
Subito una defezione nel warm-up lap: la moto di Efren Vazquez si spegne e si perde nella pioggia di Le Mans, lasciando vuota la seconda casella dello schieramento allo start. Il gruppo parte compatto e muove una lunga colonna d’acqua nel rettilineo. A sorpresa è Zulfahmi Khairuddin a guidare la corsa, ma il malese è presto raggiunto da Faubel mentre Vinales perde posizioni. Cade Romano Fenati, già impegnato in una rimonta pressochè impossibile, pone così fine a un weekend difficile per il Team Italia. Nel frattempo risalgono anche Salom e Oliveira. Proprio il portoghese è il più veloce in pista ed aggancia Faubel, anzi: sembra proprio averne di più ma resta in attesa della zampata finale.
Salutanto la corsa anche Grotzkyj e Webb, mentre Salom e Vinales rischiano grosso prendendo delle belle imbarcate. Negli ultimi giri si assiste a cadute a raffica, la corsa diventa iper-selettiva: nello stesso giro si stendono Salom e l’apripista Faubel, che spreca una grossa occasione. Cortese passa così dal nono al 5° posto, ma è in testa che la bagarre si fa interessante. A 8 giri dalla fine, colpo di scena: la pioggia continua a cadere forte e condanna anche chi guida sulle uova, ma soprattutto chi è in testa. Ne fanno le spese proprio Oliveira, Vinales e Khairuddin.
Ok, allora chi è primo? In questa pazza corsa, che sembra premiare chi rimane in piedi, è l’idolo di casa Louis Rossi a guidare il gruppo, con un piccolo margine su Sandro Cortese e Moncayo. Quarto posto per Sissis e ottimo quinto per Niccolò Antonelli. Poi tutto il resto della compagnia (o quel che rimane) con distacchi abissali. Incredibilmente si stende anche Cortese: le ultime tornate sono un assalto di Antonelli a Rins per il terzo gradino del podio. Louis Rossi è in piena cavalcata trionfale, tutto il pubblico è in piedi per celebrare l’idolo di casa, che va a centrare in una gara rocambolesca (solo 15 moto al traguardo) la sua prima vittoria!
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Prima fila (e altra doppietta) per il team Honda Repsol: Dani Pedrosa prenderà il via del Gran Premio di Francia dalla pole position (1′33.638) con al suo fianco il compagno di squadra Casey Stoner secondo (1′33.941), dopo una sessione di qualifiche intensa che si è decisa negli ultimi minuti. Dopo tre giorni di libere sull’asciutto, la pioggia ha compromesso le qualifiche ed è stato cruciale scegliere il momento giusto per spingere ed assicurarsi la miglior posizione in griglia. Dani detiene dal 2008 la miglior pole position sulla pista di Le Mans e lo scorso anno ha centrato anche il record del circuito. Questa è la sua prima pole della stagione 2012 e la prima da Brno 2011. Dopo essere stato in testa alla classifica tempi in tutte le prove libere, Casey Stoner scatterà dalla seconda casella della griglia, dopo aver chiuso 3 decimi dal compagno di squadra.
“Non sono un pilota da pole, così sono contento di averla fatta oggi, per la prima volta questa stagione” ha dichiarato felice Dani Pedrosa. “È sempre importante partire davanti e il team ha fatto un gran lavoro con la moto. È stata una sessione difficile, abbastanza simile a Jerez, con la pista che si asciugava e qualche goccia di pioggia negli ultimi 5 minuti. È stato cruciale scegliere il momento giusto per spingere senza uscire dalle traiettorie. Guardiamo cosa ci riserva il meteo domani, ma dobbiamo essere pronti a girare forte in qualsiasi condizione. La gara è molto lunga, 28 giri in totale, e tante cose possono cambiare, così spero di fare una buona partenza e mantenere un buon passo sino alla fine”.
