
Il Tourist Trophy, come del resto tutte le gare su strada, ha sempre dato spazio alle categorie Lightweight, ovvero i pesi leggeri che richiamano un numero consistente di partecipanti e lotte spettacolari ad ogni appuntamento del calendario Road Racing. Negli ultimi anni la più importante delle gare stradali ha abbandonato queste categorie, ma nel 2012 torneranno le Supertwin per la gioia dei più appassionati.
3 giri dell’Isola di Man per la Lightweight TT, già fissata per l’8 giugno, appena prima della gara del Senior TT. Le specifiche delle moto sono semplici: moto 4 tempi con motori bicilindrici da 650cc, che ovviamente dovranno rispettare un regolamento sottoscritto da team e costruttori. Ryan Farquhar, Adrian Archibald, Dan Kneen, John Burrows and Ian Lougher, regularly competeranno in questa classe di sicuro perchè già impegnati nelle serie nazionali.
Gli organizzatori sono convinti che la categoria sarà di alto livello, con la possibilità di vedere Kawasaki e Suzuki (che possiedono un bicilindrico 650 validissimo sulle moto in listino) impegnate in maniera ufficiale. La gara Lightweight TT non sarà inserita in un calendario ma verrà svolta come gara singola, con un premio di 25.000 Sterline al vincitore.
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L’unico evento pogrammato che è andato a buon fine, nella giornata di ieri, è stato l’Arai Parade Lap, un giro d’onore del mountain con alcune personalità del motociclismo mondiale in rappresentanza dello sponsor principale, come Mick Doohan, Cal Crutchlow, Nicky Hayden e Joshua Brookes, ai quali si è unito l’infortunato Ian Hutchinson, che ha percorso il giro con un tutore alla gamba per la gioia dei fan che l’hanno visto stabilire il record di 5 vittorie su 5 sul Mountain.
Il mercoledì del Tourist Trophy è andato a farsi benedire per quanto riguarda la vera competizione. La gara Supersport è stata dapprima spostata alle 12.15 per la pioggerellina caduta sull’isola, ma al termine del primo giro, mentre Michael e William Dunlop erano in testa, ha ricominciato a scendere acqua dal cielo, costringendo gli organizzatori all’ennesima bandiera rossa di questa edizione. Con la situazione che non migliorava col passare delle ore, si è deciso di spostare tutti gli eventi a oggi, compresa la SS che viene annullata e riprogrammata a 4 giri.
Per la precisione, gli eventi spostati, andranno in scena oggi a partire dalle 12.15 (ora locale) per la seconda gara Monster Energy Supersport. Alle 14.15 i tre giri di gara 2 Sidecar, poi le libere del Senior alle 15.50. Per chiudere la giornata ci sarà la gara del TT Zero alle 17.15. Considerando il fuso orario, noi le vedremo un’ora dopo.

Una giornata di lutto, l’ennesima per il TT, ma lo show deve andare avanti, ed ecco i risultati della gara Superstock andata in scena nel tardo pomeriggio. Michael Dunlop ha letteralmente dominato la gara e nessuno dei suoi inseguitori è riuscito a tenere il passo della sua Kawa ZX-10R. Michael torna alla vittoria dopo due anni sul Mountain, quando vinse la gara Supersport.
Secondo sul traguardo John McGuinness, a 20″ di distacco, mentre Guy Martin si accontenta di un’altro podio a 4″ da McPinta. Al quarto posto l’acciaccato Keith Amor, poi Will Dunlop, Cameron Donald, Dan kneen, Rutter, Archibald e Hillier. Ancora un ritiro per Bruce Anstey, candidato principe in tutte le categorie che è riuscito a portare a termine solo la Supersport, vincendola. Stessa sorte per Gary Johnson, un’anno sfortunato per lui.
