BMW e Husqvarna sono legate da un filo ormai indissolubile da ormai 5 anni, che ha portato alla nascita della naked Nuda 900 che condivide parecchi particolari - a partire dal motore - con la produzione bavarese. Secondo il Financial Times Deutschland, BMW, che come è noto è proprietaria della Casa italo-svedese, starebbe pensando di spostare la produzione Husqvarna in India, per la costruzione di parti o di modelli completi.
L’ANSA che riporta la notizia, riporta anche la volontà di produrre moto in india e distribuirle con marchi differenti a seconda del paese a cui sono dedicate, un’operazione di partnership con le aziende indiane molto simile a quella che KTM sta facendo con Bajaj per il progetto Duke. La decisione finale non è ancora stata presa, come conferma Hendrik von Kuenheim direttore di BMW Motorrad.
BMW dopo l’acquisizione di Husqvarna ha visto risultati molto differenti nel 2011 nelle vendite dei due marchi. Se da un lato le moto BMW reggono bene il mercato con un +6,4% rispetto al 2010, mentre la casa di moto fuoristrada ha subito un crollo delle vendite del -23%, sempre rispetto ai dati finali del 2010. Di seguito i risultati ottenuti da Husqvarna Motorcycles nel 2011.
Il segmento di cilindrata da 51 cc a 750 cc che riguarda Husqvarna Motorcycles ha sofferto ancora una volta in maniera pesante nel 2011. In questo mercato Husqvarna ha consegnato alla sua rete di concessionarie un totale di 9.286 moto (anno prec.: 12.066 unità / -23,0%). Nonostante le misure strutturali avviate nell’ambito della rete di vendita mondiale Husqvarna nel 2011, le effettive cifre di vendita per la scorsa stagione hanno superato in maniera significativa le capacità produttive. In totale, sono state consegnate ai clienti 11.243 moto Husqvarna. I modelli più richiesti dal segmento sportivo tradizionale monocilindrico (enduro, supermoto, motocross) sono stati i modelli 250/310 cc e 449/511 cc a quattro tempi.
I nuovi modelli stradali Husqvarna bicilindrici, NUDA 900 e NUDA 900R, sono stati lanciati nell’autunno scorso con una risposta molto positiva dei media, posando una pietra miliare nella storia aziendale di Husqvarna. Sono infatti le prime moto completamente nuove ad essere sviluppate in collaborazione con BMW Motorrad, segnando allo stesso tempo il ritorno del marchio Husqvarna nel mercato delle moto stradali.
Il nuovo concept di moto Husqvarna, tra supermoto e nuda, sta generando un livello soddisfacente di domanda dei clienti. Il lancio sul mercato è avvenuto a dicembre 2011, con 605 unità disponibili presso i dealer entro la fine dello stesso anno. Con la presentazione della Concept Strada, moto vicina alla serie, in occasione del Salone della moto a Parigi a novembre 2011, Husqvarna ha dato un altro chiaro segnale della sua offensiva di modelli. Con nuovi prodotti in arrivo e ulteriori ristrutturazioni ed ampliamenti della sua rete di vendite mondiale, il costruttore italiano prevede una sensibile crescita nella prossima stagione.
derapage
15 feb 2012 - 16:38 - #1husqvarna è morta…. BMW la sta demolendo….
mojito_si
15 feb 2012 - 16:41 - #2La prima reazione che ho avuto è stata di prendermela con BMW, poi riflettendo sul fatto che la delocalizzazione la fanno anche gli imprenditori italiani, mi viene solo da rattristarmi e sperare che si riesca ad invertire la tendenza, perchè se non c’è produzione la ripresa economica in Italia non arriverà.
In India costeranno meno le Husky, ma se la qualità delle moto non migliora il prezzo da solo non servirà a recuperare quote di mercato.
Hal65
15 feb 2012 - 16:42 - #3 (nascondi)BMW sicuramente stava aspettando te per una cosnulenza finanziaria! :)
madraffa
15 feb 2012 - 17:29 - #4Dispiace per Husqvarna, la prima creazione dell’era Bmw, la Nuda, ha un rapporto qualità/prezzo davvero basso. E’ indubbio che se vogliono sopravvivere in questo mercato, con questa situazione economica devono inventarsi qualcosa. Triumph docet.
tuttinsiberia
15 feb 2012 - 17:43 - #5sti crucchi ,comprano e demoliscono tutto.
