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Test Aprilia Mana 850 GT, l’insospettabile

Pubblicato: 29 giu 2009 da Lorenzo B.

Test Aprilia Mana 850 GT

L’ultima versione della automatica di Noale continua a stupire per il rendimento su strada e l’inaspettato piacere di guida che sa fornire sia in città sia più impegnativi percorsi guidati. Un concetto motociclistico completamente inedito e in parte geniale, un piccolo manifesto di capacità tecnologica e coraggio, unita a quel filo di trasgressione che da sempre è nel DNA di Aprilia.

Del resto Mana 850 si propone di rendere più accessibile il mondo della moto e delle sue emozioni a tutte le tipologie di utente. La versione GT di Mana nasce proprio per questo: un’elegante semicarenatura perfettamente integrata nella linea della moto arriva a proteggere pilota e passeggero nei lunghi trasferimenti così come nel commuting giornaliero, aumentandone la vocazione turistica.

Facile e intuitiva, poco affaticante nella guida la Mana si rivela anche un’ottima moto nell’uso stradale più intenso grazie a doti dinamiche e ciclistiche di grande pregio. Stabile e precisa si affida a sospensioni molto perforanti e a un impianto frenante di grandi dimensioni amplificando il concetto di sicurezza attiva tipico di questo tipo di moto. Ideale alternativa allo scooter di grande cilindrata e ottimo surrogato di molte naked alle quali ha poco da invidiare nella guida sportiva. La versione GT di serie oltre ad offrire il comodo cupolino, un vano porta oggetti ausiliario e una presa accendisigari, propone anche l’ABS di serie.

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Motore
Il cuore comune della Mana è un bicilindrico da 839 cc, con una potenza all’albero di circa 75 CV, anche se la Mana nella nostra prova al banco ha fatto registrare una potenza superiore di circa 4,5 CV alla ruota (53,9 per il GP contro i 58,3 CV della Mana). Si tratta di un motore non eccessivamente superquadro, dove la misura dell’alesaggio è molto vicina a quella della corsa (88 x 69 mm); questa caratteristica, unita alla configurazione bicilindrica, regala un’elevata coppia già a bassi regimi, anche se a parziale discapito della potenza massima e dell’allungo agli alti.

La distribuzione usa uno schema piuttosto semplice dotato di un singolo albero a camme in testa che muove le quattro valvole presenti in ciascun cilindro. La gestione elettronica del motore passa anche per un sofisticato sistema di iniezione elettronica Weber Marelli, che utilizza un singolo corpo farfallato da 38 mm e un sistema di accensione con due candele per cilindro; soluzioni che consentono una combustione ottimale ad ogni regime a tutto vantaggio del rendimento termodinamico del motore e, quindi, delle prestazioni e della riduzione delle emissioni inquinanti.

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Telaio
Il motore della Mana è imbrigliato in un rigido telaio a traliccio in acciaio, collegato posteriormente a un forcellone monolitico in alluminio. Il monoammortizzatore è posizionato lateralmente e consente di liberare spazio prezioso per lo scarico nella delicata zona dietro al motore, consentendo al tempo stesso di realizzare una moto molto compatta, con solo 1.463 mm di interasse. La forcella è un’unità a steli rovesciati da 43 mm di diametro e l’escursione della ruota è di 120 mm.

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Trasmissione
La Mana è dotata di un cambio molto avanzato, perché il sistema consente di ottenere una risposta del motore perfettamente ben accordata con la trasmissione, rapido e progressivo grazie al sistema di variazione continua di tipo CVT. La differenza rispetto ai sistemi CVT classici degli scooter è insita nello sfruttamento di un motorino passo-passo, che nella modalità di cambiata sequenziale, disponibile solo sulla Mana, permette al pilota di selezionare il rapporto inserito senza però dover azionare la leva della frizione, che infatti non è presente sull’Aprilia, sfruttando una cinghia per la trasmissione primaria e la catena per quella secondaria. In modalità sequenziale le due semipulegge del cambio CVT non si spostano in modo progressivo, ma su sette posizioni predefinite tramite un servomeccanismo.

