
Valentino Rossi ha regalato una Ducati Monster 696 alla Mamma Sfefania Palma. “L’ho sognata tutta la vita e adesso finalmente ce l’ho” ha detto la mamma di Rossi che ha ricevuto in dono dal figlio una Ducati Monster 696. “Glielo dicevo sempre in questi anni - ha detto la mamma di Vale a Il Resto del Carlino - se andrai alla Ducati mi devi regalare una Monster.”.
Il modello non poteva che essere il Monster 696 Replica MotoGP Rossi (disponibile anche nella versione 796) con il 46 giallo del figlio sul serbatoio. “In passato - aggiunge mamma Stefania - ho avuto uno scooterone Yamaha, ma vuoi mettere l’emozione di una moto con le marce… ho fatto già un giretto da Tavullia a San Giovanni in Marignano, vorrei provare la Panoramica, ma una donna della mia età”.
L’euforia del nuovo giocattolo ha portato la signora Stefania a parlare della presunta paternità del figlio: “Con Valentino ne avevamo parlato insieme proprio al Mugello e ci chiedevamo come è possibile che ogni tanto venga fuori questa storia non vera”. Chiude con il difficile momento di lavoro che sta passando Valentino: “A Valentino ho detto che secondo me la vita non è sempre come un film, per realizzare quanto desidera deve lottare: lui e la Ducati sono molto attenti ai problemi”.
Desmoel
11 lug 2011 - 12:50 - #1ahahahah almeno una a giro ci sarà…colorazione orrenda e per fortuna ancora non vista a giro
Abbath
11 lug 2011 - 12:56 - #2Cuore di mamma :P
(scommetto però che quella colorazione non piace neanche a lui!)
ivo_1
11 lug 2011 - 13:25 - #3andra più forte di lui?
Gianpietro393
11 lug 2011 - 13:29 - #4…l’avrà pagata almeno?….
lunatico
11 lug 2011 - 13:40 - #5Dopo Graziano a fuorigiri il fratellastro con le minimoto e l’adesivo con il cane
ci mancava un bell’articolo sulla mamma.
Il prossimo sarà il vicino di casa?
frankiedesign
11 lug 2011 - 13:42 - #6Il titolo dell’articolo sarebbe più giusto così:
“La Ducati regala a Valentino Rossi una Ducati Monster 696.
Valentino poi la gira alla Mamma Sfefania”.
Adesso vedremo la mamma di Vale che fa le penne per le strade…
ApriliaForever
11 lug 2011 - 14:00 - #7Daiiiiiii ….. a me quella livrea piace ! ..
(tolto il numero 46 e il giallo FLUO) … ;D
il-nipote
11 lug 2011 - 14:02 - #8Il titolo sarebbe:
Visti i soldi che sta facendo e farà nei prossimi anni la Ducati avendo Valentino come pilota, un regalo come un 696 è abbastanza ovvio che gli arrivi e che lui l’ha girato a sua madre”.
Chiedete ai vari store, negozi online e bancarelle quanta “mercanzia” marcata #46 hanno venduto nei mesi seguenti al suo ingaggio.
Ci si potrà rendere conto che, come Yamaha, Ducati ha maggior interesse a vendere cappellini e maglie che non moto.
Di moto non se ne vendono più, qualsiasi sia la marca e il modello, mentre il brand tira se c’è un personaggio (che piaccia o meno) a fare da traino.
Il Nipote
Manaccia
11 lug 2011 - 14:06 - #9Con tutti i soldi che hanno fatto madre (suo vero manager) e figlio,dovevano aspettare di andare in Ducati per comprare una monster 696???
Oltretutto i vincoli pubblicitari quando era in honda o yamaha,potevano interessare lui,ma non la sua famiglia…vabè felici loro…dopo una vita la sciura ha la sua monster…bravo e generoso il suo dolce bambino…
7mattia7
11 lug 2011 - 14:09 - #10non UNA monster!!!! ma IL MONSTER!
shell
11 lug 2011 - 14:09 - #11Ma chi se ne frega! Scusate…. Con i soldi che ha evaso potrebbe comprare Ducati!
