SBK Misano, due schiaffi di Tom Sykes (Kawasaki). Melandri (Aprilia), due podi. Sfortuna per Giugliano (Ducati)

Sono schiaffi, due schiaffi pesanti quelli di Tom Sykes a Misano, il vessillifero della Kawasaki che fa abbassare la cresta al compagno di squadra Baz e soprattutto sbatte la porta in faccia a Marco Melandri e a Davide Giugliano, ben sotto le aspettative sul circuito di casa.

SBK Misano 2014 - Gallery Gare

Ieri la Superpole da record, oggi due volte sul gradino più alto del podio: e fortuna (per i suoi avversari) che il campione del mondo in carica lamenta guai fisici per il polso visibilmente gonfio!
Sornione e umile quanto determinato ed efficace, al limite della perfezione, Sykes fa parlare i fatti, guida duro ma senza sbavature, sa tirar fuori dalla sua “verdona” il mix più equilibrato con un unico obiettivo: passare per primo sotto la bandiera a scacchi e puntare al bis iridato!

Impossibile? Se il tracciato di Misano storicamente e tecnicamente “favorevole” alle Aprilia e alle Ducati ha dato oggi questo responso, Sykes e la Kawasaki devono “solo” saper gestire una situazione che, al settimo round, può aver imboccato una strada molto in salita per le due Case italiane e i rispettivi alfieri.

La doppia … doppietta della Kawasaki - tale è con i due trionfi di Sykes e i due magnifici secondi posti di Baz - lascia l’amaro in bocca ai tifosi italiani (peraltro scarsi sugli spalti assolati del Marco Simoncelli): ci ha provato invano Marco Melandri, comunque due volte sul podio, ci ha provato Davide Giugliano in gara due con una fuga corsara iniziale, ma subito tranciata dalla penalizzazione per partenza (pur se impercettibile, ma il regolamento è questo) anticipata.

La Casa di Borgo Panigale, poi, raccoglie poco con Davies, solo quarto a quasi 7 secondi in gara uno e volato via in gara due e la Casa di Noale fa altrettanto con Guintoli, quinto e quarto, ma sempre dietro a Melandri e sempre in difesa, come temesse di intralciare il ravennate in casa sua.

Ducati deve recuperare il suo gap tecnico e non può pensare di farlo con i “numeri” dei suoi piloti, Giugliano in testa. E Aprilia deve convincere Melandri ad osare di più, sfruttando quel potenziale tecnico non certo superiore alla Kawasaki ma pur sempre eccellente e competitivo.

Oggi, evidentemente, Sykes in giornata di grazia era imprendibile ma il pur ottimo Baz poteva essere fulminato da Melandri, non fosse altro per l’esperienza dell’italiano.

Da Misano, oltre le previsioni più negative, escono male sia Honda (Haslam sempre a terra e Rea costretto a giostare sul trapezio) che Suzuki, ferma agli sprazzi di inizio campionato. Campionato aperto, s’intende, ma solo se Ducati e soprattutto Aprilia si convincono che niente è impossibile.

Il resto lo affidiamo alla cronaca di una giornata positiva ma non esaltante per la SBK.

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