Una 600 in controtendenza quella realizzata dalla Casa di Hamamatsu, più confortevole nella posizione rispetto a tutta la concorrenza ma soprattutto dotata di un motore regolare e ricco di coppia sin dai bassi regimi per una guida facile e sfruttabile in ogni condizione. Un tester di eccezione come Mario Lega è salito in sella per noi valutando il comportamento del nuovo modello e le differenze con la precedente versione, il risultato è un mezzo decisamente efficace e meno estrema della concorrenza da 600cc.
La 600 che non c’era. Con questo concetto si può sintetizzare il risultato del lavoro eseguito sulla nuova Suzuki GSX-R. Infatti i progettisti di Hammamatsu presentano un nuovo tipo di 600, che non rispecchia i vecchi canoni legati a questa categoria: cioè mancanza di coppia ai bassi regimi e sparata di potenza quando entra in coppia. La nuova idea è, una 600 utilizzabile e godibile anche per strada che è l’obbiettivo finale per la maggior parte degli utenti.
Lavoro di fino
Un modello totalmente nuovo, una curata ricerca di perfezione in un settore che non da molte soddisfazioni. Alla fine il peso totale è calato di ben 9 kg, la moto risulta più corta con un interasse passato da 1400 a 1385 mm, senza variare l’angolo del canotto di sterzo e l’avancorsa, rispetto al modello precedente risulta più corta davanti di 55mm e più corta di 35mm sul posteriore.
Nuovo anche il telaio a doppio trave in alluminio presso fuso, composto da cinque sezioni, progettato sulla base di una riduzione di peso. Lo spessore effettivo di ogni sezione del telaio è stato attentamente ottimizzato (la sezione più sottile è stata ristretta da 3,5 mm a 3,0 mm), per una riduzione di peso del telaio di 1.350 grammi e una rotazione all’indietro di 3° del motore. Il telaietto posteriore è ora più stretto, una modifica che rende più naturale la posizione in sella.
Il motore
Nuove bielle e pistoni naturalmente più leggeri, i profili della camme sono stati rielaborati con la tecnologia di analisi impiegata per i motori della MotoGP. Riducendo la sovrapposizione (cioè accorciando il tempo in cui sia la valvola di spirazione, sia quella di scarico sono aperte) da 63 gradi a 58 gradi. Grazie alla diminuzione dell’angolo di azione e dell’alzata massima , il motore è stato messo in condizione di erogare una coppia più corposa dai bassi ai medi regimi, senza variazioni di erogazione ai massimi regimi. Il motore di GSX-R 600 arriva a 15.500 giri al minuto, il valore più elevato fra le moto commerciali Suzuki.
Per contrastare lo sfarfallamento della molla valvola che si può verificare agli alti regimi è stata realizzata una curva di innalzamento della valvola appositamente sviluppata, che deriva anch’essa dalla tecnologia utilizzata nella MOTO GP. Riduzione degli attriti, miglior combustione che portano ad un risparmio del carburante del 10%. Due mappe selezionabili, una full power e una che taglia la potenza per condizioni di scarsa aderenza.
Sospensioni e freni
Per la sospensione anteriore è stata adottata la forcella Showa, Big Piston Fork (BPF), simile a quella dell’attuale GSX-R1000. La nuova BPF migliora le prestazioni di smorzamento alle basse velocità, copiando perfettamente le asperità del terreno, precisa nell’inserimento curva, maneggevole nei cambi di direzione, ma soprattutto da stabile nelle frenate, con reazioni lineari e prevedibili che danno grande sicurezza al pilota. Freni. Brembo all’anteriore, pinze monoblocco a 4 pistoncini in lega d’alluminio pressofuso a montaggio radiale, Al posteriore una Nissin, uguale a quella della GSX-R1000.
In sella
Fin dai primi metri ci si accorge della grande familiarità d’uso di questa Gixxer. Posizione accogliente ma raccolta, non dicasi altrettanto per un eventuale passeggero che si vede appollaiato su di un risicato trespolo senza maniglie. Possibilità di regolare le pedane e le leve con pochi tocchi, bilanciata perfettamente tanto da poter forzare fin subito. La pista di Almeria è stato il miglior banco prova, con i suoi sali-scendi e le sue curve da raccordare, hanno evidenziato le qualità vere: coppia ai medi, e motore dalla progressione “elettrica”. Il sound è contenuto dallo scarico, migliorato nell’aspetto e alleggerito.
Tirando le marce si viene informati dell’avvicinarsi al limitatore dall’accensione di tre luci gialle per poi essere “murati” da una di colore bianco, non si sente la classica sparata di potenza quando entra in coppia, ma sale in progressione dando la sensazione di corposa potenza. Il rettilineo più lungo di Almeria ha una costante pendenza in salita che penalizza un poco il raggiungimento dei giri, tanto da far pensare ad un rapporto troppo lungo, è pur vero che anche insistendo nell’allungo, non si cambia molto lo stato delle cose e si preferisce cambiare già ai 13.500 giri sfruttando la schiena di coppia, più che il massimo dei giri raggiungibili.
