La banca dati sinistri IVASS a disposizione delle assicurazioni: privacy violata?

I dati personali di centinaia di migliaia di ignari cittadini 'schedati' dalle assicurazioni in assenza degli adempimenti richiesti dal Codice Privacy: cittadini di nuovo raggirati?

Secondo quanto denunciato da "Lo Sportello dei Diritti", sembra che un nuovo scandalo sia stato perpetrato ai danni dei cittadini italiani, con particolare riferimento alla banca dati sinistri dell’IVASS - l’istituto di vigilanza sulle assicurazioni che ha sostituito l’ISVAP - in cui confluiscono i dati di centinaia di migliaia di persone tramite i database conosciuti come 'anagrafe testimoni' e 'anagrafe danneggiati'.

In pratica, solo per aver fatto da testimone ad un sinistro, si può venire 'schedati' in queste banche senza alcuna preventiva comunicazione, con ovvie implicazioni per quanto riguarda il diritto alla Privacy. La circostanza, giustificata da 'esigenze antifrode', permette infatti alle compagnie assicurative di disporre dei dati personali di centinaia di migliaia di cittadini, senza che questi abbiano esplicitamente acconsentito.

Secondo lo Sportello dei Diritti (che si ripromette di ricorrere al Garante per la Privacy per segnalare la situazione) questa prassi lede i diritti del cittadino in quanto non ottemperante al Codice Privacy, che regola la costituzione di banche dati contenente dati personali: tra la violazioni contestate, la mancanza di 'trasparenza', in quanto agli interessati non viene fornita una completa informativa con gli elementi utili a spiegare finalità e modalità del trattamento, le misure di sicurezza applicate e i soggetti ai quali rivolgersi per esercitare i propri diritti (principio irrinunciabile e costituzionalmente garantito). In quest'ambito ricade infatti la raccolta, l’archiviazione, la conservazione e la condivisione di dati personali in banche dati gestite da soggetti privati, quali sono - appunto - le compagnie di assicurazioni.

La creazione di una banca dati a totale insaputa degli interessati, senza informativa e senza indicazione dei soggetti che a vario titolo potranno accedere alle informazione archiviate, si potrebbe quindi configurare come una 'condotta illegittima' che potrebbe portare al blocco e all’inutilizzabilità dei dati, se non in un vero e proprio 'illecito penale'. Sembra inoltre che tali dati vengono raccolti attraverso terzi soggetti (avvocati, ispettorati sinistri, agenzia di assicurazione e direttamente i danneggiati) in assenza degli adempimenti generali e obbligatori indicati dal già citato 'Codice Privacy'.

Si tratterebbe quindi dell'ennesimo 'pasticcio all'italiana' - se così vogliamo chiamarlo - che coinvolge il mondo assicurativo e va ad aggiungersi alle già conosciute perplessità sulle cosiddette 'Scatole Nere' per veicoli, che sono già oggetto di attenzione del Garante. Resta da vedere se saranno presi provvedimenti anche per questo problema della banca dati sinistri IVASS che tutelino dignità e riservatezza della cittadinanza. Attenderemo aggiornamenti.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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