Abbigliamento tecnico: in Germania risarcimento ridotto se non si è protetti adeguatamente

Una notizia di qualche giorno fa torna a fare discutere sull’abbigliamento tecnico da indossare quando si va in moto. La Corte d’Appello del Brandeburgo, non ha infatti concesso il pieno rimborso previsto a un motociclista coinvolto in un incidente. Secondo i giudici infatti, lo sventurato andava penalizzato poiché non indossava indumenti tecnici necessari a proteggersi


Una notizia di qualche giorno fa torna a fare discutere sull’abbigliamento tecnico da indossare quando si va in moto. La Corte d’Appello del Brandeburgo, non ha infatti concesso il pieno rimborso previsto a un motociclista coinvolto in un incidente. Secondo i giudici infatti, lo sventurato andava penalizzato poiché non indossava indumenti tecnici necessari a proteggersi in caso d’incidente.

Dunque ci risiamo! Dopo che il disegno di legge 1720 presentato in Parlamento è stato ritirato, si ritorna su questo argomento tanto criticato. Infatti, il D.D.L. proposto in Italia, mancava quasi di senso vero e proprio, poiché i punti proposti alludevano a un abbigliamento impreciso e non adeguato per le varie cilindrate. Fatto sta che davanti a quest’argomento non possiamo di certo mostrarci indifferenti.

L’applicazione della decisione dei giudici tedeschi, solleverebbe di certo un enorme polverone da noi. Basti pensare alle cose che l’Italia non ha in comune con la Germania nel campo della sicurezza stradale. Prima fra tutte lo stato in cui riversano la maggior parte delle strade comunali, con enormi buche dove riuscirebbe a entrare un Goldwing intero! Di sicuro però il nostro buon senso ci aiuterebbe a proteggerci meglio quando andiamo in moto.

Gli accessori disponibili per la propria sicurezza in moto, come sappiamo, sono davvero tanti. Inoltre i progetti di airbag inseriti negli zaini o nelle tute hanno avuto un grande successo, dimostrando di riuscire a proteggere ancora di più le parti del corpo che andrebbero colpite in un incidente, rispetto alle normali protezioni di cui sono dotati i giubbotti o le tute stesse. Ma il popolo Italiano delle due ruote prende ancora alla leggera questi studi rivolti alla sicurezza, limitando la propria protezione al normale uso del casco.

Maurizio Carpino del Sole 24 Ore, lamenta sul proprio blog proprio questo tipo di mentalità:

“Anche questa visione di sicurezza stradale, porta a far salire il costo dei sinistri a livelli anche doppi rispetto ad altri Stati europei. E poi ci lamentiamo se le tariffe assicurative vanno di conseguenza”.

Ma siamo sempre di fronte al solito problema: a chi tocca fare la prima mossa? Ai vari tipi di motociclisti e al loro buon senso o a un’Italia che vive un periodo un po’ turbolento dove la sicurezza stradale risulta essere un problema di secondo grado?

Di certo noi nel nostro piccolo possiamo far molto, nel caso in cui (facendo gli scongiuri), dopo un incidente qualche giudice voglia trarre spunto dal collega tedesco. Meglio indossare ciò che riteniamo utile alle nostre esigenze, che sia andare al lavoro, comprare il pane o fare un giro per i colli la domenica!

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