Una bellezza dell’est insieme ad un capolavoro a due ruote dell’estremo oriente. Olga e i suoi occhi azzurri, le sue curve mozzafiato, la sua sensualità senza confini non può non attrarci. Se volete dare un’occhiata alle bellezze del mondo delle due ruote date un’occhiata alle nostre Sexy Bikers.
Fidatevi, ne vale veramente la pena!
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I nomi sono sempre gli stessi, nel campionato Supersport, ma per la prima volta dopo tre gare non è Eugene Laverty, che arriva secondo preceduto da Kenan Sofuoglu, che ha finalmente trovato il modo di arrestare la scalata dell’irlandese. Al terzo posto l’altro pezzo da 90, Joan Lascorz, che arriva al traguardo con 1 secondo e 6 decimi di ritardo
La triumph di Chaz Davies, la Honda Ten Kate di Michele Pirro e la Kawasaki di Katsuaki Fujiwara chiudono la Top6. Una gara con due battaglie distinte: una per la prima posizione, limitata alla sola prima metà della gara, e l’altra con la lotta per il quarto posto, vinta dalla moto inglese.
La Classifica ora vede Kenan comandare con 6 punti di vantaggio su Laverty, 142 contro 136, e Joan Lascorz, leggermente distaccato, a 128 punti. A seguire la classifica di fine gara, dopo il solito click su “continua”
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Highlights della gara della Superstock 1000. Gara stra-dominata dal leader assoluto della classifica iridata Ayrton Badovini assoluto domincatore della categoria STK1000 con la S1000RR.
Per lui quarta vittoria consecutiva e consolidamento del primo posto nella classifica del campionato con 100 punti, 53 in più di Michele Magnoni (S.C.I. Honda-Garvie Image).

I protagonisti del mondiale Supersport ormai li conosciamo bene, sono sempre i soliti tre: La classifica mondiale dice che Joan Lascorz comanda seguito da Kenan Sofuoglu ed Eugene Laverty, ma nella gara di Monza il traguardo è stato tagliato a posizioni mescolate. L’inglese è primo, e recupera punti sul turco Kenan, secondo, e sullo spagnolo della Kawasaki.
Finalmente una gara azzeccata per Michele Pirro, che conclude quarto e migliore fra gli italiani, con la Honda Ten Kate. La classifica mondiale ora vede Lascorz a 101 punti, seguito da Sofuoglu con 97 ed Eugene con 91. Giochi apertissimi quindi, e già da Kyalami potremmo assistere a qualche cambio di guardia in testa.
Il Mondiale STK 1000 ha visto, tanto per cambiare, la vittoria di Ayrton Badovini, davvero un missile e dominatore assoluto della categoria con la S1000RR. Quarta vittoria per lui e nessuna interferenza degli avversari nella corsa verso il traguardo. Magnoni e Beretta completano un fantastico podio tricolore.
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Si può tranquillamente definire en plein del team Ten Kate nelle qualifiche più importanti del campionato mondiale delle derivate di serie. Il team olandese, oltre che partire al palo con Jonathan Rea in SBK, lo farà anche in Supersport con il suo pilota di punta Kenan Sofuoglu. Il suo giro migliore, 1′37″908, stacca di mezzo secondo Eugene Laverty e il suo compagno Michele Pirro.
Joan Lascorz, chiude la prima fila con la sua ZX-6R, seguito da un’altra Kawa, quella dell’ex campione del mondo Fabien Foret. Le posizioni dalla 6 alla 10 vengono occupate in ordine da Mathieu Lagrive, Katsuaki Fujiwara, David Salom, Chaz Davies e Robbin Harms.
Ahimè fuori dalle prime file Massimo Roccoli, che si accontenta della 13a posizione, mentre continuano ad occupare le posizioni di fine classifica Dall’Omo e Paola Cazzola. A seguire l’ordine di partenza della gara di domani.
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Beh, se qualcuno ha 169.000 euro che gli avanzano e vuole comprarsi una Moto2, in Germania ce n’è una in vendita. Una Bimota HB4, per la precisione, motorizzata ovviamente con il motore Honda ma con telaio e carenatura realizzati dall’italiana Bimota. Nel mondiale, ce ne sono 2 di Bimota HB4.
L’acronimo HB4 significa “Honda Bimota 4 cilindri quarto modello motorizzato Honda” (grazie a Vinxlt per la correzione), ad indicare sia la natura ibrida di questa moto (cioè, parte italiana e parte giapponese), sia la tipologia di motore. Per ritrovare un’altra Bimota motorizzata Honda bisogna tornare indietro di 27 anni con la HB3 del 1983.
Comunque, tornando alla HB4 in vendita, se ai 169.000 richiesti proprio non ci arrivate, con una Honda CBR 600RR preparata da pista dovreste avere prestazioni simili, visto che il motore è lo stesso… se vi interessa sul sito Raresportbikeforsale trovate tutte le info del caso.

