Questa special è davvero birichina. Si chiama AFT Customs Er Hed, ed ha un debole per le belle ragazze, soprattutto quando sono in bikini e in atteggiamenti provocanti. E le donne? subiscono il fascino maledetto della forcella a parallelogramma e un look da vera opera d’arte, e non possono fare a meno di sorridere e strusciarsi.
Come vorrei essere un mezzo meccanico, in questo momento.
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Prendete una moto da cross/enduro, e spogliatela di svrastrutture e sospensioni. Procuratevi delle unità stradali o da pista facilmente adattabili al telaio e ricoprite tutto con un carena in vetroresina. Il risultato? un vero prototipo mangiacordoli! BeOn ha applicato queste piccole ma efficaci regole all’Aprilia SXV, creando una piccola bicilindrica esasperata che incarna lo spirito dei supermono.
Il motore della SXV-GP è quello della SXV 450, pesa 120kg e ha una potenza di 70CV, che sale nel caso del motore 550, con una variazione di peso minima. Elementi che fanno ben capire quanto possa essere divertente un tale giocattolino, che BeOn sta cercando di omologare per la circolazione su strada.
Forcella upside down pluriregolabile, pinze con attacco radiale e singolo disco anteriore da 320mm. I cerchi sono ovviamente da 17″ mentre il forcellone rimane lo stesso, cambiando ovviamente il monoammortizzatore. Il telaio e il motore non si toccano, mentre tutto il resto viene stravolto in chiave pistaiola, aggiungendo un telaietto anteriore per la carena e rivoluzionando quello posteriore. Solo a guardarla viene voglia di saltarci sopra!
Le vecchie Moto Guzzi con telaio Tonti sono forse le più belle basi di partenza per la creazione di una special con i fiocchi. Non è la prima Cafe Racer che viene sviluppata su questa base, nè sarà l’ultima, ma vale la pena mostrare questo gioiellino di semplicità ed efficacia, equipaggiato con motore serie grossa da 1000cc.
Più precisamente, il propulsore è un LM1000S, uno degli ultimi sportivi della serie Le Mans, adagiato sulla doppia culla di un Le Mans II 850, più anziano di qualche anno. Basamento e teste, per intenderci, sono gli elementi che rimarranno anche nelle serie successive. Analizzando più profondamente, possiamo notare i nuovi carburatori con cornetti cromati e la verniciatura nera goffrata di basamento, gruppi termici e cambio, con quest’ultimo dotato di ingranaggi alleggeriti e di diverso profilo, che ne modificano la rapportatura.
L’avantreno è un Paioli a steli rovesciati da 41mm, proveniente da una delle ultime serie Laverda (per intenderci, una 750S o una Ghost), monta dischi da 320mm e pinze assiali Brembo Serie Oro. Piastre di sterzo inedite e semimanubri abbastanza estremi completano l’anteriore. Al posteriore invece troviamo due ammortizzatori YSS pluriregolabili. Il telaio il forcellone sono stati verniciati in grigio chiaro.
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Non è un’altra novità di BMW Motorrad arrivata in ritardo al Salone di Colonia, ma semplicemente una interpretazione data da Wunderlich (azienda di accessori e parti speciali dedicate alle bavaresi) a quella che potrebbe benissimo competere con la prossima Aprilia Tuono per il titolo di Naked più cattiva di sempre.
La S1000RR Piranha perde per intero la sua caratteristica carena asimmetrica, e solamente uno striminzito cupolino copre l’ingresso dell’airbox e sostiene un piccolo faro xenon. La strumentazione è solo leggermente coperta e il manbrio alto è appoggiato su un’inedita piastra di sterzo color oro.
Dei piccoli “fazzoletti” di carena coprono le pudenda lateralmente ma creano un effetto estetico un po’ posticcio. Il codone e il serbatoio sono invece presi pari pari dagli accessori racing, con tanto di cover frontale in carbonio. Il proietore posteriore, apparentemente assente, è nascosto dentro le frecce, ed è un impianto incredibilmente omologato per la circolazione in europa.
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Il mondo del custom italiano aderisce ufficialmente al Motor Bike Expo. È il frutto del recentissimo accordo sottoscritto dagli organizzatori del salone veronese con la Federazione Italiana Customizer FIC. Così, dal 21 al 23 gennaio 2011, in occasione della prossima edizione di MBE, i costruttori ed i preparatori di moto custom e special di casa nostra saranno presenti in massa.
Tra le iniziative già concordate, anche uno spazio espositivo riservato in cui ciascun costruttore potrà esporre una propria realizzazione. La FIC disporrà a sua volta di un’area istituzionale. “La FIC ed i suoi associati indirizzano la propria attenzione verso Verona – afferma Fabrizio Favre, Presidente FIC – dando forza ed ufficialità ad una presenza che, in forma singola, aveva già interessato alcuni marchi italiani”.
