Il Monza Rally Show è stato davvero uno spettacolo per gli occhi degli appassionati di motori, ma anche un grande tributo a Marco Simoncelli. Tutta la pista del parco era coperta d numeri 58, le auto dei partecipanti un tripudio di adesivi dedicati al Sic e il suo nome è stato ripetuto chissà quante volte durante il weekend. Possiamo semplicemente dire che il Monza Rally Show 2011 è stato dedicato completamente a lui, con il main event del Master Show ribattezzato “Trofeo Marco Simoncelli”.
In questo video amatoriale, il momento in cui tutta la pista si è raccolta per ricordarlo, un cartonato del suo primo podio in MotoGP, la sua canzone preferita e migliaia di applausi scroscianti fra i fuochi d’artificio e i coriandoli. Sotto al palco la scritta “dedicato a te“. Nessun dolore questa volta, la perdita è stata metabolizzata da tutti, ma solo un grande casino come piaceva a lui,e un sacco di persone che si stringono attorno al ricordo.
Mentre i piloti del Motomondiale scaldano i motori al Ricardo Tormo di Valencia, il sito del circuito pubblica le foto di uno speciale tributo a SuperSic. Ma qualcosa di ancora più grande è accaduto negli scorsi giorni in Italia: lo street artist Michele Costa, in arte Enko, ha preso le sue bombolette e ha creato un murales lungo 16 metri a Riccione, in onore di Marco Simoncelli, un vero e proprio capolavoro grafico e un significativo tributo al pilota Gresini scomparso 10 giorni fa a Sepang.
Enko ha cominciato il suo lavoro prima del funerale del campione, e ha riportato su un unico grande disegno il volto e i capelloni del Sic, il suo numero e la scritta “SuperSic” in perfetto street art. Benchè fosse illegale, nessuno ha osato contestare il lavoro di Michele, lasciandogli completare l’opera d’arte in ricordo del Sic. Sicuramente il comune di Riccione non oserà mettere della vernice bianca su questo tributo.
Nel mentre, dal circuito spagnolo, arriva una bella conferma: l’organizzatore dell’evento Javier Alonso, in accordo con Dorna, ha deciso di esaudire il desiderio di Paolo Simoncelli, e prima dell’inizio della 125, tutte le moto delle tre categorie osserveranno un minuto di casino accendendo i motori tutti assieme e sgasando in ricordo di Marco.
via | Twowheelsblog
“Tutti matti per il pilota di Patti”. Così recitavano i tifosi di Tony Cairoli, mentre percorreva gli ultimi giri della manche tedesca che domenica ha consegnato nelle sue mani il quinto titolo mondiale Motocross, il terzo consecutivo in MX1, il secondo con KTM. Il pilota siciliano entra di diritto nella storia come uno dei più forti piloti di questa categoria, e come italiano più vincente nel fuoristrada che la storia abbia mai avuto.
Esordisce all’età di sette anni nel minicross, dove vince ripetutamente titoli regionali e, nel 1999, il titolo seniores. Sale poi tutta la trafila delle categorie: elite, cadetti e Europeo85. Nel 2003 esordisce nel mondiale, ma è solo nel 2004 che arriva la prima vittoria. Da questo punto in poi qualcosa è scattato e nel 2005 è stato imbattibile, conquistando il suo primo titolo MX2.
Il 2006 è stato più sfortunato ma durante il Gran Premio delle Nazioni disputato in Inghilterra con la maglia azzurra della rappresentativa italiana, ottiene una vittoria di manche storica davanti ai più accreditati piloti statunitensi. Il secondo mondiale arriva nel 2007 sempre nella categoria MX2 ma non riesce a replicarsi l’anno seguente a causa di un infortunio.
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Vi abbiamo parlato in passato della Icon Sheene, una belva ingegneristica con un motore Suzuki GSX 1400 sovralimentato e capace di 250CV, dedicata al grande campione Barry Sheene. Numeri e parole, ma questa moto va davvero? Eccovi servito il video… Enjoy!
Non si smetterà mai di pronuciare il suo nome, da qui alla fine del mondo. Joey Dunlop è sicuramente stato uno dei più rappresentativi motociclisti della storia, ma non un semplice pilota, Joey è l’incarnazione della “passione” nel senso più romantico del termine. Il suo palmares è impressionante: 26 vittorie al Tourist Trophy, 13 vittorie alla North West 200, 24 vittorie all’Ulster Grand Prix e 162 vittorie in altre gare su strada. Il 2 luglio del 2000 il Re del Mountain ci ha lasciato, e a 10 anni dalla sua scomparsa il suo mito cresce.
A Tallin, in Estonia, ha trovato la fine del suo cammino, fatto di successi incredibili sull’Isola di Man e impegno umanitario che gli è valso il titolo di Officier Of Britsh Empire. Un eroe silenzioso, una personalità introversa, che ha sempre agito e vinto con umiltà e cuore, dalla prima all’ultima gara svolta.