ApriliaForever
11 lug 2011 - 14:28 - #12E con quelli che ha guadagnato , comprarsi la DORMA e farsi un campionato “motogp 46″ …
thegas2
11 lug 2011 - 14:29 - #13del resto dopo le gare stupende di ieri di biaggi non sapevano come parlare bene di rossi…
deeper
11 lug 2011 - 14:33 - #1424/05/2011Casey Stoner come non l’avete mai… letto
Intervista esclusiva all’australiano della Honda in MotoGP
In fondo Casey Stoner è un ragazzo di campagna. L’ex campione del mondo ritrova la serenità quando ha la possibilità di vivere a stretto contatto con la natura. Tutti hanno bisogno di raggiungere un equilibrio nella vita, e se il lavoro di questo ragazzo riguarda la velocità, lo stress e la tecnologia avanzata lui appena può si rifugia nella rigogliosa natura del suo grande Paese: adora campeggiare e pescare, andare a cavallo e a caccia.
«Quando non ci sono le gare, cerco di allontanarmi dall’ambiente delle corse in tutti i sensi: cioè fisicamente e mentalmente» spiega con molta tranquillità, seduto sulla riva del lago Glenbawn, a circa 5 ore di macchina a nord-est da Sydney, nel cuore della terra dei canguri.
«Mi piace pescare: è un’attività complessa e impegnativa, mi aiuta ad evadere dalle corse, tiene il cervello impegnato. Inoltre per pescare frequento sempre dei posti bellissimi: adoro i laghi e i ruscelli. E quando trovo un corso d’acqua un po’ appartato e mi accampo lì per la notte, allora è proprio il massimo. Più un posto è isolato, e meglio è! Se pesco una trota, poi la faccio alla griglia e me la mangio; quando mi va, mi butto in acqua e mi faccio una bella nuotata: per me questa vita è bellissima. E devo proprio ammetterlo: io sto bene e mi diverto solo nella terra dove c’è il mio cuore. L’Australia».
L’altra grande passione di Stoner è la caccia: quella con arco e frecce, per essere precisi.
«Sono passato dal trick bow all’arco lungo, cioè alla vecchia maniera: nessun mirino, nessun aiuto di alcun genere. Mi piace cacciare con l’arco perché è più difficile che con la pistola. E poi mi sembra anche più leale. La cosa che mi piace di più è avvicinarmi furtivamente agli animali: è la parte più difficile, star loro appresso, capire dove e quando mangiano, come si spostano. Poi bisogna stare attenti alla direzione del vento, da dove viene e in che senso spira. Bisogna tenere in considerazione la posizione del sole e infine decidere quale angolazione sia la migliore per attaccare. Ad esempio, se il sole illumina il tuo viso, gli animali ti vedono e scappano. Ce ne sono alcuni, come ad esempio i cinghiali, che possono diventare molto pericolosi quindi bisogna stare veramente attenti a non farsi sco prire. Quando riesco a fregarli, vinco io».
Attraverso i suoi passatempi preferiti, Stoner può anche abbandonare la tecnologia moderna: una cosa che lui non ama.
«Non c’è tanta gente che vuole fare un lungo giro a cavallo, mettersi in sella e cavalcare per quattro o cinque giorni, cacciando e pescando. Partire senza vettovaglie, a parte un po’ di verdura da cuocere con quel che si pesca o che si caccia, è un grandioso salto all’indietro, ai tempi in cui la tecnologia non era così invadente. È un ritorno allo stile di vita del diciannovesimo secolo».
Nonostante Casey cerchi, quando può, di allontanarsi il più possibile dal suo modernissimo lavoro high-tech, riconosce delle similarità tra quel che fa per hobby e quel che fa di mestiere. Si tratta sempre, infatti, di essere preda o cacciatore.