La progressione è coadiuvata da un cambio morbido, rapido e preciso dalla corsa corta che fa snocciolare le marce in rapida successione senza sforzo. L’accoppiata Showa BFP e freni Brembo però, sono l’apoteosi della guida, raramente avevamo provato una forcella anteriore così performante: inserimenti in curva con precisione chirurgica e cambi di direzione fulminei, avantreno incollato a terra e staccate senza che il posteriore si faccia notare per scodinzolii o saltellamenti, (la frizione antisaltellamento funziona in maniera eccellente) considerando che usavamo pneumatici Bridgestone BT-016 (stradali) ci siamo solo potuti immaginare cosa si sarebbe potuto fare con gomme in mescola.
Alla fine della giornata quando ormai avevamo preso confidenza con la pista e le gomme sembravano dover pagare il conto dell’irruenza protratta, abbiamo dato due giri di compressione alla molla del mono posteriore, e spostato le pedane in posizione più arretrata. Con queste piccole regolazioni sono sparite quelle lievi sbandate che si erano notate in apertura, soprattutto nel curvone che immette sul rettilineo, la moto è risultata leggermente più alta di posteriore e quindi ancor più direzionale mostrando molta sensibilità alle piccole modifiche.
La regolazione della leva del freno è da tenere sulla massima apertura, 1 o 2 posizione altrimenti risulta troppo vicina alla manopola, mentre il freno che ha una pinza Brembo stratosferica, ha una progressione eccezionale non troppo mordace ma efficacissima. Si può entrare in curva con il freno in mano e quando lo si rilascia, l’avantreno rimane in linea senza risalire con veemenza come di solito succede, questa sensazione è di grande sicurezza e padronanza. Parlavamo di coppia, quella che di solito queste piccole 600 non hanno, la GSX-R invece sembra essere di un’altra cilindrata, curve da seconda urlante, percorse in terza: arrivando alla curva successiva alla stessa velocità, tanto da non capire quale delle due soluzioni sia la più redditizia, noi, dopo aver fatto anche tutto il circuito in sesta, abbiamo optato per la marcia più lunga, guida fluida e non affaticante, sicuramente godibile pure per strada.
Design
Carenatura rastremata come i canoni dell’attuale tendenza, grande spazio sella, adatto anche ai più alti, specchietti retrovisori ampi con gli indicatori di direzione incorporati, non bellissimi ma funzionali, cruscotto bel leggibile con tutte le informazioni. Assemblaggi delle plastiche (simil carbonio) e finiture di alto livello, il telaio satinato di un blu petrolio: accattivante.
Le colorazioni
Il classico blu Suzuki, il bianco di tendenza, e il bruttissimo nero totale che non esalta le line gradevoli della piccola Gixxer, il prezzo è ancora da definire.
Il.Petruss
21 dic 2010 - 15:36 - #1…sempre brutta rimane. Le precedenti erano molto molto meglio esteticamente.
Questa ha un cupolino ripreso pari pari dallo srad di inizio secolo!
colin
21 dic 2010 - 15:40 - #2i cerchi bianchi a tre razze….come le gsx-r del 1988….no comment
brigio80
21 dic 2010 - 15:51 - #3Premetto che non sono il solito esaltato pronto a criticare una moto solo perchè non è italiana o perchè non c’è quel pilota sopra, però vorrei fare alcune considerazioni.
brigio80
21 dic 2010 - 15:52 - #4lmotoblog mi hai cancellato le considerazioni? perchè???
Manaccia
21 dic 2010 - 16:01 - #5La 600 che non c’era è la cbr600f 2011,non certo la gsx-r,moto più “comoda” della concorrenza ss e con un motore più pieno,ma pur sempre una ss nata per l’uso in pista.
Minestra riscaldata targata Suzuki,marchio che ho amato moltissimo,ma che negli ultimi anni preferisce sopravvivere riscaldando avanzi invece di cambiare ricetta.
Ottima ancora oggi la piccola gsx-r,ma linee che hanno stancato e una cilindrata che oramai vuole o solo ss specialistiche,o mezzi per divertirsi anche in due (sul trespolo ci sta bene solo il pappagallo),la tagliano ancora una volta fuori dal cuore e dalle scelte.
crisa
21 dic 2010 - 16:29 - #6Non trovo più il mio commento.
Sembra vecchia di 10 anni, non so chi ha i peggiori designer tra Suzuki ed Aprilia , bella lotta !
