
Honda risponde alla recessione del mercato occidentale, investendo sui paesi emergenti che portano grandi numeri nei report di vendita del marchio del Sol Levante. Con un comunicato stampa, Honda Vietnam Co. Ltd. annuncia l’ampliamento dei volumi produttivi di 500.000 unità all’anno, grazie alla costruzione di un terzo stabilimento per la produzione sia di moto che auto.
Honda ha cominciato la produzione in Vietnam dal 1997, e ad oggi sono stati raggiunti volumi di produzione annui di circa 2 milioni di mezzi. Con l’aggiunta della terza fabbrica si raggiungeranno in tempi brevi i 2,5 milioni di unità annue. L’investimento previsto è di 120 milioni di Dollari, e la nuova struttura dovrebbe essere operativa entro la seconda metà del 2012. La scelta sul luogo è ricaduta nella provincia di Ha nam, a circa 40km dalla capitale Hanoi.
Il mercato interno vietnamita delle due ruote ha riscontrato una crescita del 20% dal 2009, portandolo al quarto posto nella classifica dei paesi con più moto prodotte, dopo Cina, India e Indonesia. La vita nel Vietnam si è fortemente legata alla mobilità su due ruote e il mercato non sembra arrestare la sua ascesa. Dal 1997 sono state prodotte 9,7 milioni di moto, con una crescita costante che dura da 14 anni. Honda occupa il 64% del mercato in questo settore.
via | Marketwatch
+7,5% nel mercato interno e +5.6% nelle vendite mondiali. Questi sono i dati riportati dal bilancio del secondo trimestre 2011 in Harley Davidson, un risultato positivo non esagerato ma si tratta del primo “+” negli ultimi 5 anni. L’ultimo report in crescita risaliva all’ultimo trimestre del 2006, per poi sprofondare nel baratro della crisi con il crollo delle vendite del 2007 che ha costretto la chiusura di Buell e la vendita di MV Agusta.
Nel secondo trimestre del 2011 sono state vendute 83.396 unità su scala mondiale, e i valori positivi arrivano anche dalla rendita del programma Harley Davidson Financial Service, e si presume che i profitti aumenteranno grazie ad una recente ristrutturazione nella gestione del business. Le esportazioni continuano ad aumentare e si presume un aumento da 8 a 12% rispetto al 2010, ovvero un numero di moto distribuite in tutto il mondo che viaggia fra le 228.000 e 235.000 unità.
Ricordiamo che HD è stato uno dei colossi del settore più colpiti dalla crisi, partita dall’america e poi estesa a tutto il globo. Vedere i primi risultati positivi dopo 5 anni è di sicuro di buon auspicio per tutto il mercato mondiale, ma non ci possiamo dire ancora fuori. La strategia di marketing e prodotto di Milwaukee sta dando i suoi frutti ma il mercato continua ad essere in forte contrazione. Bisognerà capire se si tratta di una ripresa dovuta ad una astuta gestione interna o se il mercato è davvero pronto a risollevarsi.
via | Asphalt&Rubber

Nonostante il 2011 si stia rivelando un anno difficile per l’economia italiana e internazionale, Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori), che rappresenta uno dei settori di punta del Made in Italy, pur essendo fiduciosa al futuro con lo sguardo rivolto verso nuovi mercati e possibili sbocchi esteri, dall’altra con grande preoccupazione per quanto riguarda il mercato interno. Da qui nasce la partnership con Paesi in forte crescita come la Cina. E’ quanto emerso durante l’Assemblea annuale, che si è svolta ieri a Milano presso Villa Necchi Campiglio.
“Nel 2009 il mercato aveva potuto contare su 136 milioni di euro di incentivi per le due ruote a motore e quasi 18 milioni di euro per le bici. Per il 2011 è assolutamente necessario un intervento a sostegno del mercato interno con incentivi per il settore bici ma soprattutto per il settore moto – afferma Corrado Capelli Presidente Confindustria ANCMA (nella foto, a sinistra) – Le aziende italiane stanno dimostrando una grande capacità di innovazione con prodotti all’avanguardia che trovano riscontro commerciale all’estero dove la ripresa economica è più sensibile”.
Il primo semestre di quest’anno si avvia a chiudere con circa 155.400 immatricolazioni (-20%). Il comparto scooter con 101.800 unità segna un -23% mentre le moto con 53.6000 pezzi mostrano una flessione più contenuta -14%. Siamo comunque al di sotto delle previsioni di inizio anno. In caduta anche i ciclomotori: 35.300 vendite pari al -24%. Il consolidato del primo semestre, ciclomotori e veicoli immatricolati, dovrebbe portarci a un mercato pari a 190.700 unità, -21% rispetto allo stesso periodo del 2010. Sarà molto difficile recuperare nella seconda parte dell’anno i volumi persi finora.
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Nella giornata di ieri Eni ha rialzato di 1 centesimo i prezzi consigliati di benzina e gasolio… mai l’avesse fatto. Le compagnie concorrenti hanno risposto al sovrapprezzo aumentando a loro volta il costo del singolo litro, con IP, Shell, Tamoil e TotalErg per un valore medio di +0,4 centesimi per il gasolio e +0,2 centesimi per la benzina. Di conseguenza le medie vengono ritoccate fino a 1,449 € e 1,567 €.