«È vero, anche se in gara cerchi sempre di essere la preda! La prima curva, quando sono in mezzo a tutti gli altri piloti, mi sembra il momento prima di tirare un colpo: guardo dappertutto, controllo ogni angolo, cerco di assicurarmi di trovare un po’ di posto. Proprio come quando sono a caccia: prima di tirare la freccia, controllo tutto. Ci sono delle somiglianze, ma la grande differenza è che quando vado a caccia mi immergo nella tranquillità».
Non sempre, però. Stoner è uno dei pochi top rider ad ammettere senza problemi l’eccitazione prodotta dalla paura nei duelli ai 300 all’ora, e da poco ha scoperto l’eccitazione di un certo tipo di pesca.
«Andare a pesca a Darwin è un’esperienza spettacolare perché è pieno di coccodrilli. È eccitante, ti fa andare il cuore a mille. Devi continuamente controllare l’acqua e sperare di non vedere venir fuori niente… Molte persone vivono sempre tranquille e la ragione per cui noi corriamo in moto è che cerchiamo l’adrenalina. La paura è adrenalina, esattamente quel che si prova mentre si pesca in mezzo ai coccodrilli. È una pesca diversa dal solito, devi essere veramente bravo».
Stoner è stato un ragazzo di campagna per la maggior parte della sua vita. È nato nella Gold Coast e quando aveva 9 anni la sua famiglia si trasferì nella Hunter Valley, una zona di vigneti, per proseguire la sua carriera sulle due ruote.
«Per me non aveva più senso continuare a gareggiare nel Queensland: vincevo tutto, la competizione non era abbastanza tosta, quindi andammo nel New South Wales. Non mi sono spaccato la schiena, ma ho dovuto lavorare molto più di prima».
Casey guidò la sua prima moto quando aveva 16 mesi.
«Mi lanciavo lungo il pendio della collina con la PW50, la spingevo su e tornavo di nuovo giù e così via. Potei guidare da solo una minimoto quando ebbi raggiunto i tre anni. Da quel momento, quando avevamo abbastanza benzina, ero praticamente sempre in moto».
Stoner corse la sua prima gara quando aveva 4 anni e prima di compierne 13 aveva vinto 41 titoli nazionali. Sono state le esperienze nel fuoristrada, e le cadute spesso cruente, a formarlo. Proprio come era successo a leggende come Mick Doohan e Wayne Rainey. Da piccolo Stoner partecipava anche a una dozzina di gare al giorno, anche se alcune duravano pochi secondi. Questo tipo di gara sviluppa – come nessun’altra – una capacità di andare subito all’attacco, di essere aggressivi e concentrati sin dal via. Da qui, la capacità di Casey di tirare fuori il massimo da una moto, persino da una Ducati Desmosedici, dopo pochissimi giri. Un’abilità che lascia spesso a bocca a aperta i suoi avversari.
Ad un certo punto, convinti che il figlio avesse un talento speciale, i suoi genitori vendettero tutto ciò che avevano in Australia e partirono alla volta dell’Inghilterra, dove Casey avrebbe potuto cominciare a correre subito in velocità (mentre in Australia avrebbe dovuto aspettare altri due anni). Nel 2000, il suo primo anno sull’asfalto, vinse il campionato nazionale Aprilia 125. Due anni più tardi era nei gran premi. Vinse la sua prima gara nella stagione seguente. Corse in 250 e in 125, poi di nuovo in 250 e nel 2006 passò in MotoGP; e nel 2007 vinse il Mondiale. Nonostante la sua età – 26 anni – ha già collezionato più vittorie di Wayne Rainey, Kevin Schwantz e Freddie Spencer.
I suoi genitori, che hanno fatto tanti sacrifici per mettere il figlio sulla strada del successo, adesso hanno una fattoria vicino al lago Glenbwan, con 2400 ettari di terreno e 1000 capi di bestiame. È lì che Stoner si rifugia quando torna nella sua Australia.
Non c’è connessione con internet e il primo negozio è a 40 km di strada: l’ideale per uno che rifiuta la vita moderna!