La stagione di MotoGP sta per iniziare e con essa anche la Moto2, nuova categoria partorita dalla Dorna in sostituzione della classe 250. Una scelta molto contestata specialmente dagli addetti ai lavori ma il Motomondiale non è una democrazia, quindi non contano le opinioni di tutti. Contano quelle di chi conta. Per raccontare il terremoto che ha investito questa nuova classe intermedia, basta ricordare che Aprilia, già alla fine del 2009, se ne è tirata fuori, non senza polemiche. Proprio Aprilia che per anni ha dominato la 250.
Ma cos’è la Moto2? Una nuova classe intermedia fra 125 e MotoGP, con motori uguali per tutti (unità Honda da 600cc, derivata da quello della Honda CBR 600 RR) estratti a sorte mentre i telai e la componentistica (entro alcuni paletti) sono a discrezione dei team. E già qui ci poniamo la prima domanda: nel Campionato Mondiale Prototipi, che ci sta a fare un motore derivato dalla serie? Peraltro, inizialmente si parlava di 150 cavalli anche se in molti si chiedevano quanti giri di pista sarebbe riuscito a fare un 600cc con quella cavallaggio cavalleria; da poco si è scoperto che la potenza non supera i 125-130 cv.
Questione telaio: oggi sono diversi i costruttori che hanno progettato, realizzato e venduto telai per le Moto2 a team iscritti al Campionato. Perciò, motore e parte della componentistica esclusi, le moto in gara sono molto diverse. Ma il prossimo anno? Quando si comincerà a vedere che un telaio è più efficace e performante di un altro? Probabilmente tutti vorranno lo stesso o almeno se ne faranno fare uno simile. Quindi? Avremo tutte moto pressochè identiche? Sarà solo la bravura del pilota a decidere l’esito delle gare?

Alcuni team, dopo la domenica di gare sulle montagne russe di Portimao, hanno deciso di trattenersi anche il lunedì, per svolgere una giornata di test. Il Team Ten Kate ha lasciato girare sull’asfalto portoghese i piloti Superbike e Supersport per metà giornata, avendo perso l’intera mattinata per colpa della pioggia.
Una volta asciugatosi il circuito, Jonathan Rea, Max Neukirchner, Michele Pirro e Kenan Sofuoglu hanno girato per testare una nuova elettronica, e nel caso della CBR600RR, una nuova forcella anteriore. Se la gara della WSS è stata a dir poco trionfale per il team olandese (Vittoria di Sofuoglu e terzo posto di Pirro), la SBK è stata scenario di prestazioni contrastanti.
Johnny Rea: “con la pioggia della mattina non abbiamo potuto fare grandi cose, abbiamo fatto qualche giro ma provare l’elettronica in quelle condizioni è abbastanza pericoloso. Dopo pranzo si è asciugato e abbiamo potuto compiere 25 giri. La nuova elettronica è ottima, è stato facile ripetere i bei tempi fatti in gara, credo che porteremo questo nuovo pacchetto a Valencia”
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Appena un mese prima dell’inizio del Motomondiale, e con un mese buono di ritardo, arrivano i motori Honda 600 con specifiche Moto2 sviluppati dalla GEO Technology di Osamu Goto. Da oggi e per i prossimi due giorni, i propulsori definitivi faranno il loro esordio sulla pista di Valencia, finalmente imbrigliati nei telai dei team partecipanti al campionato.
Il 27 febbraio sono stati consegnati i motori ai vari team, dopo una democratica procedura di estrazione a sorte, e se pensate che la polemica su questi motori sia arrivata finalmente al termine, probabilmente vi sbagliate di grosso. Le prime indiscrezioni sulle performance sono abbastanza deludenti, e parlano di potenze attorno ai 120-125 CV
Per essere più chiari, prendiamo come esempio la categoria che maggiormente è entrata in contrasto con la nuova classe mondiale, ovvero la Supersport. Le specifiche dei motori CBR600RR più performanti del campionato parlano di circa 150cv, che su ciclistiche derivate dalla serie si portano senza dubbio qualche chilo in più, ma una differenza di addiriuttura 30cv non ce l’aspettavamo.

Joan Lascorz sarà l’uomo da battere nel primo round del mondiale Supersport di Phillip Island: il suo tempo di 1′33″847 è valso la pole e il record ufficioso del circuito australiano. La Kawasaki ha lavorato davvero bene per questa stagione e finalmente torna a ruggire in un campionato del mondo, davanti alle ormai collaudate Honda di Kenan Sofuoglu e Michele Pirro.
Il turco del team Ten Kate, ferma il cronometro a quasi 3 decimi dal poleman spagnolo, e appena 40 millesimi prima del compagno di squadra italiano. Eugene Laverty, con un’altra moto dell’ala, conclude la prima fila, precedendo Fujiwara e le due Triumph di Salom e Davies.
Seconda fila per l’italiano Roccoli, autore di un’eccellente prestazione, mentre non si staccano dagli ultimi due posti gli altri piloti tricolore Dell’Omo e Cazzola. Gara al via questa notte alle 3,30, che corrispondono alle 13.30 in Australia. A seguire la griglia di partenza per la prima gara della stagione.
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