“Siamo molto soddisfatti di questo accordo – dichiara Francesco Agnoletto, general manager di Motor Bike Expo – che apre definitivamente le porte del salone di Verona ad un mondo con il quale c’è sempre stato un intenso rapporto di scambio e di collaborazione. Siamo orgogliosi di poter dare la migliore visibilità possibile ai costruttori e preparatori italiani di custom e special e di poter offrire loro una cornice, un’organizzazione ed un pubblico adeguato al loro valore”.
Una bella manifestazione, l’LA Calendar Motorcycle Show, infarcita di splendide special (riconoscerete la Beezerker che vi abbiamo presentato ieri) e Pin Up pronte a rendersi disponibili per sexy scatti sulle realizzazioni custom migliori della California. Enjoy!
via | Oliepeil
Sarah è una ragazza dai gusti non banali, e non si accontenta di strusciarsi su una scialba Harley Davidson o una qualsiasi altra moto in listino; Sarah ha scelto l’atelier di Roland Sands, e le sue splendide special, con le quali riesce ad essere sensuale e provocante.
Certo, se avessero fotografato anche qualche dettaglio in più delle moto, non ci saremmo lamentati, ma concentriamoci sulla fi… gura della splendida modella, come sempre fotografata da Motorcycle-USA
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Preparatevi a spostare un po’ più avanti il vostro concetto di moto “ecocompatibile”, perchè avete di fronte una moto organica! o per meglio dire, una moto interamente costruita (si, anche telaio e ciclistica) con sostanze organiche. So che avete pensato subito alla cacca, ma non è proprio così; ora entriamo più nel dettaglio.
Il designer Michael Smolyanov parla di M-Org come di un concept creato grazie a un particolare processo in cui viene utilizzato il fluoro, che distrugge la parte organica e processa quella carbonica. Non abbiamo idea di cosa significhi ma questo renderebbe una struttura di semplici foglie resistente e leggera. Esteticamente, sembra davvero viva, quasi una creatura aliena venuta a conquistare il pianeta.
L’unità propulsiva, del tutto simile ad un classico V-twin ad aria, sembra davvero poco “eco friendly”, a meno che questo non sia implementato con sistemi alternativi di combustibile. Il colore è il giallo e verde tipico della natura (e dei trattori John Deere) e non siamo riusciti ad individuare che tipo di sistema frenante è stato sviluppato. Curioso quanto lontano da una concreta realizzazione, a voi il giudizio su questo ibrido “meccanorganico”
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Se il vostro 4 cilindri giapponese non vi basta, se 140 cavalli sono pochi, se l’erogazione elettrica non fa per voi, questa special fatta in casa è la risposta! In vendita su Ebay UK, la moto è dotata di motore Subaru 2 litri turbo, offre prestazioni brucianti che si possono scaricare a terra solo grazie al grosso pneumatico automobilistico al posteriore.
Un grosso lavoro è stato fatto per incastonare nel telaio un motore ingombrante com’è quello di un’auto ma pare che l’autore di questo mezzo ci sia riuscito. Un progetto sostanzialmente concluso, spiega fieramente l’autore nell’annuncio di vendita. A noi qualche dubbio viene. Comunque: superprestazioni, non c’è dubbio, ma esteticamente è davvero inguardabile.
Da notare un particolare: il cambio non è a pedale, c’è la tipica leva da auto che spunta da non si sa dove… Chi se la acquisterebbe?
Kawazuki, un nome strano ma facilmente identificabile nell’unione di due famosi nomi giapponesi del motociclismo: Kawasaki e Suzuki. L’officina Icon ha utilizzato come base di partenza per quesa special una splendida Kawa KZ1000 del 1979, con telaio modificato per ospitare un monoammortizzatore Suzuki SV1000. Anche l’avantreno arriva da una SV, mentre il complesso forcellone/ruota posteriore arriva da una vecchia GSX-R 750 del ‘92.
Il motore, rimasto Kawasaki, riceve un kit Big Bore della Wiseco, che fa crescere la cilindrata fino a 1075cc, i carburatori respirano attraverso filti a cono e uno scarico cromato 4-in-1 fa bella mostra di se sul lato destro. Le sovrastrutture, verniciate di nero, contrastano con il bianco del telaio e dei cerchi. Tocco di classe finale, il serbatoio del mono posteriore coperto da una lattina di Red Bull.
Chi ama particolarmente i restauri o i tuning fedeli all’originale stile dell’epoca, stia alla larga da certe realizzazioni: questo Frankenstein giapponese potrebbe essere considerato una bestemmia per tanti, ma non possiamo che inchinarci al suo fascino, ai suoi muscoli e alla sua sfacciataggine.
via | Hell for leather