«Riconosco di essere un po’ contraddittorio: a me piacciono i miei oggetti, le mie cose, ma non voglio avere niente a che fare con tutto il resto. Ad esempio non sento il bisogno di una TV: preferisco stare all’aria aperta o lavorare in fattoria». Sul futuro, cioè su ciò che sarà di lui una svolta smessi casco e tuta, Casey ha già le idee piuttosto chiare: «tornerò in Australia in modo stabile, manderò avanti la fattoria e magari avrò dei bambini». Casey e sua moglie Adriana adesso vivono per la maggior parte dell’anno in Svizzera, sempre in mezzo alla natura, in una casa indipendente vicino al lago di Ginevra.
«C’è tanto verde e stiamo proprio vicino a un ruscello di montagna: esco di casa e mi metto a pescare trote». Lui e Adriana si sono trasferiti in Svizzera dopo alcuni anni trascorsi a Montecarlo, in cui Casey ha rischiato di andare fuori di testa. L’unica cosa che riusciva a fare, lì, era appendere al muro del suo appartamento dei bersagli e poi esercitarsi con la pistola ad aria compressa… Casey Stoner detesta vivere sotto i riflettori e non ama la mondanità, ecco perché il suo rapporto con i tifosi e con i “media” è piuttosto difficile. Anche se con l’età sta imparando a gestirlo meglio, è più sereno quando è lontano dagli occhi della gente. «La notorietà non è il mio pane, non fa per me. Molti piloti, specialmente gli europei, si sentono a loro agio, quasi non ci fanno più attenzione. Io invece cerco di starne alla larga il più possibile. Vivo in un ambiente dove la notorietà c’è, quindi cerco di gestirla come meglio posso. Ma io amo gareggiare in moto, tutto il resto mi ammazza».
Casey trascorre tutto il week-end di gara aspettando solo il momento in cui abbassare la visiera del casco e uscire dalla pit-lane: il momento in cui ci sono solo lui e la sua moto contro il resto del mondo. C’è infatti un motivo per cui Casey ha cambiato azienda, alla fine del 2010. La Ducati – o piuttosto il suo sponsor principale, la Marlboro – richiede ai propri piloti di fare molte “pubbliche relazioni” in circuito: «quello mi sfiniva, era esattamente il contrario della vita che voglio».
Naturalmente ci sono altre ragioni che lo hanno spinto a imboccare una nuova strada. «Ho cambiato non perché guidavo una Ducati o perché Valentino parlava con la Ducati: tanto loro l’hanno cercato quando io avevo deciso di andarmene. È stata la questione Lorenzo, nel 2009, che mi ha dato fastidio. In Ducati era un continuo lamentarsi che non avevano abbastanza soldi, eppure sono andati ad offrire a Jorge più del doppio di quel che davano a me. In Ducati hanno due facce. Le persone con cui lavoravo – Preziosi e i ragazzi della mia squadra – erano perfette, ma i capi a te dicono una cosa e poi ne fanno un’altra. Per me i soldi non sono tutto, lo voglio sottolineare, però non eravamo neanche lontanamente vicino agli altri (Rossi, Lorenzo e Pedrosa ndr) e io ad un certo punto ne ho avuto abbastanza. Adesso la situazione è più equilibrata».
Casey sa anche che la Honda può investire più di chiunque altro in Ricerca e Sviluppo: «la Ducati non ha budget per sviluppare nuovi progetti», aggiunge. L’ultimo motivo che lo ha indotto a voltare pagina risale a parecchi anni fa. Da quando aveva 5 anni, il piccolo Casey guardava Mick Doohan sulla Honda NSR 500. Aveva una vera e propria venerazione per il suo conterraneo, che probabilmente è stato il pilota più duro della storia: «ho sempre sognato di essere nel team Repsol Honda e di seguire le orme di Mick».
Casey ammira i piloti dell’epoca di Doohan: «in quel periodo c’erano le gare e basta. Non erano stati ancora inventati tutti i fronzoli che ci sono adesso. Quella sì, che era vita!».