“Sono molto contento di partire dalla prima fila, ma le qualifiche non sono andate come avevamo pensato” ha detto Casey Stoner. “La pista è andata via via asciugandosi e dovevi essere prudente perché c’erano delle chiazze di bagnato. Sapevamo di essere veloci per lottare per la pole, ma ogni volta che stavo facendo un giro veloce o mi apprestavo a farlo, c’era traffico. Ho provato a trovare una “finestra” libera, ma una CRT davanti a me ha rovinato il giro. Nel tentativo successivo stavo andando bene, ma ho visto le bandiere gialle ed è iniziato a piovere, così ho rallentato. Alla fine non è piovuto molto e avrei potuto continuare a spingere, ma era difficile prevederlo. Siamo a posto sull’asciutto, ma dobbiamo migliorare ancora un po’ la moto perché nel warm up gli altri potrebbero trovare qualcosa in più. Aspettiamo di vedere cosa ci riserva il tempo domani, visto che le condizioni sono ancora incerte”.
Settimo e undicesimo tempo rispettivamente per Valentino Rossi e Nicky Hayden nelle qualifiche del Gran Premio di Francia. Per il tavulliano, oggi consistente sia nel turno asciutto del mattino sia nelle condizioni “miste” del pomeriggio, si tratta della miglior qualifica stagionale. Kentucky Kid, invece, cercherà una soluzione nel warm-up di domani dato che non è ancora riuscito a sistemare diversi piccoli problemi di messa a punto. La pista, umida per la pioggia caduta dall’ora di pranzo fino a poco prima dell’inizio delle qualifiche, si è a poco a poco asciugata, rendendo particolarmente movimentata la classifica dei tempi mano a mano che piloti passavano dalle gomme “rain” alle “slick”, cercando di interpretare al meglio l’asfalto insidioso.
“Ho dovuto fare un sorpasso nel giro “buono” altrimenti avrei potuto essere più veloce. In ogni caso direi che è andata abbastanza bene, la seconda fila era lì alla nostra portata e un po’ spiace averla persa ma resta il fatto che questa è la nostra miglior qualifica stagionale e che anche questa mattina, sull’asciutto, eravamo sullo stesso livello” ha commentato Valentino Rossi. “Oggi pomeriggio siamo stati bravi ad essere sempre al passo con le condizioni della pista che cambiavano velocemente. Rispetto all’Estoril abbiamo fatto un altro piccolo passo in avanti e abbiamo lavorato bene. Sul bagnato potremmo avere qualcosina in più, sull’asciutto dovremmo cercare di partire bene, stare il più possibile con quelli davanti e magari riuscire a togliere qualche altro “decimino””.
“E’ stata una sessione molto concitata, con quel tanto di pioggia sufficiente a complicare le cose” ha dichiarato Nicky Hayden. “Siamo indietro per quanto riguarda la messa a punto e un’ora di pista asciutta nel pomeriggio ci sarebbe stata utile dato che, anche se abbiamo provato diverse soluzioni, non siamo riusciti a risolvere i problemi che abbiamo su questa pista particolare: un po’ di “chattering”, difficoltà a mantenere le linee e a far curvare la moto. Stiamo facendo fatica a trovare la direzione giusta ma il team non si arrenderà e domani torneremo in pista per fare del nostro meglio”.

Il lavoro effettuato fino a questa mattina, che vedeva il Team Italia FMI in ottime posizioni, è stato vanificato dalla pioggia che ha modificato completamente le condizioni della pista. Fenati, a suo agio sul tracciato molto bagnato (era nelle prime posizioni) non ha trovato il giusto feeling con l’asfalto che stava asciugandosi. Per lui c’è la settima fila con il crono di 1′58″978 (+3.113 da Vinales) e il ventunesimo posto in griglia. Stessi problemi di setting per Alessandro Tonucci che ha conquistato l’ottava fila con un best lap di 1′59″251 e la ventitreesima posizione.