Andrebbe messo loro un freno,ma tempo che non sia piu possibile.
thegas2
15 feb 2012 - 17:47 - #6alla faccia di chi affermava che se BMW comprasse Ducati non delocalizzerebbe ahahahah
erarlo
15 feb 2012 - 17:56 - #7Non sarebbe impossibile frenare la tendenza a delocalizzare, basterebbe non comprare prodotti costruiti fuori dall’Europa (non contando la componentistica ovviamente)
Essendo grosso modo ormai consumatori e non cittadini, è l’unico mezzo che abbiamo per fare una “selezione naturale”
sbiellato
15 feb 2012 - 18:06 - #8non ho parole, questi manager e imprenditori non sanno fare altro che delocalizzare le produzioni non per far costare meno un prodotto ma per guadagnarci di più sopra! praticamente i risultati dell’economia di oggi sono dovuti a tutte le zappate sui piedi che si sono tirati già da 10 anni orsono! Bravissimi!
Manaccia
15 feb 2012 - 18:08 - #9Il mercato delle vendite e del lavoro non siamo più noi (europa),quindi tutti i costruttori puntano su quei mercati che a differenza nostra,crescono e fanno fare i veri grossi guadagni.
Bisogna solo prendersela con noi stessi.
ambrosella
15 feb 2012 - 18:27 - #10 (nascondi)Ma chi se ne frega se la moto è montata in India o altrove… non mi sembra che le Fiat montate in Italia brillino per qualità e cura del dettaglio!!!
ktinos
15 feb 2012 - 18:46 - #11Questa è una cazzata enorme nonche la causa principale della crisi.
E bene, una giorno che tutta Europa è disocupata se ne vano in India a vendere le loro moto.
Lo stato Italiano deve trovare il coraggio che invece di togliere le pensioni SOVRATASSARE questi prodotti.
BASTA
Il Greco
StarRunner
15 feb 2012 - 19:00 - #12Mah, io onestamente non tanto ci credo in questo.
Se poi delocalizzassero davvero (e con questo intendo CHIUDENDO qua in Italia), dunque per me le tanto belle Husky farebbero la fine che per me ha fatto Yamaha…che da quando ha chiuso lo stabilimento in Italia…poi non ha battuto più chiodo!
Sarà che i consumatori si stanno svegliando?
E poi diciamocelo, ma questi non sono certo i primi andate a guardarvi tutto quello che avete comprato negli ultimi tempi..
Io per fare un esempio:
oggi ho acquistato un paio di stivali di un noto marchio Italiano Kappa, torno a casa e vedo made in china, ho preso un misuratore della pressione di un’altro noto produttore Italiano Laica e poi leggo made in China (e non funzionava sono tornato indietro e ne ho acquistato un’altro fatto su al nord e va benone..tanto alla fine nessuno dei due in verità era vero made in italy), ho preso un paio di Lotto ed erano made in China…
Morale:
ho speso più di 150€ e non ho fatto lavorare un solo Italiano (IN COMPENSO HO FATTO FELICI IMPRENDITORI ED AZIONISTI DI QUESTE PSEUDO ITALIANE..).
Che neeervo!!
Sonico
15 feb 2012 - 19:22 - #13Quest’é…E’ TUTTO fatto nel Far East. Del resto, meglio così che vedere i marchi europei COMPRATI da cinesi e indiani. Volvo, Jaguar, Benelli, in parte KTM e ora si ventila anche l’opzione Ducati.
Raga’ abbiamo perso, non colpa nostra, ma è inutile recriminare.
Speriamo solo di continuare ad avere belle moto e chissenefrega.
ps: spiace per gli operai, ovvio…almeno i meccanici e i rivenditori saranno italiani…
mecmoto
15 feb 2012 - 19:57 - #14quoto Starunner
chi chiude con me ha chiuso
bruno-da-perugia
15 feb 2012 - 20:04 - #15E’ un grosso problema, per tutti noi occidentali.
D’altronde a organizzare le cose e a decidere il futuro, di tutti, abbiamo chiamato tecnici (fiscalisti, economisti, commercialisti….).
