Gli amici di CR&S hanno recentemente organizzato per tutti i possessori di CR&S l’annuale viaggio in moto, che ha seguito un itinerario particolarmente avventuroso attraversando per gran parte del suo piccolo territorio la Tunisia, per poi passare in Libia, limitatamente alla Tripolitania, fino ai limiti dell’oasi di Gadàmes.
Questo motoviaggio ha consentito ai partecipanti di attraversare a bordo della propria due ruote alcuni territori che gli antichi romani chiamavano “Hic Sunt Leones” (qui ci sono i leoni), ovvero le zone a sud della fascia prospiciente la costa mediterranea d’Africa, il deserto del Sahara e oltre, aree da dove provenivano gli animali feroci che venivano sacrificati nelle arene di tutto l’Impero Romano.
Il viaggio, chiamato appunto “Hic Sunt Leones“, si è da poco concluso regalando ai partecipanti un mix di avventura ed emozioni che possiamo ripercorrere grazie ad una serie di belle immagini che CR&S ha voluto metterci a disposizione.
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In questi giorni abbiamo la possibilità di seguire “in diretta” l’avventuroso viaggio di Roberto Parodi, appassionato viaggiatore su due ruote che, a bordo della sua inseparabile Harley-Davidson, ha deciso di affrontare un incredibile viaggio in terra d’Africa… in solitaria.
Il suo itinerario prevede di seguire la Transahariana Centrale, tagliando il Sahara dopo avere attraversato Tunisia ed Algeria, in una lunga galoppata fino all’estremo sud dello Stato per arrivare alla città di Tamanrasset, posta quasi al confine col Niger e subito sotto il Tropico del Cancro.
La meta successiva è il massiccio dell’Hoggar e Assekrem, una montagna alta 2900 metri dove si trova l’eremo di Charles Foucault: il tragitto per arrivare fin quassù è tortuoso e duro ma, stando a quanto dice Roberto nei suoi report giornalieri, ne vale davvero la pena.
Continua a leggere: Transahariana in solitaria: in viaggio con Roberto Parodi

Dove non arrivano i mezzi meccanici e la tecnica, l’ingegno ha la meglio. E’ questo il caso della foto del giorno di oggi. Il simpatico motociclista africano riesce a caricare una moto in panne tra il sellino ed il portapacchi posteriore.
Chissà quanta fatica farà a mantenere l’equilibrio e a non toccare a terra in curva. Di necessità virtù!
Inviateci le vostre “Foto del giorno”, foto bizzarre, che avete scattato voi o un amico oppure che avete semplicemente trovato su internet, che riguardi ovviamente il mondo motociclistico, all’indirizzo fotodelgiorno@motoblog.it. Le più interessanti, particolari, simpatiche o curiose, saranno pubblicate a vostro nome. Molte ne sono arrivate fino ad oggi… continuate a seguirci e le vedrete pubblicate.
via | Arbroath.blogspot.com

E’ giovanissimo, con il suo anno di vita, ma il Sardegna Rally Race di Bike Village in una sola edizione il Rally italiano è riuscito a ritagliarsi uno spazio fondamentale, diventando il riferimento centrale del calendario stagionale. E in parte sfatando il mito riservato ai grandi Rally, epopee del fuoristrada nate e da lì sempre viste come africane.
Ma gli splendidi territori sardi hanno cambiato le cose, portando alla probabile nascita di un capitolo interamente europeo nella loro storia, dopo che in ogni angolo del “Vecchio” Continente erano nate corse ispirate alle maratone africane, ma delle quali nessuna di questa è riuscita a sopravvivere, tanto meno a lasciare una traccia importante.
E nel 2008 il Sardegna Rally Race è stato l’unico Rally capace di riunire tutti i migliori specialisti del Mondo, ed è stata anche la corsa con il più alto coefficiente di navigazione e con la maggiore varietà di terreni e di scenari, ambientali ed agonistici. Non è stato il più veloce, ma senz’altro il più sicuro del panorama mondiale. Infine è stato il Rally più accessibile ed economico del Campionato del Mondo.
Al salone di Milano di quest’anno, parallelamente allo stand espositivo di Kawasaki, erano presenti le novità KL Motors, costola off-road della casa di Akashi.
In prima fila erano esposte le nuove KXE, versione enduro della gamma Cross Kawasaki 2009, preparate presso i reparti di produzione di KL SpA. Grande lavoro è stato effettuato sulle KXE a 4 tempi: nuovo impianto elettrico semplificato, mascherina portafaro di nuova concezione, catena con O Ring, portatarga versione stradale e racing, scarico catalizzato, ricavato da quello del cross (il catalizzatore può essere smontato) con l’adozione anche di un db killer (a norme FMI) e che può essere utilizzato in gara.
Oltre alle moto factory esposte, non sono mancati gli ospiti, come Fabio Benetti, che ha posato accanto alla sua KLX 450R “Africa”, raccontando il suo Faraoni, e il francese Maxime Testu, decimo classificato nel Campionato del Mondo Supermoto.