Il giorno della sua morte, il sito del governo estone pubblicò un omaggio a Dunlop, e i funerali vennero trasmessi in diretta dalla televisione dell’Irlanda del Nord. Alla cerimonia erano presenti migliaia di persone, e quel giorno fu dichiarato pace nazionale, l’unico giorno di pace nazionale in un secolo di guerra civile.
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Yamaha Motor Europe a due settimane dall’inizio del Campionato Mondiale Superbike 2010 ha diffuso, attraverso il proprio canale ufficiale su Youtube, un video tributo al Mondiale Superbike 2009 vinto dal pilota americano Ben Spies.
Il video riassume i momenti più importanti della scorsa stagione e la mega rimonta del pilota americano. Il video si conclude con la conquista del titolo ottenuta sulla pista di Portimao nell’ultimo round stagionale.
La F800R è stata una grande mossa da parte di BMW sul mercato italiano: l’impronta estetica naked, il manubrio alto e la trasmissione a catena hanno reso il già ottimo progetto F800 adatto alle strade delle nostre città e passi di montagna, un notevole balzo in avanti che l’ha resa una moto fantastica dal punto di vista dinamico e prestazionale.
I palati più fini sanno che il bicilindrico orizzontale Rotax è anche un ottimo animale da stunt, e Chris Pfeiffer l’ha dimostrato, prima con 800S e poi con la 800R, vincendo a man bassa anche le competizioni del 2008. La voglia di BMW di dedicare una moto come tributo a questo grande campione c’era, e il pubblico acclamava una F800R più esteticamente aggressiva, con la splendida livrea BMW Motorrad, già in uso sulle S1000RR da SBK e sulla HP2 Sport da Endurance.
Ecco quindi arrivare la Chris Pfeiffer Edition, che si defferenzia dalla standard per la colorazione, terminale di scarico sportivo Akrapovic, oltre ad una serie di elementi che sottolineano l’immagine sportiva della moto, mentre le caratteristiche tecniche di base restano invariate rispetto al modello standard.

Questa foto non è nuova per la Rete, ma non ci sono dubbi che si tratta di uno dei più bei scatti della storia del motociclismo. Godiamoci quindi la piega estrema di Akira Yanagawa, anche come tributo ad un pilota che è stato l’icona della Kawasaki per un intero decennio, fra Superbike e Motomondiale: i duelli con Fogarty Chili, Corser e Slight (chi si ricorda il terribile crash di Laguna Seca 1998?) e il debutto nella MotoGP dell’orrenda prima versione della Kawa ZX-RR, solo per citare qualche esempio.
Inviateci le vostre “Foto del giorno”, foto bizzarre, che avete scattato voi o un amico oppure che avete semplicemente trovato su internet, che riguardi ovviamente il mondo motociclistico, all’indirizzo fotodelgiorno@motoblog.it. Le più interessanti, particolari, simpatiche o curiose, saranno pubblicate a vostro nome. Molte ne sono arrivate fino ad oggi… continuate a seguirci e le vedrete pubblicate
UPDATE: chiediamo scusa a tutti per l’inconveniente tecnico. Ora godetevi la foto :)
Sono passati ben 46 anni da quando vedemmo il nome Triumph affiancato ad Avirex, e l’occasione fu più che mai storica, poichè la Triumph era quella del film “La Grande Fuga” e l’abbigliamento era quello di Steve McQueen. I due marchi hanno deciso quindi di dedicargli un tributo, unendo il proprio stile nei rispettivi campi.
La collaborazione si riassume in una linea di abbigliamento e di moto, realizzate da Romano Ridolfi, nuovo stilista Avirex. Le due Scrambler “Chinos Khaki” e “Military Grey”, sono riconoscibili dal logo Triumph by Avirex sul serbatoio, oltre che dallo speciale allestimento monoposto, con scarico 2 in 1 Arrow, cerchi neri, sella in pelle Avirex, carrozzeria e griglia faro in tinta.
Ne saranno prodotti solo un numero limitato di esemplari in tiratura limitata e verranno esposti presso gli showroom Avirex delle principali città italiane, mentre per ordinarle c’è bisogno di un concessionario ufficiale.
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Direttamente dagli USA, arrivano i caschi Troy Lee con un particolare modello, dal design tutto americano. Troy Lee ha preso i quattro caschi preferiti di Jeremy McGrath, un set di imbottiture e li ha mescolati in un’unica edizione limitata e numerata.
Lo scafo è in fibra di carbonio rinforzata con Kevlar ed è stato progettato con tecnologia aerospaziale, ha un nuovo sistema di ventilazione, protezione antispruzzo per il naso rimovibile, viti in titanio e leggerezza da riferimento. Il casco è uno dei più singolari mai creati da Troy Lee: 47 colori diversi e una linea d’argento compone 4 disegni.
Tutte le info sui prodotti Troy Lee Designs e su tutti gli altri articoli del ricco catalogo è possibile trovarle sul sito del distributore ufficiale in Italia www.bud-racing.it