Motegi, prove cancellate. MotoGP nella nebbia

Dopo il caos di Phillip Island per problemi di sicurezza derivanti dalle Bridgestone inadeguate alla bisogna ecco subito il caos-due di Motegi con la cancellazione della prima giornata di prove libere.

MotoGP Giappone 2013 - Venerdì

Sempre di sicurezza trattasi, stavolta causa meteo, non per colpa del temuto tifone Francisco, fortunatamente meno aggressivo con il passare delle ore, ma per la nebbia che incombe sulla zona del circuito. Piove anche ma il problema è dato dalla coltre nebbiosa che impedisce all’elicottero medico di decollare in caso di necessità dopo un eventuale incidente ai piloti. L’ospedale più vicino è a circa un’ora di macchina e quindi in caso di incidente grave l’elicottero diventa indispensabile.

Dunque, fermo l’elicottero per la nebbia, la Direzione ferma tutto facendo saltare le prove FP1 e FP2 sicuramente non ininfluenti sul risultato della corsa tanto attesa. A questo punto non c’è da escludere niente. Stando al meteo, ben che vada, domani la nebbia potrebbe essere spazzata via dalla pioggia battente e a questo punto non c’è che volgere gli occhi al cielo, sperando nella clemenza di Giove pluvio.

Vista nella logica ottimistica del bicchiere mezzo pieno, il quasi caos di oggi può aggiungere ulteriore tensione e … interesse a questo attesissimo penultimo round iridato 2013, considerato decisivo per la lotta al titolo fra Marquez e Lorenzo, sottoposti entrambi a nuove pressioni.

Visto con il realismo del bicchiere mezzo vuoto non si può non constatare ancora una volta lo status del motomondiale, in superficie luccicante e gonfio di tecnologie e di soldi, in realtà un gigante dai piedi d’argilla.

Sulla sicurezza non si discute: è prioritaria e va sempre posta davanti a tutto e a tutti. Così come non è colpa di nessuno se il meteo fa le bizze. Altra cosa, però, è il buon senso che dovrebbe portare a stilare il calendario del motomondiale con maggior sale in zucca, o meglio, non semplicemente sulla base dell’unico parametro scelto dalla Dorna, quello del business.

Di fatto si corre dove ci sono i soldi, dove c’è chi paga, dove si produce business. Bene. Ma poi si devono accettare tutte le conseguenze. Perché invece di far disputare questo GP nella zona difficile di Motegi (do you remeber Fukushima?) non si opta per Suzuka, dopo gli aggiornamenti del caso?

La risposta deve darla la Dorna. Ma non è difficile comprendere il motivo di scelte come questa. Insomma, il motomondiale – già di per sé complesso e di difficile organizzazione – si trova spesso legato al classico filo di lana.

Intanto Marquez&C osservano il cielo di Motegi. E gli appassionati osservano, sconsolati, il video buio dei loro televisori.

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