Il nostro lettore “Mito Evo” ci invita a ricordare una vecchia gloria degli anni ‘80 con la sua segnalazione, e noi prendiamo la palla al balzo e non manchiamo di girarla a voi: parliamo della Bimota SB5, rarissimo pezzo di quell’epoca movimentata che sono stati gli anni 80.
Una moto che il nostro lettore definisce “stupenda moto, figlia della tecnogia Made in Japan per quanto riguarda il motore, e del Made in italy per tutto il resto. Credo che questa, sia una delle migliori moto mai prodotte negli anni ‘80. E’ un bel filmato,dove una persona spiega per bene quasi tutti i componenti che ci sono nella SB5“.
Voi che ne dite?
Per un goccio di benzina si può perdere un podio, addirittura la vittoria. Forse la faccia. Ne sa qualcosa Nicky Hayden, che ad Assen, proprio per questo problema ha gettato al vento un bel piazzamento e punti pesanti. Ma l’americano campione del Mondo MotoGP non è certo l’unica vittima di una defaillance tecnica, solo apparentemente banale.
Un esempio? Amarcord torna indietro. E’ il 26 maggio 1963: Hockenheim, GP di Germania, secondo appuntamento iridato dopo l’apertura del GP di Spagna, a Barcellona. Assente la 500, ritenuta dagli organizzatori non interessante, la corsa clou è la 250.
Due settimane prima, sui saliscendi del Montjuich, con numeri incredibili nelle esse della “Roselada”, Tarquinio Provini, un indomito “gladiatore” iridato dai lineamenti marcati e dai capelli neri e riccioluti, numero uno dei piloti italiani, aveva battuto le moto giapponesi regalando alla bolognese Morini una splendida vittoria, giunta dopo quella ottenuta con Emilio Mendogni a Monza nel 1958.
In Germania gli avversari si presentano in gran forza e soprattutto la Honda schiera uno squadrone straordinario affidando le sue nuovissime quattro cilindri oro-argento dell’ingegner Kawashima al longilineo e taciturno rodesiano Jim Redman, (vincerà 6 titoli mondiali, nuovo caposquadra dopo la morte dell’australiano Tom Phillis al TT e dello scozzese Bob Mc Intyre a Oulton Park), al sorridente lentigginoso irlandese Tommy Robb, al piccolo e rugoso elvetico Luigi Taveri, ai rookies nipponici Teisuke Tanaka e Kummitsu Takahashi, all’allampanato inglese dagli occhi di ghiaccio Stuart Graham, figlio dell’indimenticabile Leslie, perito al TT con la MV Agusta. Poi Yamaha, Mz, Cz, Cm, Aermacchi, Seeley.
E soprattutto la rientrante Benelli quattro cilindri ufficiale (all’epoca la moto più moderna e promettente dell’industria italiana: aveva debuttato l’anno prima con il trionfale exploit di Cesenatico) con il giovane pesarese Silvio Grassetti (già pilota ufficiale Bianchi 350 e 500), nel 1963 anche driver ufficiale della MV Agusta nella classe 500, in squadra con Mike Hailwood.
Continua a leggere: Per un goccio di benzina. Non piange solo Hayden. Quel 1963 a Hockenheim ...

Fa notizia, in questi giorni, la MV Agusta. A dire il vero più per le vicende legate a voci di passaggi di proprietà che ai modelli veri e propri. Alla Casa varesina sono interessate le indiane Tata e Mahindra. Anche se le sorti della gloriosa Marca di Cascina Costa sembrano legate alla “trattativa” aperta dalla Harley-Davidson intenzionata a prelevare e rilanciare l’azienda italiana, indubbiamente la più prestigiosa e vincente del nostro motociclismo a livello agonistico.
Forse pochi ricorderanno il debutto della MV nelle competizioni iridate che avvenne con una 125 bialbero monocilindrica 4 T, nel 1950, al Gran Premio d’Olanda. Moto che dopo varie vicissitudini, più volte migliorata, nel 1952 vinse addirittura il titolo delle ottavo di litro con Cecyl Sandford.
Amarcord vuole invece ricordare il debutto assoluto della MV Agusta nella classe regina (allora la 500) con una quattro cilindri 4 T, antesignana della moto da Gran premio più vittoriosa di tutti i tempi.
L’esordio avvenne il 2 luglio 1950 sul velocissimo e infido tracciato montagnoso di Spa Francorchamps, lo stesso giorno in cui debuttarono le nuove Gilera 500 “quattro” che fecero il vuoto con Umberto Masetti (primo centro iridato), Nello Pagani, Carlo Bandirola piegando le moto dell’industria inglese e tedesca.
La plurifrazionata di Cascina Costa, affidata all’ottimo bolognese Artesiani, giunse quinta, impressionando per la velocità di punta e per lo straordinario “rombo” prodotto dai quattro scarichi a tromboncino.
A Cascina Costa il conte Domenico Agusta aveva fatto (come sempre) le cose in grande affidando i suoi sogni di vittoria alla fantasia progettuale e all’eclettico ingegno di Pietro Remor, acuto ed esperto ingegnere cui il motociclismo deve splendide realizzazioni.
Continua a leggere: MV Agusta: nel 1950 il debutto iridato del "mito"