Doohan e suoi contemporanei gareggiavano senza pietà e senza controllo di trazione. Stoner lo proibirebbe, se potesse: «mi piacerebbe correre senza il controllo di trazione. Quando ho vinto il Mondiale la gente non faceva altro che ripetere che io ero un pilota della nuova generazione che si affidava completamente al traction control. Finalmente, ad un certo punto hanno capito che io lo uso meno di tutti gli altri! Se non ho un traction control molto invasivo, sento molto meglio la moto».
Appena è salito sulla sua Honda RC212V, lo scorso novembre, Stoner ha cominciato a dare spettacolo.
«La Honda curva così bene, così meglio della Ducati, che le mie traiettorie adesso sono completamente diverse rispetto a prima», spiega sorridendo. «Ci sono un paio di punti in cui la Desmosedici è migliore, ma sono molti di più quelli in cui la Honda è decisamente superiore. La Honda non vince da diverso tempo, e non ama questa situazione, è un po’ come me, nemmeno io sono contento di non vincere da qualche anno. Mi sono gettato nella mischia per dare alla Honda, e a me stesso, la possibilità di colmare la lacuna. E se c’è una cosa certa, è che sarà una bella lotta».
deeper
11 lug 2011 - 14:34 - #15Riporto dal post di un altro utente,mi sembrava interessante….
enteromorfa
11 lug 2011 - 14:48 - #16penso sia l’unica ducati con 46 che vedremo a giro..
più interessante l’articolo su Stoner
techmaz
11 lug 2011 - 15:02 - #17bella marchetta!
deeper
11 lug 2011 - 15:03 - #18Beh,ci sta la moto regalata alla mamma di Rossi…..basta che non impenni la sciura! :-)
frankiedesign
11 lug 2011 - 15:18 - #19Scusate ma rivedendo l’articolo mi è venuto in mente sto spezzone di film di Lino Banfi…
http://www.youtube.com/watch?v=4VrQFx4Rzpo
mannaman
11 lug 2011 - 15:21 - #20Chissà se ha chiesto lo sconto dipendente (28%)???
Abbath
11 lug 2011 - 15:27 - #21L‘altro giorno su subito.it ho visto il kit di carene replica rossi per 749/999… il massimo dello schifo! A confronto il monster con questi colori é una meraviglia.
sighele
11 lug 2011 - 15:42 - #22…poteva almeno regalarle la 69
bibendus2
11 lug 2011 - 15:50 - #23#14
non ho letto tutta l’intervista se no mi licenziano, però e simpatica.
ma v’immaginate voi quel tronco di f… di Adriana che va in tenda di fianco al ruscelletto col tacco 12 a guardare il suo manzo che pesca…! oppure mentre va a caccia con l’arco lungo.
questo stoner è proprio un antisociale..
stellanigra
11 lug 2011 - 15:51 - #24MARCHETTA PUBBLICITARIA PIETOSA A DIR POCO!
COME SE VALENTINO ROSSI NON AVESSE MAI POTUTO REGALARE UN 696 ALLA SUA CARA MAMMA… ED IL POPOLO BUE SE LA BEVE!!!
ORA PER SPEINGERE IL MONSTER TRA IL PUBBLICO FEMMINILE SI SONO INVENTATI STA PAGLIACCIATA DEL REGALO ALLA MAMMA: MA SI SA, PER L’ITALIANO LA MAMMA E’ SEMPRE LA MAMMA…
DISGUSTORAMA!!!
henry66
11 lug 2011 - 16:00 - #25Beh, che c’è di strano? Anch’io l’ho regalata alla mia mamma, dicendole che la concessionaria l’avrebbe cambiata se qualcosa non le piacesse. A lei è piaciuta moltissimo, ma l’ha sostituita con una quasi identica solo perchè preferiva quella col numero 27, senza l’orribile giallo. Dettagli di poco conto (sicuramente l’avrà fatto anche la mamma di Valentino)…
Dios
11 lug 2011 - 16:03 - #26UN monster UN monster UN monster.