Viceversa, secondo me, occorrono filosofi, sociologi, psicologi…Tutti titolari di ministeri specifici, con un premier politico serio, credibile, onesto, che ha ricevuto la fiducia della maggioranza dei votanti…
Se è l’economia a governare la politica e non viceversa, si guardano solo i conti e produrre in asia costa mooolto meno. Di cosa ci stupiamo, plaudendo a Fornero e compagnia? Siamo coerenti.
Ciao
ducalfista
15 feb 2012 - 20:57 - #16la rovina vera dell’ITALIA è il mix frà politica e sindacati
sono loro che ci porteranno alla rovina completa
birra71
15 feb 2012 - 21:11 - #17La nostra rovina è voler mettersi sullo stesso piano di chi campa con un piatto di riso…
Abbiamo perso in partenza e i nostri manager sono miopi.
fuocoalchemico
15 feb 2012 - 21:22 - #18Dobbiamo mantenere lo Stato ed i suoi troppi dipendenti, quindi ammazziamo di tasse le aziende ed i loro lavoratori.
Ma, per fortuna, in cambio abbiamo una burocrazia rapidissima e sempre al nostro servizio per renderci la vita facile ed il nostro paese efficientissimo.
Vediamo se indovinate quale delle 2 affermazioni è quella falsa?
Chi indovina capisce perchè le produzioni se ne vanno…
StarRunner
15 feb 2012 - 21:48 - #19Cioè, fatemi capire, vi riporto un fatto incontrovertibile e mi becco un -1 (non tanto per quello, che onestamente NON mi interessa), quanto semmai la logica davvero bacata di chi mi da contro e non è capace nemmeno di argomentare…
ecco perchè si va in malora PERCHE’ NON ITALIANI NON VOGLIAMO SENTIRE LE VERITA’ MA SOLO BELLE BUGIE..
bleah…..incredibile l’illogicità che gira…
GruntNR
15 feb 2012 - 22:00 - #20@19 un po’ e’ per i troppi dipendenti pubblici. In italia sembra siano 4milioni, circa il 7% della popolazione , compresi vecchi bambini e stranieri. In grecia sono addirittura 1/4 della popolazione!!! e difatti la grecia sta dov’è. Purtroppo spesso si tratta di una burocrazia fine a se stessa (che non serve all’economia ed anzi a spesso la intralcia inutilmente) e spesso si è trattato di assunzioni, specialmente al sud, effettuate in sostituzione di ammortizzatori sociali. Ma non è solo quello. Il punto è che noi occidentali ci eravamo abituati a un tenore di vita e a dei servizi (si può discutere su quanto andava e va perso, in italia, nei servizi pubblici a causa della corruzione dilagante) basati su posizioni di forza e di isolamento degli altri paesi che prima dell’entrata della Cina nel WTO (circa nel 2000) ci limitavamo a sfruttare direttamente o indirettamente. Adesso non abbiamo più il lavoro ma ci sono rimasti i costi. Uno stato elefantiaco, tanti pensionati da mantenere (alcuni strapagati), sanità gratuita che costa un patrimonio.. Una legislazione molto severa in termini di sicurezza sul lavoro e ambiente (teoricamente almeno) che ci fa perdere competitività rispetto ai cinesi e agli altri asiatici.
Non ce la possiamo fare più in questo modo. O ci si allinea agli standard dei concorrenti sperando che nel frattempo il loro tenore di vita aumenti o addio ..
Fra un po’ non compreremo più la roba cinese non perché vogliamo boicottarla ma perché non ce la possiamo permettere.
Il problema è che chi lavora diventa povero mentre chi ha qualcosa (beni materiali come denaro e immobili o semplicemente una posizione privilegiata) non molla l’osso e si mantiene a galla sfruttando ulteriormente i poveri. Un esempio per tutti è il prezzo delle case. Ce ne sono tantissime sfitte ma il loro prezzo cala molto molto lentamente. Quindi non essendoci un calo dei redditi accompagnato da un calo dei costi i poveri diventano sempre più poveri.
Luca696
15 feb 2012 - 22:40 - #21StarRunner hai pienamente ragione (per quel poco che conta io ho messo +1) non capisco come si possa darti torto ma d’altronde molti italiani hanno il prosciutto sugli occhi
Luca696
15 feb 2012 - 22:41 - #22Comunque husqvarna ha smentito… speriamo bene!
