Anche Dainese in crisi, 80 esuberi e 120 dipendenti in cassa integrazione

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La crisi globale continua a fare le vittime. A farne le spese questa volta è la Dainese, leader nell'abbigliamento per motociclisti, costretta a cessare la produzione in Italia. L'azienda di Molvena (VI) ha firmato l'accordo con la Provincia e i sindacati che prevede - riporta il Corriere del Veneto - un anno di cassa integrazione straordinaria per 120 dipendenti e fra dodici mesi la mobilità e il licenziamento di circa 80 di questi.

L’azienda vicentina, che possiede anche i marchi Mavet e AGV conta 250 addetti, di cui un centinaio operai, per lo più donne. Dainese ha due stabilimenti anche in Tunisia, e in tutto arriva a 500 addetti. I numeri di bilancio 2008, anche se in forte contrazione rispetto all’esercizio precedente, erano ancora positivi: 105 milioni di euro di ricavi, un margine operativo lordo di 10,2 milioni e un utile di 700 mila euro, seppur con un certo indebitamento, 33,2 milioni di posizione finanziaria netta negativa.

"Nel 2009 la crisi ha picchiato duro sul settore motociclistico, in particolare sul mercato dei prodotti per moto superiori ai 300cc - spiega Giuseppe Sforza, segretario regionale della Filcem Cgil - Di fatto va a cessare la produzione di tute in Italia, eccetto una ristretta nicchia di qualche centinaio di capi. Il piano industriale presentato, comunque, ci sembra valido e l’azienda prevede di mettere in produzione entro fine anno le tute-airbag. Nel 2009 c’è stato un calo di fatturato del 25%, ma nel 2010 potrebbe andare ancora peggio."

"Dainese terminerà la produzione di a Molvena di alcuni articoli che non hanno più mercato, mentre le tute piloti e particolari commesse saranno prodotte ancora a Molvena" - previsa l'azienda veneta.

Dainese, secondo l’accordo siglato con Cisl e Cgil metterà 2000 euro di incentivo da investire in formazione per ogni dipendente in cassa integrazione che decidesse di avviare un percorso di riqualificazione professionale, con la speranza di ridurre le mobilità.

"Molvena è e resta il cuore della Dainese - precisa l’amministratore delegato Franco Scanagatta - il ridisegno organizzativo però, richiede la trasformazione dello stabilimento da sede meramente produttiva a sede di progettazione." Scanagatta ha inoltre confermato l'esubero di circa 80 dipendenti per i quali - conferma l'AD Daiense "saranno utilizzati tutti gli ammortizzatori sociali possibili."

Anche nel caso di Dainese, come accaduto in passato per altre aziende del settore, ci auguriamo che la situazione possa in qualche modo migliorare. Il nostro augurio va ad entrambe le parti in primis ai dipendenti che perderanno il posto di lavoro.

via | Corriere del Veneto

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