Per domani si prevede una gara tutta in rimonta. Il passo gara registrato nelle libere fa ben sperare, ma le condizioni meteo danno pioggia e ciò potrebbe ancora una volta rimescolare i valori in campo. “Purtoppo queste qualifiche non sono andate bene” ha detto Romano Fenati. “Non ho trovato il giusto feeling con il setting della mia moto, e ho faticato a fare il tempo. Domani partirò indietro e quindi dovrò fare una buona partenza per esprimere in gara ciò che non sono riuscito a trovare in qualifica. Sarà fondamentale il warm up“.
Nonostante una scivolata a metà della sessione, Marc Marquez centra la terza pole consecutiva della stagione su quattro appuntamenti iridati. Lo spagnolo del team CatalunyaCaixa Repsol chiude con il tempo di 1’37.710. La pioggia che arriva a 10 minuti dal termine della sessione mantiene sostanzialmente inalterato lo schieramento che si completa in prima fila con lo svizzero Thomas Luthi (a soli 29 millesimi da Marquez) e Pol Espargaró.
Anche in questo turno di prove ufficiali, diverse sono state le cadute: ne ha fatto le spese anche Scott Redding che ha chiuso comunque in quarta posizione sulla griglia. Buon 5°posto per Andrea Iannone, finalmente concreto in qualifica, seguito da Mika Kallio. Gli altri italiani Alex de Angelis e Claudio Corti partiranno rispettivamente dalla settima e nona tabella, divisi nel mezzo dal ciclone e idolo di casa Johann Zarco.
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Anche a Le Mans, le costanti delle qualifiche sono due: l’incertezza meteo e due Honda in testa, con il trenino Yamaha all’inseguimento. La pioggia risparmia la MotoGP e alla fine del turno tutti sono scesi in pista con gomme da asciutto, ma il pur rispettabile 1’33.638 del poleman Pedrosa, dimostra che il tracciato del Bugatti non permetteva exploit di livello superiore. Lo spagnolo della Honda resta uno specialista del giro secco e stavolta il “canguro” si è dovuto accontentare della seconda piazza, staccato di tre decimi. Si può far finta di niente, ma il forfait annunciato da Stoner pesa come un macigno nel box della Casa dell’ala dorata e tiene tutto l’ambiente della MotoGP in uno stato di frustrazione e di disorientamento.
Un plauso a Dovizioso che, pur frenato da Barbera, conquista la prima fila (+0.338) davanti agli altri piloti della Casa dei tre diapason Lorenzo (+0.466), Crutchlow (+0.540) e Spies, tornato quanto meno in seconda fila anche se con un gap di oltre un secondo. Solita minestra per Rossi, terza fila, settimo tempo (+1.269) davanti a Bautista e a Barbera, quindi Abraham e Hayden, undicesimo a oltre un secondo e sei decimi e mezzo. Va detto fuori dai denti: è “paradossale” ascoltare Valentino e i capi del reparto corse di Borgo Panigale che si appellano alle mutevoli condizioni meteo per cercare il colpaccio.
Tant’è se ne dica, nel Team delle rosse la pressione si taglia col coltello e l’insoddisfazione per come vanno le cose è lampante. Più che il tempo… “reale” si cerca la botta di fortuna, come se a prevalere fosse la logica del marketing e non quella della competitività reale. C’è solo da sperare che i prossimi test della settimana entrante al Mugello portino davvero aria nuova e la svolta promessa. Le Mans, con l’acqua, è pista davvero infida. Se il tempo tiene sarà comunque spettacolo sopraffino. Altrimenti tutto è possibile.
L’asflato è ancora viscido a causa della pioggia caduta all’ora di pranzo, e nei primi 25 minuti non succede granchè, se non il “solito” Casey Stoner che esce e fa il tempo mettendosi al sicuro. Ma in pista ci sono anche asfalti diversi che man mano vanno asciugandosi: i primi a montare le slick ne approfittano per portarsi in testa alla classifica dei tempi. Così alla mezz’ora abbiamo un (piccolo) triplo sussulto: a suonar la carica è il soldatino Stefan Bradl (vittima di un high-side un giro più tardi) che stampa il tempo davanti alle due Ducati ufficiali di Valentino Rossi e Nicky Hayden, seguiti da Dovizioso.