Nel dettaglio del singolo produttore, IP vede un rialzo di 0,7 centesimi sulla verde (prezzo medio nazionale a 1,572 euro/litro) e di 1 centesimo sul gasolio (1,453 euro/litro). Per Shell +1 centesimo su entrambi i prodotti (benzina a 1,578 euro/litro, gasolio a 1,441 euro/litro). Per Tamoil rialzo di 0,4 centesimi sulla verde (1,573 euro/litro) e di 1 centesimo sul gasolio (1,454 euro/litro), stesse variazioni di TotalErg (benzina a 1,572 euro/litro, gasolio a 1,453 euro/litro).
Per il mercato europeo, però, siamo in un periodo di calo prezzi. L’Euro si sta facendo più forte sul Dollaro in questi giorni e ciò comporta un aumeno del prezzo al barile solo per gli americani, perchè il prezzo dei prodotti raffinati per il mercato del Mediterraneo è in calo. Come al solito non vengono rispettati gli aumenti e le diminuzioni secondo il prezzo del barile e l’andamento del mercato ma si prosegue con una preoccupante anarchia del prezzo finale alla pompa. Quando finirà quest’incubo?
Sull’ennesimo risultato negativo del mercato due ruote non c’è da gioire, ma attorno ai dati mensili aleggia un’aura di positività. Per la prima volta quest’anno la cifra negativa non è doppia, e considerando il -30% del maggio 2010, l’attuale -2,6% sembra una vera e propria conquista. Come annuncia Confindustria Ancma, non siamo ancora usciti dal tunnel, ma si vede uno spiraglio di luce.
37.657 immatricolazioni a maggio, con un segmento scooter ancora una volta più convincente di quello moto, rispettivamente a 26.092 (-1,9%) e 11.565 unità vendute (-4,1%). I cinquantini veleggiano a largo, con – 13%. Corrado Capelli, Presidente di Confindustria Ancma, commenta così i tabulati: “La ripresa del mercato non è come avremmo sperato, ma almeno si è interrotta un’emorragia di volumi a doppia cifra. Ci avviciniamo ad una relativa stabilità delle immatricolazioni, nonostante lo scenario di fondo non aiuti le vendite: carburanti e assicurazioni alle stelle, nuove imposte annunciate, scarso reddito disponibile associato alle difficoltà del credito al consumo, tutti elementi che remano contro lo sviluppo del mercato”.
Se consideriamo i dati dall’inizio dell’anno, i veicoli a due ruote venduti sono 132.490, con una media calcolata in -14,8% rispetto ai primi 5 mesi del 2010, quando il mercato è stato spinto dagli incentivi. Rispetto al 2010 hanno sofferto più gli scooter, che si fermano a -18,2%, mentre le moto hanno registrato un -7,9%. Entrando ancora più nel dettaglio, fra gli scooter i più venduti sono i 300/500cc con 33.182 pezzi, mentre fra i tanti segmenti moto soffrono meno le custom e le turistiche, rispettivamente a +7,7% e +8,1%.
Sportive in profonda crisi, -24,1%, in calo assieme alle naked (-11%) e alle enduro stradali (-3,4%). Lo scenario del mercato sta mutando nuovamente, le nuove mode sono rivolte verso la parte meno prestazionale nel listino e si valorizzano le lunghe percorrenze. Gli scooter fanno da padroni come al solito, ma il divario diminuisce. Speriamo di vedere qualche punto positivo in più nel prossimo report, dopo le incoraggianti cifre di questo mese.

La scena motociclistica mondiale dice questo: poche vendite in USA e Europa, mercato in espansione nelle regioni del pacifico e in Brasile. Le Big Four giapponesi sono in grande crisi, dove pensate che andranno ad investire nel futuro a breve termine? Honda si porta avanti con il lavoro e annuncia un’espansione della seconda fabbrica in India, e la volontà di costruirne una terza.
Il mercato indiano è il secondo mercato più importante per la casa dell’ala, dopo quello cinese. In India sono state venduti ben 11,3 milioni di mezzi a due ruote nel 2010, 1,5 milioni di questi sono Honda, una crescita del 40% rispetto alle vendite del 2009 e trend positivo per il 10° anno consecutivo. Il prossimo obbiettivo è raggiungere una produzione di 4 milioni, divisi in tre stabilimenti.
Il primo è già a pieno regime, e garantisce una produzione di 1,6 milioni di veicoli, il secondo è in fase di espansione ed entro luglio potrà sfornare 1,2 milioni di unità, esattamente come nel terzo, che dovrebbe essere completato entro il 2013. Il terzo impianto verrà costruito nell’area industriale di Bangalore, nella parte più a sud della penisola. Considerando che gli altri due si trovano a nord, si coprirà meglio la distribuzione.
L’espansione sarà associata alla produzione di un numero maggiore di modelli, con l’introduzione della CB Unicorn Dazzler (moto da 150cc studiata per una clientela molto giovane) e della CBR250R, la stessa sportivetta che ha esordito poco fa nei nostri listini.