A questo corrispondo i sette rapporti disponibili in modalità manuale. In modalità automatica ci sono invece tre diverse mappe: la Standard, per un uso quotidiano, che prevede un intervento del variatore che tende a mantenere il motore in corrispondenza della coppia massima, minimizzando i consumi, la Sport, che strutta il motore verso i regimi più alti, perfetta quindi per ottenere maggiore allungo e migliori doti di accelerazione, e la Rain, che eroga la potenza in modo particolarmente dolce, per evitare perdite di aderenza sulla ruota motrice in caso di eventuali fondi scivolosi.

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Su strada
Guidare una moto senza avvalersi dell’uso del cambio si può, ce lo dimostra con fascino e naturalezza la nuovissima proposta di casa Aprilia nel campo delle moto nude di media cilindrata. Si chiama Mana e conquista il suo pubblico con un design singolare e decisamente curato. Molto personale nelle linee estetiche, dominate dal grande serbatoio che nasconde “furbamente” al suo interno un ampio vano portaoggetti in cui si può addirittura riporre un casco integrale, permettendo così di usufruire dello stesso spazio di un bauletto senza le controindicazioni estetiche e dello spostamento dei pesi tipici di questo accessorio.

È la prima moto della storia in grado di unire in un solo mezzo i vantaggi di comfort e praticità tipici di uno scooter, come la mancanza del cambio e della leva frizione, proponendo così una guida più facile e confortevole, con un’impostazione di guida da moto “vera”, ben caricata sull’anteriore e dotata di sospensioni e freni di ottimo livello, che le donano una guidabilità e una maneggevolezza decisamente elevate. A colpire è proprio la risposta del motore, che lavora in perfetta simbiosi con il sistema di trasmissione, sempre rapido e progressivo, con un sistema di variazione continua di tipo CVT.

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Tale sistema consente di scegliere ben quattro modalità di intervento e di diverso funzionamento del cambio, dalla standard a quella sportiva, alla “rain”, fino a quella completamente manuale, tramite la quale le marce vengono richiamate in salita o in scalata con due pulsanti posti sulla blocchetto sinistro del manubrio. Per i più tradizionalisti la stessa operazione di selezione del rapporto può essere effettuata anche utilizzando il classico selettore del cambio a pedale che resta presente sulla moto.

L’accelerazione da fermo e le partenze dal semaforo diventano così il suo punto di forza, grazie anche alla grande coppia del bicilindrico a V di 90° da ben 839 cc e alla progressione immediata e senza cali o interruzioni al momento della cambiata. In città si apprezza il cambio automatico, che non costringe a continui azionamenti della leva della frizione nelle ripartenze da fermo, né all’uso del selettore a pedale.

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In curva emerge una buona solidità dell’anteriore e una valida capacità di piega, mentre le sospensioni ben frenate nella fase finale della corsa regalano una grande stabilità anche all’aumentare della velocità. La protezione aerodinamica si dimostra accettabile, soprattutto per il tipo di mezzo, mentre se si vuole contenere la mancanza di freno motore in fase di decelerazione è sufficiente posizionare il cambio sulla modalità manuale.

Basta guidarla per pochi metri perché la Mana riesca a convincere anche i motociclisti più scettici e integralisti sulla bontà delle sue scelte tecniche, convincendo gli amanti della guida su due ruote ormai stufi di alternare la guida dello scooter nel classico tragitto casa-ufficio a quella della moto durante le uscite domenicali. Non a caso sui passi delle dolomiti ci siamo tolti numerose soddisfazioni nella guida sportiva, tenendo con grande semplicità e poco impegno un ritmo difficilmente avvicinabile da sportive e motard che provavano tenere le nostre traiettorie per più di due tre curve.