Danev
15 feb 2012 - 22:52 - #23Il baricentro economico mondiale si é spostato. L’Europa e in generale le economie occidentali sono in un inesorabile in declino. Non é questione di bmw, piaggio o chicchessia, ma é la storia stessa che ce lo insegna. Un’epoca storica, quella nostra, durata duecent’anni é finita. Il testimone passa ad altri. Ne vedremo delle belle…
DanEv
Manaccia
16 feb 2012 - 01:30 - #24StartRunner per i - non preoccupartene,valgono il doppio dei +,visto che se dici quello che pensi e quello che pensi è vicino alla realtà…sei da - e basta.
Un paese di pecore da blog che godono a rifarsi su chi gli mostra una realtà diversa.
GiolliJoker
16 feb 2012 - 06:30 - #25Personalmento odio il modo in cui BMW sta gestendo Husqvarna, ma contrariamente a quanto il titolo dell’articolo fa intendere, non mi sembra che si parli di chiudere gli stabilimenti italiani a favore di quelli indiani ma semplicemente dell’apertura di stabilimeni asiatici per produzione di componenti o modelli principalmente destinati a quei mercati.
Appunto come KTM con Bajaj… che però, esclusi i piccoli Duke, produce sempre tutto a Mattighofen…
enteromorfa
16 feb 2012 - 08:23 - #26è la globalizzazione e l’apertura dei mercati. Prima avevamo i prodotti e ci andava bene, chi non ci stava era un dittatore da combattere. ora ci porta via il lavoro e non ci piace pù. Inutile dire, come per yamaha, se chiudono in italia per me hanno chiuso, sapeste quanto sono interessati in yamaha delle vendite in italia, una multinazionale simile se sposta le produzione lo fa in ottica di un mercato mondiale… Interessante vedere poi che se delocalizzano in cina sono delle m…e i cinesi, che sfruttano la manodopera e vivono da schiavi, l’India dove si sfrutta pure di più invece tante critiche non se le tira dietro..si ritorna raziocinanti e si vede che è il proprietario (bmw) a voler delocalizzare..
giulio67
16 feb 2012 - 09:05 - #27Tanti ottimi commenti. Molti hanno fatto una fotografia spietata del mondo occidentale e hanno ragione.
Un tenore di vita che non ci possiamo permettere eppure la pubblicità in televisione e internet ci invita al solo consumismo becero. Comprare un SUV o un T-Max per girare in città è solo desiderio di status, di presunta superiorità. Per accontentare tutti e farli diventare tutti dei rimbambiti, le Aziende scelgono, con scarsa visione, di andare a produrre in paesi dove le condizioni di lavoro sono prossimi alla schiavitù con il solo scopo di aumentare i profitti. Non c’è molto da aggiungere se non sperare che il vero crollo economico non avvenga e che anzi tutti ci rimettiamo in testa di vivere in modo più naturale, senza tanti occhialoni, iPad e macchinoni che consumano e inquinano come un tir.
E ricordatevele tutte queste belle cose che abbiamo scritto quando andate a votare, sempre che ci sia rimasto qualcuno del quale ci si possa fidare.
mwinani
16 feb 2012 - 11:54 - #28Non è solo una questione di delocalizzare per massimizzare i profitti (o evitare le perdite, visto il periodo).
Sul sito KTM campeggia(va) la scritta: INDIA THE LARGEST MOTORCYLE MARKET OF THE WORLD. Dovrebbe voler dire qualcosa.
Da quelle parti vendono in un giorno più motorette di quante molte case europee ne producano in un anno.
Poi la Husky è già stata delocalizzata una volta e sempre verso sud. Prima dalla Svezia all’Italia ora dall’Italia all’India (sotto proprietà germanica), Il prossimo sud quale sarà?
mwinani
16 feb 2012 - 11:57 - #29Per chi dice d comprare solo Italiano o Europeo. Come si fa se i prodotti “nostrani” come la pasta o le saponette, tanto per fare due esempi vengono fati con materie prime che vengono da tutto il mondo? Importiamo grano dall’Australia, pieno di muffa dopo 2 mesi di navigazione per far crollare il prezzo di quello Italiano che poiché vale meno di quanto costa raccoglierlo rimane a marcire nei campi incolti.