MotoGP: Honda e Bridgestone in crisi dopo il terremoto in Giappone


La tragedia che ha colpito il Giappone qualche settimana fa si sta pian piano ripercuotendo sull'economia delle aziende con sede nel Sol Levante, e in tutte le attività ad esse correlate; la MotoGP non è da meno. Inizialmente si è subito pensato tenere in piedi la produzione ma a distanza di qualche tempo i reparti sportivi potrebbero accusare maggiormente le perdite dovute alle ultime vicende.

"Sono stati consegnati i pezzi necessari per le prime due gare in Qatar e Jerez. Se la situazione in Giappone non cambia, saremo costretti a rivedere i nostri programmi". Lascia tutti nel dubbio la dichiarazione di Shuhei Nakamoto, che sembra non avere la certezza della disponibilità di fondi per continuare l'oneroso progetto Repsol Honda. Ricordiamo che quest'anno il team è stato organizzato senza badare a spese, con ben 3 moto in pista e tra i più forti piloti sulla piazza.

In Yamaha le cose vanno leggermente meglio: "Nel nostro reparto corse in Giappone l'attività è quasi normale. In questo momento non ci aspettiamo che l'attività in MotoGP venga in qualche modo colpita dalla situazione", rassicura William Favero, PR di Yamaha Racing. La Yamaha, come la Suzuki, riceve la maggior parte del suo materiale Racing dall'Europa, mentre Honda è totalmente made in Japan.

Un'altro grande e indispensabile nome giapponese del mondiale, Bridgestone, ha dichiarato che la fornitura è assicurata per le prossime 6 gare, cosa succederà dopo è un mistero: "Ciò di cui abbiamo bisogno per le prime sei gare dell'anno è stato consegnato o è in viaggio via nave". La produzione delle mescole da gara avviene a Tokyo: "Per questi pneumatici speciali usiamo mescole lavorate con macchine che abbiamo solo nella capitale", sottolinea Thomas Scholz, che cura la logistica e la fornitura delle gomme.

  • shares
  • Mail
17 commenti Aggiorna
Ordina: