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Rossi protagonista nella sua Donington

Per Valentino Rossi Donington non è un gran premio come un altro. Gli inglesi lo amano, lo considerano una leggenda vivente. Il campione di Tavullia ha sempre ricambiato l’affetto dei suoi tifosi: risiede da diversi anni nel Regno Unito, qui fece uscire il suo libro prima che in Italia, qui ha vinto per ben 7



Per Valentino Rossi Donington non è un gran premio come un altro. Gli inglesi lo amano, lo considerano una leggenda vivente. Il campione di Tavullia ha sempre ricambiato l’affetto dei suoi tifosi: risiede da diversi anni nel Regno Unito, qui fece uscire il suo libro prima che in Italia, qui ha vinto per ben 7 volte in tutte le categorie cui ha partecipato. E nella sua Donington ieri è stato nuovamente protagonista partendo dalla dodicesima posizione e terminando secondo davanti a un coriaceo Marco Melandri. Il primo della classe, quel Nicky Hayden abbonato al podio, ha concluso settimo dietro a Colin Edwards fedele scudiero di Rossi. Valentino ora vede la vetta: trentacinque punti non sono pochi, ma il mondiale è ancora lungo ed i colpi di scena sono dietro l’angolo. Al Sachsenring ne vedremo delle belle. Le parole del marchigiano sulla prestazione di ieri:
“Che gara incredibile, e soprattutto un risultato per me molto importante. Adesso sono in una posizione migliore per quanto riguarda la classifica e questo conta di più che vincere la gara. Ad essere onesti, dopo Assen, non ero sicuro che qui avrei potuto lottare per un risultato del genere, anche se lo volevo con tutte le mie forze perché Donington per me è un posto molto speciale ed i tifosi mi hanno sempre offerto un supporto incredibile.

Venerdì eravamo molto sorpresi che la moto non andasse al meglio ma l’intera squadra ha lavorato al massimo per trovare la messa a punto e la gomma giusta. Dopo le qualifiche abbiamo deciso di tentare qualcosa di nuovo questa mattina ma la pioggia prima del warm-up ci ha tolto la possibilità di provare le modifiche e abbiamo dovuto tentare la scommessa. Ha funzionato. Ci ho messo otto giri a capire fino a dove potevo spingere il mio ritmo e a quel punto ho realizzato che il mio obiettivo doveva essere il podio. Ho dovuto lottare lungo la strada ma quando sono arrivato sotto a Melandri l’ho dovuto fare ancora di più! Ci siamo davvero divertiti, nessuno dei due voleva mollare. Lui era più veloce di me in alcuni punti, io in altri. Alla fine siamo arrivati all’ultimo tornantino ed entrambi abbiamo frenato 20 o 30 metri più tardi, andando larghi. Per fortuna Marco è andato più largo di me ed io sono riuscito a passare. Sono arrivato secondo ma mi sento come se avessi vinto”.

via | yamaha-racing.com

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