SBK Imola, cancellata Gara 2. Giusto o sbagliato?

Quel che è accaduto oggi contrasta con gli annunci di chi dà per scontato il rilancio internazionale dell' autodromo del Santerno fino a scommettere sul ritorno del Motomondiale-MotoGP.


Diciamo subito che la controversa decisione di cancellare Gara 2 del WSbk di Imola è stata una scelta che non possiamo non condividere, una via “obbligata” per salvaguardare la sicurezza dei piloti, degli addetti ai lavori, del pubblico. Con quel tipo di bagnato, su questo tipo di circuito, la Direzione gara non aveva alternative. Non è mai una decisione facile, anche per il rispetto di chi ha pagato il biglietto per assistere a una corsa mondiale che solo in casi eccezionali e davvero straordinari viene annullata.

Ciò, specie per la Sbk, comporta conseguenze – poco o molto non importa - anche sul campionato stesso, soprattutto dopo che proprio qui a Imola, con i perentori trionfi di sabato in Gara1 e di domenica mattina nella gara corta della Superpole Race, Rea su Kawasaki aveva fatto saltare il filotto delle undici vittorie consecutive nei primi quattro round stagionali conseguite dall’inedito binomio Bautista-Ducati V4. Anche per questo, cioè per una possibile nuova sconfitta di Bautista da parte di Rea in Gara 2, il rifiuto immediato e costante dell’asso della Rossa leader del mondiale a non voler far disputare Gara2, lascia quanto meno perplessi e strascichi polemici per un evidente conflitto di interessi. Insomma, pur essendo del tutto legittima la posizione di un pilota quale Bautista: “Imola se piove è impossibile” si può dubitare sulla sua posizione “super partes” tenendo anche conto che sul circuito del Santerno Alvaro non ci ha mai corso prima in condizioni di bagnato, limitandosi a pochi giri di test nel mese di aprile. Bautista è però andato oltre inserendo border line Imola anche in condizioni di asciutto.

Se ciò fosse vero, c’è di che riflettere sul lungo e costoso lavoro fatto per la sicurezza in questi anni, snaturando il circuito antico con una profusione di varianti e spazi di fuga, allontanando gli spalti del pubblico dall’asfalto, inserendo reti metalliche doppie e triple ecc. Altri piloti avevano oggi, sostanzialmente, la stessa posizione di Bautista, all’opposto di Rea (e di altri con Rea), pronti e decisi a disputare la gara. Poco conta, adesso, ricordare che qui a Imola sul vecchio e ben più pericoloso tracciato si sono disputate gare bagnate, anche sotto il diluvio e che anche su questo stesso circuito si sono effettuate gare del CIV (anche con moto SBK) nelle stesse condizioni odierne. Non si può non ribadire che la sicurezza viene prima di tutto e ad essa tutto va sacrificato, anche quando si è costretti a cancellare una gara importante. Ovvio che quel che è accaduto oggi riapre vecchi e nuovi interrogativi.

Al di là del dare diritto di parola ai diretti interessati – in primis i piloti - chi decide davvero (non solo formalmente con il comunicato finale) se una corsa viene cancellata per mancanza di sicurezza? Gli stessi piloti sono i primi ad essere parte in causa e la loro opinione, pur importante, non può essere vincolante, comunque non decisiva. Tanto meno quella dei Team e della Case. Non è stato uno spettacolo degno di un campionato del Mondo in diretta tv internazionale vedere davanti ai box, in piedi, il responsabile del Wsbk circondato da alcuni piloti (chi li ha scelti?), di fatto indeciso sul da farsi e comunque sotto la pressione di chi ha interessi, non solo agonistici, da salvaguardare. Qui si riapre l’interrogativo sulla sicurezza di un circuito già sotto tiro e sotto la lente di ingrandimento per le note vicende anche tragiche del passato. Si va ben oltre la sterile polemiche (sostanzialmente elettoralistica) fra Comune e circuito per beghe di lana caprina come quelle dei decibel degli scarichi delle moto. Quel che è accaduto oggi contrasta con gli annunci – fin troppo roboanti – di chi dà per scontato il rilancio internazionale del magnifico autodromo del Santerno fino a scommettere sul ritorno del Motomondiale-MotoGP. Così si rischia di alimentare aspettative che poi non troveranno conferme, dato che qui non è in discussione il “trucco” cromatico delle curve o i continui rifacimenti delle sale Vip, ma addirittura il punto più delicato di un circuito: quello della sicurezza. Fatto sta che non ci si può accorgere una manciata di minuti prima del via di una corsa mondiale che, con una pioggia abbondante ma per niente eccezionale, il circuito diventa così pericoloso da cancellare il programma di un pomeriggio di festa che si trasforma in un diluvio di risentimenti e di polemiche. Tant’è. Servirà da lezione? Dopo quel che è accaduto oggi, sicuri che sia possibile addirittura pensare di tornare a ospitare la F1 e il Motomondiale, quando qui, così, si rischia di perdere anche il WSbk?

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