lo sanno tutti i ducatisti… o quasi.
cabin20
11 lug 2011 - 16:32 - #27a parte tutto …. signora Stefania Palma , adesso che il suo adorato bambino le ha regalato una bella Ducati ( Uccio sarà geloso!!!) può gentilmente chiedergli di farci lui un regalo a noi appassionati e di togliere il suo adarabile culetto dalla Ducati gp 11/12 ??? così siamo tutti contenti e felici . lei con la sua Monster e noi magari con Troy Baylis sulla gp11/12 a far vedere come si vince con una Ducati ….dopo Stoner certo …oppure la dessero abIaggi così si vince e la si evolve
wermer
11 lug 2011 - 16:44 - #28Ma quanto l’avrà pagata?Credo che il noto Braccino di Rossi in fase di contrattazione sia stato determinante , avrò chiesto un minimo del 25% di sconto e dilazione in 48mesi senza interessi.
mago34
11 lug 2011 - 17:22 - #29@deeper
Ciao ragazzo….
6 come sempre profondo,mai scontato..è sempre un piacere leggere i tuoi post.Mai offensivi o fuori lougo!!
Mi stavo bevendo una birra quando sono “inciampato” nel tuo post dove riprendi l’intervista a Casey….Avevo gia letto qualcosa di simile,ma vederlo pubblicato quì mi ha fatto emozionare!!
I piloti li vedo cosi..è passione..energia e spontaneità!!!
Spero proprio che venga colto il mess pulito di un pilota e non la becera condanna a priori verso un avversario come troppo spesso leggo in questo blog!!!!
picigigi
11 lug 2011 - 17:50 - #30Praticamente Stoner è Sampei.
drugoducatista
11 lug 2011 - 18:07 - #31e chissene frega?
GuBe
11 lug 2011 - 18:50 - #32Che schifo e che pena gli uffici stampa, ovvietà e banalità a gogò.
deeper
11 lug 2011 - 19:01 - #33Ciao,mago34…..grassie grassie per i complimenti,sei troppo buono…e beviti la prossima birra alla mia salute!
Mi rendo conto di essere decisamente andato OT postando quest’intervista,ma visto che l’articolo trattava della….ooops….del Monster donato alla mamma di Rossi,diciamo che…non mi sono sentito troppo “invasivo”!
Visto che parli di passione…..farò sorridere molti,e ci sta,ma figurati che io sono un pescatore “nel midollo” da sempre,e cosa mi salta fuori…..che pure il pilota che preferisco ha la stessa dannata malattia,che ti fa dormire poco,alzare presto,prendere un sacco di freddo,insomma…..passione!
Questo ragazzotto australiano mi piace sempre di più,accidenti a lui.
Vincerà un solo mondiale in carriera perchè quest’anno Lorenzo farà il bis? E pazienza,bravissimo Lorenzo.
Avrà il suo caratteraccio peperino,a volte addirittura eccessivo,ma a me piace da matti,sanguigno e poco ragionatore….così com’è.
Del resto anche il grande 34,di mondiali ne ha portato a casa uno solo.
Ma ha fatto emozionare tanta di quella gente che resterà sempre nella storia di questo sport….proprio come il ragazzino inesperto che ha portato la Rossa a due ruote davanti a tutti i mostri sacri per la prima volta.
E quindi? Mah,ho scritto un post tutto scombinato,preso dalla noia (e quando arriva sto benedetto gp di Germania?),direi che la morale è: tutti a pesca….ma in moto! :-)
zetaics
11 lug 2011 - 19:06 - #34cosa non si inventano per il marketing…..cmq è una moto che per una donna va molto bene
deeper
11 lug 2011 - 19:12 - #35Non vorrei esser preso per maligno…..ma solo io ho l’impressione che ultimamente su Italia1 il signor Cereghini provi più Ducati del solito? Per carità,ci sta….e sono solo contento se ne vendono tante,ma fa comunque riflettere……chissà se Ducati per ora ha avuto dei riscontri economici positivi con l’arrivo di Valentino…
zetaics
11 lug 2011 - 19:34 - #36la duscarti è pompata alla grande dal marketing, basta leggere qui quanti abboccano e pensano di guidare una Ferrari…..
deeper
11 lug 2011 - 19:46 - #37Non ne ho mai avuta una,quindi non mi permetto da giudicare….da vedere le trovo molto belle,specie le sportive,ma da guidare proprio non saprei.