Casey però non si fa pregare, calza le slick e si riprende la leadership abbassando il tempo di 2″. Stupisce un brillante Karel Abraham che, nonostante una “scodata” prima di aprire il gas sul rettilineo, si mette dietro all’australiano con un ritardo di soli 3 decimi. La pista va progressivamente asciugandosi e si accendono una miriade di “caschi rossi” in rapida sequenza. A 8 minuti dalla conclusione, i duri iniziano a far sul serio: questa volta tocca a Andrea Dovizioso spodestare con un colpo gobbo Stoner, Lorenzo e il compagno di team Crutchlow. Una bella notizia: si risveglia Ben Spies.
C’è un pilota però che con Le Mans ha un conto aperto: dopo essersi mosso nell’ombra per tutta la sessione, Dani Pedrosa stacca il biglietto per un pole impressionante, più veloce di ben tre decimi sul campione in carica e rivale, Casey Stoner. L’australiano e l’altro spagnolo Jorge Lorenzo tentano di rispondergli, ma invano: vuoi il traffico in pista per le tante CRT, vuoi la gomma da tempo che dopo tre giri decade, il torero Camomillo se la ride e domani partirà al palo. Un problema alla moto ferma anche Dovizioso, ma il forlivese conserva comunque la prima fila, davanti a Lorenzo. La prima delle Ducati è di Valentino Rossi, oggi 7°.
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Aveva lasciato al rivale Oliveira solo le FP3 di questa mattina, ma tutti già sapevano che Maverick Vinales stava già pensando alla pole. Nonostante la pioggia, forte del feeling con la pista “amica” di Le Mans, lo spagnolo del team Blusens stampa un crono di 1′55.8 e saluta, al meno sulla base dei tempi, tutta la compagnia, lasciando intravedere un passo impressionante in ottica gara.
Staccato di 1 secondo, Efren Vazquez strappa in extremis il secondo posto scavalcando il portoghese Miguel Oliveira: forse un eccesso di sicurezza o forse l’asfalto viscido, tradiscono il portoghese che si ritrova a terra. Scivolate anche per Cortese e Rins. Gara tutta in salita per il “nostro” Romano Fenati, attardato alla 21a posizione in griglia dopo le buone prove di questa mattina.
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Negli istanti conclusivi delle FP3 della classe Moto2, Pol Espargaro conquista il primato in sella alla sua Pons 40 HP Tuenti. Sul circuito Bugatti di Le Mans lo spagnolo chiude davanti a Scott Redding e Claudio Corti: tutti e tre guidano telai Kalex. Al quarto posto troviamo la Suter di Marc Marquez (a lungo in testa), seguito da Thomas Luthi e dal redivivo Nico Terol, ad 1 secondo netto dal suo ex-rivale. Completano la top ten Mika Kallio, Randy Krummenacher, Bradley Smith e Andrea Iannone. L’italiano è stato vittima di una caduta alla curva Musèe. Nello stesso punto, si sono stesi anche il compagno di squadra Mike di Meglio, Axel Pons, Gino Rea e Max Neukirchner.
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Sappiamo tutti ormai della sua decisione, ma il campione del mondo in carica Casey Stoner non perde un colpo e conquista il primato anche nelle FP3 qui a Le Mans. L’australiano cade, si rialza e chiude quest’ultima sessione di libere con un 1′33.9 staccando di mezzo secondo l’Armata Yamaha: a guidare l’inseguimento però sono le due M1 del team Monster Tech3, di Crutchlow e Dovizioso, poi Jorge Lorenzo quarto.
Un’altra moto clienti è davanti a una ufficiale: è la Honda di Alvaro Bautista (quinto) davanti al connazionale Dani Pedrosa. Quindi, un “filotto” di 4 Ducati capitanate da Rossi e composto da Barberà, Hayden e Abraham, a chiudere la top ten. Delude ancora ben Spies, mentre Bradl avrà tempo per rifarsi.
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