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In inserimento infatti il freno motore quasi assente aiuta molto la discesa in piega e la velocità di ingresso in curva riesce a mantenersi sempre molto elevata, senza i classici rallentamenti in ingresso anche dopo aver mollato i freni. Praticamente impeccabili i nuovi pneumatici Pirelli Diablo Angel ST che equipaggiano di serie la Mana, rapidissimi nell’entrare in temperatura anche con temperature piuttosto rigide come quelle incontrate sui passi alpini, ed esenti da incertezze anche su fondi umidi o a bassa aderenza, mantenendo una buona stabilità anche in velocità e in frenata.

Unico piccolo neo della Mana in fase di uscita di curva, riaprendo completamente e con decisione il gas nelle pieghe più decise (quando in pratica la pedana sfiora il terreno) il piccolo effetto on off legato al “riattacco” della trasmissione automatica che scarica inizialmente in modo poco progressivo la potenza alla ruota tende ad innescare qualche piccolo scivolamento della ruota posteriore.

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Piace
Comfort di guida e frenata
Facilità di guida e stabilità
Vano porta casco
Geniale ne traffico e su strada

Non Piace
Limitata luce a terra
Codino poco filante

Scheda tecnica
Motore: 2 cilindri a V di 90°, 4T
Raffreddamento: a liquido
Cilindrata: 839 cc
Potenza: 76,1 CV (56 kW) a 8.000 giri/min
Coppia 73 Nm (7,45 kgm) a 5.000 giri/min
Alimentazione: iniezione elettronica, diametro del corpo farfallato singolo 38 mm
Capacità serbatoio carburante: 16 litri
Trasmissione: primaria a cinghia, finale a catena
Frizione: automatica centrifuga
Cambio: sequenziale a gestione elettronica
Telaio: a traliccio in acciaio
Sospensioni: ant. forcella rovesciata da 43 mm, post. forcellone con monoammortizzatore regolabile
Pneumatici: ant. 120/70 ZR17, post. 180/55 ZR17
Impianto frenante: ant. doppio disco flottante in acciaio da 320 mm, post. disco singolo in acciaio da 260 mm
Altezza sella: 800 mm
Interasse: 1.463 mm
Peso a secco: 203 kg
Prezzo: 10.550, euro

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17 commenti

Commenti dei lettori

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  • suppuione

    29 giu 2009 - 08:39 - #1
    0 punti
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    cosa sono le sospensioni “perforanti”?
    fanno i buchi sull’asfalto?

  • xandres

    29 giu 2009 - 08:44 - #2
    0 punti
    Up Down

    ducazzi io ancora aspetto le dichiarazioni di spies che schifa i bicilindrici…

  • Profilo di Antonioital

    Antonioital

    29 giu 2009 - 09:13 - #3
    0 punti
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    La migliore alternativa automatica al solito T MAX, anche per capacita’ di carico (vedi serbatoio-bauletto in grado di contenere un integrale) e in + ha un look sobrio che ben si abbina all’abbigliamento casual-chic ..

  • Moka Cream

    29 giu 2009 - 09:26 - #4
    -2 punti
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    Quel faro, da solo può anche andare, ma incastrato dentro quel cupolino, è osceno.

    Al contrario invece, riuscitissima esteticamente la versione GT della Shiver.

    Un’occasione persa.

  • Francesco R1

    29 giu 2009 - 09:39 - #5
    0 punti
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    bella
    io per la mia prox moto tuttofare (che poi uso principalmente in città) ci faccio un pensierino…

  • Lord Casco (quello vero!)

    29 giu 2009 - 09:49 - #6
    -2 punti
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    Belle borse, aerodinamiche ed integrate nella linea della moto.

    La gru per calarci sopra il passeggero la vendono come optional?