BenSpiiz
11 lug 2011 - 20:42 - #38UNA Monster! Non conta quello che dicono in Ducati, per piacere non reinventiamo la lingua italiana. LA moto è femminile, IL moto è un’altra cosa! Ripetiamo tutti insieme: LA Monster, LA 1098, LA GP11, LA CBR, LA R1! Su, ragazzi, ripetete…
BenSpiiz
11 lug 2011 - 20:43 - #39…certo, IL andrebbe pure bene, riflettendoci. CANCELLO è maschile! :)
cartizze
11 lug 2011 - 23:40 - #40#41
“Andare a caccia o pesca è da repressi, impotenti, maniaci, ignoranti, inferiori che che si credono Tarzan ma nella realtà son enuchi…”
Chi doveva insegnarti l’educazione, probabilmente perdeva tempo a pescare!!!
Sbaglio?
Abbath
11 lug 2011 - 23:53 - #41#41
Signori abbiamo il vincitore del premio “commento più S T R O N Z A T A” della giornata, un applauso al vincitore!!!
Nazgul_
11 lug 2011 - 23:56 - #42L’ Educazione l’ ho sudata nelle chimiche, fornaci, fonderie, officine, case di Signori e Signore, dormendo anche nei cartoni…
Godor: « Non lo so…ho imparato a usare il martello prima ancora di imparare a camminare…è un lavoro che fa parte della mia vita, non ho mai pensato se mi piace oppure no. Battere il martello sull’incudine è quello che faccio da sempre…giorno dopo giorno, anno dopo anno. Sono diventato vecchio ascoltando questo rumore metallico…un rumore così familiare per me. Non so se sarei stato contento di fare un altro mestiere »
hantar
12 lug 2011 - 00:03 - #43Ha fatto bene! La mamma deve dividere gli stessi dolori del figlio! Non è giusto che solo Valentino debba soffrire alla guida di una Ducati. Ora ne soffrirà anche la mamma. Bravo
gidan
12 lug 2011 - 01:24 - #4445# citazione del fabbro di berserk !!! colui che forgia l’ammazza draghi !
valetango46
12 lug 2011 - 05:20 - #4545
per stoner è d’uopo citare godor,
per il roscio in gravidanza isterica è più appropriato il self godeur:
http://www.youtube.com/watch?v=KfXtHgxgrXM
betten
12 lug 2011 - 08:09 - #46@benspiz magari il maschile si riferisce a “mezzo” quindi IL monster :P
picigigi
12 lug 2011 - 08:14 - #47Ma dai ragazzi, scherzi a parte, così come è una pura e mera mossa di marketing quella di Ducati, a sottolineare il fatto che il 696 è la moto ideale per chi è alle prime armi, davvero credete che Stoner sia tutto fattoria e ruscelli? Non credete a tutto quello che leggete.
betten
12 lug 2011 - 08:46 - #48Ma essere tutto fattoria e ruscelli è necessariamente una cosa positiva?? Non saprei è questa visione romantica stile rocky Balboa che si allena prendendo a pugni pezzi di carne congelata mentre Ivan drago si allena in laboratorio (usa vs URSS da che pulpito viene la predica)
BenSpiiz
12 lug 2011 - 10:13 - #49@betten: se riferito ai cilindri, quindi, possiamo chiamarlo i 696? ;-) Dai, su!
benspiiz
12 lug 2011 - 10:34 - #50PS: secondo me la mamma di Rossi manco ci sa andare in moto! E’ tutta pubblicità…