o, comunque, non in tempi brevi.


Non è certo questo che chiedono le migliaia di persone (non necessariamente motociclisti) che hanno firmato la petizione per la REVOCA della legge in oggetto.

Non sono le solite, inutili e stantie promesse che si chiedono a chi, con un maldestro quanto rapido colpo di mano, ha privato migliaia di persone della serenità non solo di guidare, ma anche di possedere un veicolo a 2 ruote, che non si sa perché è considerato di categoria inferiore, rispetto a tutti gli altri veicoli.

Sarà perché ciclomotori e mototicli, riducendo drasticamente traffico e inquinamento rispetto a ogni altro veicolo a motore, rendono il nostro paese più pulito e efficiente, in contrasto quindi con il nostro ambiente politico?

Ce lo dica Senatore, perché ve la siete presa con le moto? E perché oggi non siete capaci di dire: d'accordo, abbiamo sbagliato, la legge la cambiamo, SUBITO.

Invece di raccontarci che a Napoli la nuova legge sta dando ottimi risultati (forse non tanto perché la gente usa meglio la moto, ma più semplicemente non la usa proprio per paura di perderla...), ci dica perché dobbiamo attendere le vostre valutazioni, per vedere una legge anti-costituzionale, giustamente abrogata.

Se la FMI si accontenta delle promesse dei politici, noi no: con la tutela della proprietà privata non si gioca, tanto meno se è una moto, o un ciclomotore, beni di cui i governi si ricordano solo quando c'è da far svuotare i magazzini delle case costruttrici a colpi di incentivi, per rastrellare un pò di iva in più.

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