    Complimenti all’ingegnere che ha partorito tale gioiello, tale Stevie Wonder…

  • Profilo di mwinani

    mwinani

    29 giu 2009 - 11:10 - #7
    -1 punto
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    Ultimamente c’è la tendenza alla responsabilità globale.
    Ma pensate veramente che l’estetica, la forma e le dimensioni di cupolini, carene, borse e similari le decida un ingegnere? Al massimo qualcuno avrà sollevato obiezione per problemi ergonomici e con un sorriso, qualcuno del marketing o direzione lo avrà fanculizzato….

  • Profilo di dr_fumanchu

    dr_fumanchu

    29 giu 2009 - 11:39 - #8
    0 punti
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    bella ma soprattutto una goduria! Sono 20 anni che vado in moto e quando ho provato la mana (versione standard) mi sono divertito moltissimo! Mi sembrava di giocare con la playstation! una meraviglia il cambio al manubrio! Gli innesti poi erano perfetti e precisi! Bel lavoro aprilia!

  • Profilo di dr_fumanchu

    dr_fumanchu

    29 giu 2009 - 11:45 - #9
    4 punti
    Up Down

    P.S.
    se sulla carena avesse lo stemma bmw ne venderebbero a palate, e allora li nessuno a lamentarsi del prezzo!

  • Profilo di fabiovicenti

    fabiovicenti

    29 giu 2009 - 12:58 - #10
    0 punti
    Up Down

    #9
    Concordo in tutto!

  • GT750

    29 giu 2009 - 14:06 - #11
    0 punti
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    Ma scusate, le borse laterali sono degli aborti!! Borse della Givi create per moto con scarichi sottosella che tendono a snellire la linea rendendola più sottile. A quel punto potevano sistemarci delle normali valige, squadrate e ben capienti, almeno non facevano a pugni negli occhi con il retro della moto. Bella l’affermazione di un precedente post: il passeggero viene calato sulla sella con una gru….

    Saluti e lampeggi

  • micamale

    29 giu 2009 - 17:39 - #12
    0 punti
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    #7 niente di personale, vero?

  • Tony.naccaji

    29 giu 2009 - 18:48 - #13
    0 punti
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    Tutti quelli che hanno provato la mana, hanno evidenziato come maggio difetto la sospensione anteriore, dicendo che affonda troppo in staccata precludendo la guida sportiva. Strano che in questo articolo non si accenni nemmeno a questo difetto. Comunque io credo che se Aprilia vuole aggredire il mercato dei Maxi-Scooter debba togliere di mezzo i pedali…

  • Profilo di mwinani

    mwinani

    29 giu 2009 - 18:52 - #14
    -1 punto
    Up Down

    #12
    No no figurati ;-)

    Non è che me la prendo. E non mi friggono le budella perché quella situazione l’ho vissuta in prima persona, ma qualcuno ignora proprio quelli che possono essere i ruoli all’interno di una azienda. Come quelli che dicono che la Yamaha vincente la fa Burgess o Valentino…..

  • Profilo di mwinani

    mwinani

    29 giu 2009 - 18:53 - #15
    -1 punto
    Up Down

    Naccaji
    Quest’ultima versione o le vecchie? Perché magari l’hanno ritarata. A volte le moto dei giurnalisti c’hanno quel “qualcosa in più” ;-)

  • Lorenzo B.

    29 giu 2009 - 18:58 - #16
    0 punti
    Up Down

    X # 29
    confermo risposta della forcella ok.
    Comfortevole sulle buche e buona anche nella guida impegnativa,
    basta essere rotondi e non fare panic-stop e spostare il corpo indietro in frenata per poter vantare anche ottime staccate.
    ma in questo influisce molto il peso del pilota ovviamente..
    io peso 71kg, se ne pesassi 88 la forcella di sicuro sarebbe più morbida!
    :-)

  • Profilo di Ardito

    Ardito

    30 giu 2009 - 18:24 - #17
    0 punti
    Up Down

    quoto Dr. fumanchu. Ha detto tutto.

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