Julian1963
21 dic 2010 - 16:45 - #7Finalmente un approccio intelligente nella categoria delle iper sportive…
Ma a cosa saranno serviti tutti quei cavalli spremuti fino ad oggi dai motori se il 99% degli utilizzatori non sa nenanche andare in moto decentemente e quelli che ci sanno andare non potranno mai sfruttarli per strada …..
a cosa saranno servite quelle posizioni di guida estreme, oltre che a spaccare i polsi, se poi oltretutto ci si vuole portare dietro pure la fidanzata …..
Quell’era è finita, ben venga qualcosa di nuovo.
niobio16
21 dic 2010 - 16:52 - #8Minestra riscaldata??? noooo
Questa 600 se è come dicono è sicuramente un gradino sopra le concorrenti, le gsx-r sono da sempre state le più comode da guidare, adesso hanno tolto 9kg(!!!) migliorato il motore, telaio nuovo, forcella e freni nuovi.
Come si fa a dire che è una minestra riscaldata??
hornettista
21 dic 2010 - 17:53 - #9Scusate, ma non è curioso che due tester diversi abbiano avuto la stessa idea?
“Per saggiare le capacità di ripresa ai bassi regimi, mi concedo un paio di giri: uno percorso totalmente in quarta marcia, il secondo addirittura in sesta. Non potendo provare la moto in strada, mi sono inventato il più semplice degli espedienti per saggiare le capacita della piccola Suzuki.”
http://www.moto.it/prove/suzuki-gsx-r-600.html
albi
21 dic 2010 - 17:55 - #10guarda guarda i giapponesi ancora una volta copiano dagli italiani e in particolare ora dalla Ducati diminuendo l’incrocio delle valvole per avere la coppia più uniforme come sulla Multistrada 1200!!!!comunque a parità praticamente di costo comprerei la 750
eminem09494
21 dic 2010 - 18:02 - #11orrenda!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
albi
21 dic 2010 - 18:17 - #129@:non è curioso è solo che ormai da anni le prove delle riviste non sono altro che “merchette” per la pubblicità fatta dalle case sulle riviste stesse,difatti le moto sono tutte stupende e perfette tranne poi essere ritirate dal mercato come Kawa o Aprilia!!
nsr
21 dic 2010 - 18:20 - #13mi trovo molto a favore a questa soluzione, come al ritorno in honda del cbr f; sono sicuro che nell’uso su strada o comunque nell’uso quotidiano siano molto più piacevoli e godibili queste moto piuttosto di mezzi più “cattivi” e potenti. opinione relativa mia ovviamente.
teodaolmo
21 dic 2010 - 18:25 - #14Un passo avanti nella tecnica….
Un passo indietro nel design…
Felice di non averla aspettata e di aver preso il MY2008 scontato
apperò
21 dic 2010 - 18:40 - #15le gsxr non sono mai state bellissime. Quindi…
Ma la sostanza c’è sempre stata, eccome.
the emperor
21 dic 2010 - 18:45 - #16a me le suzuki sembrano sempre le stesse da anni, secondo me dovrebbero cambiare rotta xkè anche se valide tecnicamente esteticamente non sono il max e in un mercato già in calo come le ss non aiuta certo una linea vecchia
Angi_83
21 dic 2010 - 20:09 - #17effettivamente avete ragione… Sembra nata vecchia..
pialletto
21 dic 2010 - 22:15 - #18Chi ha il coraggio di comprarla gli pago da bere…..
super-D
21 dic 2010 - 23:18 - #19nn è poi cosi male…..linea un pò anonima e nn particolarmente innovativa …..esteticamente è un po una minestra riscaldata e forse ha un pò stancato…..ma lo sono un po tutte ( le japp) xo compratela e sicuramente vi divertirete…..com il modello 07 era spettacolare!
derapage
22 dic 2010 - 23:29 - #20@10
da quando è nato il motore a scoppio si sà che la curva di coppia varia con l’alzata e gli angoli di anticipo (e ritardo)nell’apertura e chiusura delle valvole…
io Japp hanno sempre usato questo metodo per trasformare i motori sportivi e montarli sulle nude !!!
Non puoi dire che anche questa è un’invenzione Ducati per la multistrada…. è ridicolo….
albi
23 dic 2010 - 19:39 - #2120@:se leggi bene non dico che Ducati ha inventato qualcosa ma semplicemente che i giapponesi hanno copiato l’idea visto che non l’hanno mai utilizzata sulle 600 sportive perchè erano alla ricerca di cavalli a regimi impossibile
derapage
26 dic 2010 - 13:28 - #22@21
è un sistema che hanno sempre usato per le nude con i 4 cilindri sportivi, molto prima che lo facesse ducati…
ducati non l’ha usato per una sportiva questo accorgimento tecnico, ma soltanto su streetfighter e multistrada, quindi continuo a non capire che merito abbia Ducati in questa storia!!!
avessero fatto un desmo capirei, ma giocare con le distrubuzioni lo fanno tutti dalla nascita del motore a scoppio!
Stai elogiando ducati senza un minimo motivo….