Prestazione da incorniciare per il nostro Stefano Bonetti. L’italiano più veloce del Mountain ha chiuso al 17° posto e secondo nella categoria Bronze. Nel primo giro è addirittura passato 10° a Glen Helen e èare che a fine gara abbia avuto problemi al cupolino e alla catena che ha rischiato di lasciarlo a piedi. La classifica completa dopo il “continua”

Ne ha combinata un’altra, John McGuinness, precisalmente è la 16a. L’Honda TT Legends Team conquista la prima gara del weekend a due ruote del Tourist Trophy, con il velocissimo ritmo dello specialista del Mountain, in testa dal primo all’ultimo giro. Alle sue spalle Cameron Donald distante di addirittura 56″.
Sul podio anche Gary Johnson, poi Michael Dunlop, Stuart, Will Dunlop, Hillier, Archibald e Mackman. Ritiro per il povero Guy Martin che continua a subire la maledizione del Mountain, rompendo la sua Suzuki al penultimo giro, intorno a Hilberry mentre si trovava in seconda posizione. Fuori anche Anstey, fra i favoriti per la sua ottava vittoria, per noie meccaniche nei pressi di Quarry Bends
Il nostro Stefano Bonetti si è classificato 14° compiendo un’impresa storica, senza cambiare gomme nel pit del secondo e quarto giro, poichè non disponeva di un secondo cerchio. Dalla prima all’ultima tornata con un solo treno di gomme, in condizioni normali avrebbe potuto fare ancora meglio.

Bruce Anstey si avvicina minaccioso al record sul giro: 17’13.46 a 131.431 mph di media, per l’ultima sessione di libere Superbike andate in scena sul Mountain dell’Isola di Man. Il dominio del pilota Padgetts non è così tranquillo, perchè John McGuinness segue da vicino a 6″, poi Guy Martin che attende il momento giusto per piazzare la zampata.
Seguendo nella classifica, troviamo Michael Dunlop, Johnson, Rutter, Donald, Stewart, Amor e Will Dunlop. Leggermente più lento rispetto alle precedenti sessioni il nostro Stefano Bonetti, 26° ma sempre l’italiano più veloce della storia del Mountain. La Supersport vede M. Dunlop in testa, esattamente come a Superstock.
L’ultima sessione di libere non è andata in porto per la presenza di olio sul tracciato, nel tratto da Kirk Michael ad Alpine. Oggi le prime gare inaugurali con la Supersport alle 12 e i Sidecar alle 15.
Dainese conferma per il 4° anno consecutivo la sua presenza come Official Safety Partner del Tourist Trophy in fase si svolgimento Isola di Man. Dal 2008 Dainese ha deciso di abbinare il suo nome alla storica competizione dell’isola di Man e di stringere uno stretto rapporto di collaborazione con il pilota inglese Guy Martin per la raccolta dati nello sviluppo di sistemi di protezione.
In questa edizione Dainese presenterà al TT il prodotto finale frutto di dieci anni di ricerca realizzato grazie anche al contributo e al rilevamento dati delle precedenti edizioni del TT ribadendo cosi l’innegabile collegamento tra il mondo delle competizioni e i sistemi di sicurezza sviluppati per tutti i motociclisti. Presso il D-Truck Dainese nel paddock al Grandstand di Douglas, Dainese presenterà il D-air racing, attualmente disponibile nel mercato e anticiperà la versione stradale del dispositivo stesso.
Dainese sarà inoltre presente all’isola di Man anche con un temporary shop dove si alterneranno come ospiti la stella del TT Guy Martin, il pilota americano Nicky Hayden che mercoledì 8 giugno, per celebrare i 100 anni della Mountain Course, effettuerà un giro di 37 miglia in sella alla Ducati 1198, e la leggenda Carl Fogarty che sabato 4 giugno premierà il vincitore della Dainese Superbike race.
“Siamo molto orgogliosi di essere anche quest’anno Official Safety Partner delle gare TT all’Isola di Man. - ha detto Fabio Muner, Marketing Manager Dainese - Abbiamo sempre considerato l’evento come uno strumento di ricerca e sviluppo per il sistema D-air e speriamo di vedere Guy Martin vincere la sua prima gara del TT. Siamo inoltre contenti che Nicky Hayden abbia deciso di partecipare all’evento, andando cosi ad aggiungersi alla lunga lista di piloti Dainese che hanno presenziato a questo importante appuntamento.”

15 volte vincitore al TT, John McGuinness è attualmente il pilota più veloce del Mountain, e lo conferma con la prima posizione durante la seconda giornata di prove sul lungo tracciato stradale dell’Isola di Man. 17′32″59 è il suo tempo nella categoria Superbike, seguito da Guy Martin alla sua prima esperienza qui con la Suzuki (che ha chiuso in 17′39″) e Cameron Donald oltre il muro del 17′40″.
Il tempo non è stato dei più clementi in questi giorni, ma la sessione di ieri è stata asciutta e ha consentito velocità medie decisamente elevate, con il leader a 129 miglia all’ora e sia Guy Martin che Donald a 128 mph. Scoorrendo la classifica troviamo Johnson, Michal Dunlop, Anstey, Amor, Stewart, Will Dunlop e Rutter. Bella performance anche per il nostro Stefano Bonetti, che comincia a prendere confidenza con la Kawasaki e strappa un 17° tempo davanti ai più esperti Cummins e Archibald.
Nelle altre due categorie del TT, troviamo più o meno gli stessi nomi, ma rimescolati fino ad avere Johnson, M. Dunlop e Anstey in testa alla Superstock, poi M. Dunlop, Anstey e W. Dunlop nella Supersport. McPinta, che corre entrambe le categorie minori con la Honda Padgetts, è quinto.
Un incidente davvero grave a Ballacrye ha annullato le prove dei Sidecar, e una notizia di poco fa annuncia la morte dell’equipaggio del mezzo coinvolto. Si tratta del pilota Bill Currie e del passeggero Kevin Morgan. Il primo 67enne, il secondo 59enne, entrambi grandi esperti del Mountain, ma purtroppo non immuni alla fatalità. Nel ‘69 Bill è andato sul podio nel TT, e nel 1997 è stato campione della categoria F350. Comincia con una pessima notizia questo Tourist Trophy.
Si chiama Honda TT Legends per un motivo ben preciso. I rider del team più coronato del Tourist Trophy si preparano ad affrontare la gara che li ha portati nella storia, il main event dalla creazione di questa squadra, che lega l’impegno nel mondiale Endurance alla storica Road Race. I piloti che affronteranno il giro dell’Isola di Man sono John McGuinness e Keith Amor.
McPinta non ha bisogno di presentazioni: 15 volte trionfatore al TT, cercherà di difendere il titolo di pilota più veloce dell’isola, ovviamente giocando anche in attacco, cercando altre vittorie da aggiungere al suo palmares. L’impegno dell mondiale Endurance ha tenuto allenati i due riders e ha dato modo di sviluppare la CBR1000RR in modo da avere una performance costante nella lunga distanza.
Da oggi comincia la settimana di prove, alla quale seguirà l’evento Superbike del 6 giugno e il SeniorTT del 10 giugno. John è gasatissimo: “L’Endurance è stato molto importante per me, è una cosa totalmente differente e mi ha reso più in forma, ma ora sono contento di essere di nuovo al TT. Quest’anno abbiamo tutte le carte in regola… il team, la moto, le gomme, è tutto perfetto. Ci sono altri rider davvero competitivi e nessuno sa come andrà a finir. Quel che sarà, sarà, ma ovviamente voglio vincere”
Anche Keith sfrutterà l’esperienza maturata nell’EWC: “Correre nell’Endurance ci ha dato la possibilità di passare più tempo sulla Superbike quest’anno, non è stata solo una bella esperienza ma mi ha reso molto più in forma. Ho la possibilità di correr con un team fantastico al TT, con tanta esperenza alle spalle e una moto che è già una leggenda. Non sto cercando a vittoria a tutti i costi, ma spero di raggiungere il podio”

L’anno scorso Ian Hutchinson è entrato nella storia. Nessuno prima di lui ha conquistato la vittoria in tutte le categorie del Tourist Trophy, ma quest’anno dovrà dire no alla più grande delle sue imprese. Hutchy, lo scorso settembre, ha rimediato una brutta frattura a tibia e perone nella BSB Supersport a Silverstone. Le complicazioni sono state molteplici e a otto mesi di distanza, dopo ben 16 operazioni, non è stata completamente sistemata.
