WSBK: Marco Melandri sul compagno Haslam, "ognuno per la sua strada e che vinca il migliore"


Ieri abbiamo parlato di Max Biaggi e del suo già competitivo rapporto con il nuovo compagno Eugene Laverty, ma non è l'unico italiano a dover dividere il box con un pilota al top. Marco Melandri, forte del suo secondo posto nel mondiale appena passato, ha chiuso un contratto con BMW Motorrad come top rider, ma il suo compagno è quel Leon Haslam che nel 2010 ha sfiorato il titolo con la Suzuki Alstare.

Prima dei test invernali - in programma a Jerez il 23-24-25 novembre e successivamente a Portimãodal 28 al 30 di questo mese - il pilota romagnolo ha fatto una capatina all'Eicma, dove ha parlato della stagione che verrà in sella ad una moto ancora tutta da sviluppare come la S1000RR: "Abbiamo iniziato con un primo incontro per far conoscenza con la squadra e familiarizzare con l'ambiente. Al momento è troppo presto per qualsiasi piano di lavoro perché ho fatto solamente una giornata di test."

Continua poi, "abbiamo un periodo intenso di test davanti a noi a fine novembre, speriamo che il meteo ci assista. E' importante capire i lati positivi della moto e quelli sui quali bisogna lavorare. Dobbiamo cercare di lavorare velocemente per cambiare alcune caratteristiche ed ovviare alle problematiche evidenziate nella stagione 2011"

Marco mette subito i paletti in caso di sfida interna al team: "Leon è un pilota molto forte, il secondo posto ottenuto nel 2010 con Suzuki non è stato casuale. Entrambi sono molto veloci, mi piace la loro mentalità ed il loro carattere, con Haslam sarà importante collaborare per il bene comune e per il bene dell'azienda. Poi se ci dovessimo ritrovare in pista a lottare per un risultato importante, che vinca il migliore. Io farò la mia strada, così come ho fatto lo scorso anno. Al momento sappiamo che dobbiamo inseguire, quindi dobbiamo collaborare con un programma ben definito."

Poi commenta il mese e mezzo di pausa imposto dal calendario per quest'inverno, uno stop che in molti hanno criticato: "Non credo sia una cosa negativa. Un mese e mezzo di pausa passa in fretta, si è obbligati a fermarsi e ad incominciare a ragionare sui dati accumulati nei test. Senza questa pausa avremmo continuato a testare cercando sempre nuove soluzioni, rischiando di non trovare una direzione di sviluppo chiara. Io andrò in crociera 10 giorni ai Caraibi per staccare la spina, poi inizierò nuovamente ad allenarmi duramente nel mese di dicembre. Adesso però non vedo l'ora di provare la moto."

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