Eravamo rimasti ad una Dakar tutta da rifare e ad un Rally di Tunisia annullato tanto per rincare la dose nei confronti dei rally Africani. Ma forse la situazione non è più così drammatica. Perchè oltre alla notizia che la mitica Dakar continuerà a vivere, è arrivata anche quella che il Rally di Tunisia potrebbe invece corrersi. Al di là della Federazione Motociclistica.
Infatti con una decisione dell’ultima ora la NPO - la società che organizza la gara - ha annunciato che nonostante la FIM le abbia tolto la prova valida per il mondiale continuerà con l’organizzazione del Rally di Tunisia. Il problema era nato in seguito ad una sovvrapposzione di date con la neonata Dakar Series, che aveva portato la Federazione a togliere al Rally di Tunisia la validità come prima prova del Mondiale TT Rally.
Continua a leggere: Annulato il Rally di Tunisia? Forse no...

Lo avevamo anticipato, poi confermato e ora lo riconfermiamo: la Dakar cambia faccia, conteninente e formula. Dopo 29 edizioni e 21 Paesi attraversati dal 1979 al 2007, salutiamo definitivamente la Dakar africana che resta solo resta solo un ricordo. Anche lo sport e una delle sue corse più mitiche si sono dovuti piegare ad uno dei grandi mali di questo secolo: il terrorismo.
Da qui, la decisione di abbandonare definitivamente l’Africa - una scelta di sicuro non facile neanche per l’organizzazione che gestisce la Dakar - per migrare come anticipato verso il Sud America, nello specifico Cile ed Argentina. Dove l’evento - che sarà sempre aperto a macchine, camion e moto - partirà il 3 di Gennaio per finire il 18 gennaio.
Ed il nome? Al momento non è stato ancora deciso nulla: di sicuro Dakar non si vedrà più, per cui è lecito aspettarsi un nome per forza di cose diverso, da probabilmente inserire nel contesto della formula Dakar Series per mantenere intatto (almeno nel nome) il fascino della maratona africana.

La manifestazione amatoriale per antonomasia si conferma. Con l’edizione 2008, al compimento del suo 10° anniversario, il Tuareg Rallye ribadisce la sua esistenza a scanso di annullamenti dell’ultimo minuto. Rafforza la sua vocazione di proposta a basso profilo di costo ma sempre garante del divertimento, dell’ amicizia, della voglia di vivere insieme una bella avventura nel rispetto reciproco e dell’ambiente in cui si disputa, ponendo la sicurezza al primo posto nella scala delle priorità.
Ai 22 motociclisti italiani si aggiungono per “affinità” 6 spagnoli che anche quest’anno condividono la strutturazione italiana. Gradito ritorno del Team Donetto Racing organizzato con 4 piloti e un veicolo assistenza, che conferma lo stesso Donetto, “SuperRonco” e Sandri.
Si riconfermano anche il cosiddetto “gruppo dei genovesi“, 5 piloti moto nel quale Gianluca Barbagallo detiene il record fedeltà, ben 4 partecipazioni al suo attivo.

Momento veramente duro per i fuoristradisti malati di Mal d’Africa: il conteninente africano infatti dopo aver perso la sua gara più bella, la Dakar, ora perde un’altra delle sue tappe storiche: il Rally di Tunisia. Una sospensione - decisa dalla FIM - che per ironia della sorte avviene proprio a causa della nuova Dakar Series - la competizione nata sulle ceneri della mitica Parigi/Dakar.
Tutto è nato con un cambio inatteso di date ad un mese scarso dal suo inizio da parte dell’organizzazione di questa prova, che ha fatto si che la Federazione Internazionale decidesse per l’annullamento del Rally di Tunisia dal calendario del Mondiale TT di rally.
Lo spostamento richiesto infatti, era incompatibile con il Rally di Cerdéna e coincideva con il “nuovo” Rally dell’Europa Centrale, tappa inaugurale della nuova Dakar Series.
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Detto fatto: la Dakar Series è ormai realtà. Ma la vera serie di cui vi abbiamo parlato pochi giorni fa partirà nel 2009, quest’anno la Dakar Series si correrà in un unica gara in Ungheria.
Ma andiamo con ordine: dopo la scoinvolgente notizia dell’annullamento della edizione 2008 della Dakar lui lo staff della maratona africana guidato da Etienne Lavigne ha già preparato in tempi record la nuova formula del rally più duro del mondo.
Il programma prevede che la gara cambierà nome in Dakar Series, e da evento singolo diventerà una serie di competizioni che si articolerà in tre fasi tra Europa e Sud America. Ma questo a paritre dal 2009, perchè per quest’anno si correrà un unica corsa in Ungheria che partirà il 20 di Aprile.
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