Carlos Checa: "la Panigale va bene per la Superstock, non in Superbike"

Nonostante la stagione sfortunata e costellata di infortuni il pilota del team Ducati Alstare è sempre ottimista e non ha certo intenzione di ritirarsi...


Non conta essere ducatisti o meno: chi ama il motociclismo e la Superbike non può non provare una punta di rammarico nel vedere un campione come Carlos Checa attraversare un'annata così sfortunata come quella in corso, soprattutto perché il pilota spagnolo, iridato SBK nel 2011, è uno dei professionisti più longevi e amati delle due ruote. Mai una parola fuori posto, mai una polemica, sempre molto savoir faire e anche in una stagione iniziata male (con l'incidente a Phillip Island nella gara d'esordio) e proseguita in maniera altalenante, "El Torito" non perde il suo ottimismo, nonostante sia solo 14° in classifica generale, con un magro bottino di 68 punti. A 40 anni suonati Checa non si perde d'animo, con lo spirito di chi ha ancora tempo davanti e altre stagioni in cui riscattarsi: a nove giorni dal GP del Nurburgring (decimo round stagionale) il catalano è stato intervistato dai colleghi del magazine Crash.net e ha parlato della stagione in corso e del suo amore per le due ruote..

"Ora ho 40 anni, ho iniziato a correre nei campionati mondiali nel '93, quest'anno è la mia ventesima stagione ma amo ancora le corse, mi pace la competizione. Questo è il mio anno più difficile, perché tecnicamente siamo molto lontani dai top riders e anche quando riusciamo a combattere con i ragazzi in testa è molto dura pilotare a centro gruppo, ti senti molto limitato. La Panigale va bene per la Superstock, non in Superbike, sono le norme ad imporlo."

Il veterano della Superbike, al suo primo anno col Team Ducati Alstare (nella foto lo vediamo col patron Francis Batta) non ha mai nascosto le sue perplessità sulla nuova rossa di Borgo Panigale, perlomeno nel Mondiale SBK, ma non si da per vinto e non si sente certo un "anziano":

"Gli ultimi anni sono stati ricchi di succesis per me, ho vinto più gare negli ultimi tre anni che nel resto della mia carriera, quindi sono soddisfatto. Non mi sento diverso ora, quando sono in griglia di partenza, rispetto a quando ho iniziato la mia carriera. Non è l'età o da quanti anni corri che fa la differenza, ma l'approccio con cui lo fai. La confidenza non cambia col passare degli anni, anzi aumenta col passare del tempo e con quanto tu impari. Forse l'età garantisce più serenità e ti permette di giudicare meglio e di avere una visione d'insieme. Nonostante la maturità quando sei in azione il sistema nervoso reagisce allo stesso modo. Le moto sono la mia passione, la mia vita. Forse un giorno mi fermerò, ma amo ancora essere qui e mi diverto ancora. Le moto mi piacciono sin da quando ero giovane e la passione per le due ruote supera quella per la competizione. A volte quando ho un'opportunità di provare altri generi, come l'enduro o il motocross, mi ci butto in mezzo. Quando hai la velocità dalla tua, l'abilità e sai prenderti dei rischi e riesci e mettere tutto questo in una competizione è veramente fantastico."

Ora non resta che attendere il week end del Nurbugring (30 agosto - 1 settembre), quintultimo appuntamento stagionale con il mondiale, in seguito alla cancellazione del GP d'India e vedere se l'ex campione riuscirà a terminare nella top ten questo 2013, nella speranza di vederlo combattere in pista anche l'anno venturo.

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