Il gennaio scorso, oltretutto, ha firmato un contratto con il team SMR Yamaha, per attaccare nuovamente il record sul Mountain, ma la decisione finale è quella di non partecipare, e di eseguire solo l’Arai Parade Lap assieme a Mick Doohan, Nicky Hayden e Cal Crutchlow. Ovviamente la dura decisione è stata presa dopo un consulto con il suo medico, il Dr. Krkavic, che ha commentato:
“Ian è un giovane estremamente determinato, la prima volta che lo incontrai stava preparando la riabilitazione prima ancora che riuscisse a camminare senza aiuto. La sua determinazione mi ha posto nuovi standard nel trattamento delle operazioni ortopediche. Arrivare così vicino a poter partecipare il TT 2010 dopo l’incidente di Silverstone è una cosa senza dubbio positiva. Sono sicuro che vincerà molte altre gare in futuro”
Il diretto interessato è dispiaciuto: “Sono davvero distrutto per non avere la possibilità di partecipare al Tourist Trophy. Ho fatto tutto il possibile ma non sono guarito in tempo, dovrò per forza seguire il consigli del mio chirurgo e continuare con la riabilitazione a lungo termine. Questo però mi da la carica per tornare ancora più in forma quest’anno. Ringrazio Yamaha e il team manager per tutto il supporto che mi stanno dando. Sono sicuro che verranno ripagati presto.”
via | Irishroadracers
Guy Martin è uno dei più veloci piloti inglesi nelle gare stradali, suoi molti record di velocità e i migliori passaggi sulle piste più pericolose del mondo. Poche invece le vittorie perchè Guy viaggia vicino al limite, sempre e comunque e per questo raccoglie meno di quanto potrebbe, una sorta di Kevin Schwantz delle competizioni stradali unisce tecnica e sprezzo del pericolo alla sua passione per le gare su strada, non fa strategie ma “corre per correre” e per questo è già diventato leggenda.
Martin ricorda molto sia nei modi che nell’approccio alle gare il grande Giles Villeneuve, passionale e genuino, autenticamente folle e prezzane del pericolo, amante del rischio, uno di quei piloti che butta il cuore oltre l’ostacolo e che corre sempre al massimo delle possibilità proprie e della moto. Lo incontriamo in una piacevole serata invernale all’Ace Cafè di Londra in occasione di un meeting organizzato dal Metzeler per parlare di pneumatici, sicurezza stradale e dell’evoluzione delle coperture stradali. A pochi mesi dall’inizio della stagione agonistica Guy appare come al solito affabile, genuino, schietto e un po’ estremo nella sua visione delle vita.
Un modo di affrontare le cose il suo, privo di mezze misure, chiaro come pochi, non ama frasi di circostanza o troppo diplomatiche così come non è solito girare introno ad un discorso. Forse perchè non cerca mai nel prossimo l’approvazione per i suoi pensieri e parole, ne tantomeno il plauso del suo interlocutore. La verità è che il buon Martin piaccia o meno possiede una spiccatissima personalità e crede sempre in ciò che fa, non recita mai un personaggio, e anche se lo facesse risulterebbe inutile, perché i suoi occhi tradiscono la sua anima ancor prima che le sue parole prendano fiato.
Non cerca mai di convincere qualcuno che le sue scelte siano giuste, non vuole neanche creare un personaggio da imitare, per questo cercate di non giudicarne l’approccio alle gare o la filosofia di vita, ma di rispettare la libertà di ognuno di vivere la propria passione per le moto e scusate se è poco anche il suo indiscutibile talento. Anzi se gli racconterete di voler partecipare anche voi ad una competizione di stradale sarà probabilmente tra i primi a suggerivi di pensarci molto bene prima di farlo…
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