Motoblog @ Sepang intervista Gigi Soldano


Fra una sessione di test e l'altra, sul circuito di Sepang, abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchere con il grande Gigi Soldano, ovvero la persona che da più di 25 anni ci regala le cronache fotografiche del motomondiale, rendendo poesia molti di questi scatti e immortalando momenti che rimarranno nella storia del motociclismo.

Non abbiamo resistito alla tentazione di sapere come tutto è cominciato, in occasione di quale gara Gigi ha Compiuto il primo scatto della sua carriera nelle competizioni a due ruote?

"Ah si... le bighe al circo massimo... ci stava quello lì, come si chiama... Cesare!" commenta ridendo Gigi, scatenando l'ilarità generale: "ma no dai, era Assen, 1983, ricordo ancora che dormii abusivamente in camera di un famoso giornalista, che mi portò con lui al Gran Premio, e lì cominciai a scattare foto alle moto. Assen era veramente l'università del motociclismo, era un'emozione unica, come la Parigi-Dakar o il Tourist Trophy. Chiesi molto sfacciatamente di portarmi, e lui, che era invitato da un'azienda di pneumatici ha trovato uno stratagemma per farmi entrare in circuito, come suo assistente."

Quanto è cambiato il mondo della fotografia in pista, dalle tue prime esperienze agli ultimi, mitici scatti di questi anni?

"E' cambiato tutto nel mondo della fotografia giornalistica, ora tutto ruota attorno alla velocità: uno scatto in pista può arrivare agli organi di stampa in tempo reale, ed essere pubblicato poco dopo, un tempo tutto ciò era impensabile; bisognava spedire i rullini, e i tempi di consegna alle redazioni dipendevano sempre da dove eri e cosa facevi, perchè una volta eri dietro casa, quella dopo eri dall'altra parte del mondo."

"Di sicuro c'era più avventura, capitava di correre in aeroporto, come spedire tramite posta sacchi di pellicole. A volte si lasciavano ai turisti, che promettevano di portarle il più velocemente possibile, come anche a hostess e stewart delle varie compagnie aeree. La tecnologia più avanzata che avevamo a nostra disposizione era la "telefoto", ovvero un macchinario in grado di inviare una foto stampata in bianco e nero con una didascalia... una specie di fax rudimentale, ma che per noi era il futuro."

"La fotografia digitale ha senza dubbio cambiato il mondo - continua Gigi - sia in maniera positiva che negativa. Ora ogni foto può essere spedita in tempo reale in qualsiasi parte del mondo, ma un tempo il fotografo doveva preparare dei dossier, doveva essere un esperto di spedizioni, e cercare di trovare gli stratagemmi più efficienti per abbattere tempi e distanze. In tutti i sensi il fotografo era una figura geniale, e non semplicemente un tecnico che sta dietro la macchina. Ora a causa di questa estrema efficienza nella trasmissione di foto e dati, molti fotografi hanno ottime conoscienze tecniche ma davvero poche di fotografia, in tutte le sue forme."

Dopo tutti questi anni sulla pit lane, sei diventato un esperto di moto, perciò ci sarà - e se si, chi sarà - un outsider che darà filo da torcere ai fantastici 4, Rossi, Stoner, Lorenzo e Pedrosa?

"E' prematuro sparare un giudizio ora ma c'è un certo americano, che di nome fa Ben Spies, e che vedo molto bene quest'anno. E' all'esordio ed è il primo dietro ai top4 in questi test. Credo lo vedremo spesso sul podio, ma continuo a pensare che saranno i soliti noti i top rider del 2010, e Ben sarà subito dietro a loro a fine campionato."

L'hai già immortalato con i gomiti sull'asfalto?

"So di questa sua particolarità, nonostante non abbia seguito tanto il campionato Superbike lo scorso anno, ma nonostante i gomiti sempre larghi, ancora non l'ho visto in situazioni così estreme. E' all'inizio del suo percorso in MotoGP, ma credo che presto vedremo dei bei scatti con lui protagonista, ha uno stile unico."

Ultima domanda, che ti avranno rivolto chissà quante volte in questi anni... Nikon o Canon?

"sicuramente Fuji!" - risponde, scatenando di nuovo risate - "Direi Nikon, il legame che ho con questa marca va oltre la semplice qualità del prodotto; non si tratta solo di buone macchine, perchè anche Canon eccelle da quel punti di vista, ma è una questione di corredo, di ottiche e accessori. Non è semplice cambiare ogni anno marchio, perchè le proposte di entrambe le case seguono un'evoluzione basata sulla competizione, ovvero un anno Nikon produce meglio, l'anno dopo Canon risponde con un prodotto al top e via così, ma sempre lavorando in maniera differente."

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