Bella e divertente la foto che ci ha inviato il nostro lettore “Joey Dunlop”: a parte il cartello dell’attraversamento anziani - giusto in “leggero” contrasto con una moto lanciata a tutta velocità - la cosa veramente interessante è che il protagonista della foto è il mitico (e vero) Joey Dunlop, qui ripreso nel corso del TT anno 2000, dove alla giovane(!) eta di 48 anni vinse tre gare: TT Formula 1, Lightweight (250 cc) e Ultralightweight (125 cc). Eroe moderno. Campione per sempre…
Inviateci le vostre “Foto del giorno”, foto bizzarre, che avete scattato voi o un amico oppure che avete semplicemente trovato su internet, che riguardi ovviamente il mondo motociclistico, all’indirizzo fotodelgiorno@motoblog.it. Le più interessanti, particolari, simpatiche o curiose, saranno pubblicate a vostro nome. Molte ne sono arrivate fino ad oggi… continuate a seguirci e le vedrete pubblicate.
E’ merito della segnalazione del nostro lettore Edu, ma onestamente ci dispiace un po’ che venga sbeffeggiata così la leggendaria figura di Ghost Rider.
Va bene che ormai anche il suo mito inizia a diminuire di valore - complici un tale numero di emuli da rendere ormai certe cose su strada normali - ma la figura del cavaliere nero stuntman e “bandito”, è stata un qualcosa di assolutamente geniale nel suo modo di essere. Insomma, ok l’auto ironia, ma questo video non lo approviamo molto!
La nuova Ducati Monster 696 è sicuramente una moto molto discussa, perchè rinnova un modello storico entrato nel cuore di tanti motociclisti. Negli anni la naked di Borgo Panigale ha subito diversi step evolutivi che ne hanno migliorato le prestazioni e raffinato quell’estetica “pura“, che l’ha consacrata nell’olimpo delle due ruote scarenate.
Adesso che è pronta la “rivoluzione” si fa giustamente un gran parlare di questo nuovo modello, anche se per provarla e sapere come va bisognerà attendere ancora un po’. Lascia quindi lievemente sconcertati leggere le prime righe della presentazione della moto sul sito Repubblica.it : “[..]in pratica quasi uno scooter per la sua incredibile facilità di guida e, soprattutto, in rapporto a quanto fa la Ducati (dalle Superbike adattate all’uso stradale alla MotoGp di Stoner)“.

Una delle tante cose belle del web 2.0, è senza dubbio la facilità con la quale si formano comunità multimediali, che condividono lo stesso lavoro, la stessa passione o gli stessi interessi. Ovviamente il mondo delle due ruote non poteva rimanere fuori da questo fenomeno, ed ecco nascere club ed eventi originariamente confinati nel solo WWW.
Cagiva Mito Club ne è un chiaro esempio, e non ci si ferma solamente al raduno in pista per i possessori di uno dei 125 più rappresentativi: “Portare i ragazzi a scoprire la guida in pista per toglierli dai pericoli della strada” è l’altro motivo (oltre a quello della pura passione) per il quale si è formato questo club, e tanto di cappello a chi ha avuto questa splendida idea
L’iscrizione è aperta a tutti i motociclisti e a tutte le moto, senza limiti né di età, né di cilindrata né di esperienza. Anzi, particolare attenzione verrà riservata a coloro che si troveranno alla prima esperienza.
Continua a leggere: Cagiva Mito Club: ricominciano le giornate in pista

L’Ape della Piaggio è un mito, anzi ancora di più. Se poi il simpatico e utile tre ruote italiano sfoggia una bella livrea “Ferrari” con tato di rosso originale si corre il rischio di fare un figurone! Come nel caso dei proprietari di questo bar/ristorante che possono vantarsi di fare le consegne in Ferrari…
Inviateci le vostre “Foto del giorno”, foto bizzarre, che avete scattato voi o un amico oppure che avete semplicemente trovato su internet, che riguardi ovviamente il mondo motociclistico, all’indirizzo fotodelgiorno@motoblog.it. Le più interessanti, particolari, simpatiche o curiose, saranno pubblicate a vostro nome. Molte ne sono arrivate fino ad oggi… continuate a seguirci e le vedrete pubblicate.
via | Yatahonga
Sono passati tanti anni ormai ma Kevin Schwantz, Campione del Mondo Classe 500 nel 1993, riesce ancor oggi a farmi venire la pelle d’oca.
Quello che vedete è il video pubblicitario della nuova Suzuki GSX-R 600 diffuso in spagna da Suzuki.es
Sarà un vecchietto ma come piega ancora…
via | Masmoto.net
Per il secondo anno consecutivo Aprilia RS 125 si aggiudica il premio Moto dell’Anno indetto dalla rivista italiana In Moto. L’RS 125 è stata preferita da 94.000 lettori alla Cagiva Mito e alla Yamaha YZF-R 125.
Per la RS 125 si tratta dell’ennesimo riconoscimento di una carriera senza confronti: ribadisce una leadership tecnica e stilistica che Aprilia detiene da più di vent’anni in questa categoria, e che è direttamente legata alle straordinarie prestazioni del marchio di Noale nel campo della velocità. Dopo il poker nel Motomondiale 125 e 250 del 2006 e 2007 (vinti i titoli Piloti e Costruttori in entrambe le classi), si è presentata nella stagione 2008 con le vittorie in 125 e 250 nel primo Gran Premio dell’anno, in Qatar.
Punto di forza dell’RS 125 l’essere Replica come nessun’altra. A partire dalla AF1 per arrivare alla attuale RS, l’evoluzione della specie è passata per le eccezionali Futura ed Estrema, mantenendo inalterato il DNA che le lega alle Aprilia 125 da Gran Premio, ieri come oggi protagoniste assolute del Motomondiale classe 125.