Il dibattito che si è aperto su Luca Marini, fratello di Valentino Rossi, ripropone un vecchio tema sempre attuale che, ovviamente, travalica lo sport e il motociclismo: essere “figli di papà” o essere “privilegiati” per ricchezza o conoscenze “giuste”, aiuta a “sfondare” o può trasformarsi in boomerang per la “pressione” e diventare addirittura un handicap?
Qui ci limitiamo al nostro “orticello”, il motociclismo, senza scomodare considerazioni di carattere sociologico, culturale, politico, ideologico. Chi è il pilota vero, il campione? Questa è la domanda. E questa è la risposta.
“Il pilota svolge una professione tremendamente seria: è permeata di rischi, comporta sacrifici, preparazione morale oltre che fisica, senza contare che tanta dedizione e tanta fatica, profusa senza risparmio, non sempre ottengono la giusta ricompensa. Conosco il modo di pensare dei piloti, le ansie, le gioie, gli scoramenti, la loro bruciante vita, fatta di lavoro, di ansimanti attese, di impegno, di aspirazioni inconfessabili per l’ascesa al successo.
E poi c’è la notorietà, eroico, terribile veleno, che bisogna saper assimilare con misurata saggezza. I piloti non si improvvisano, ma si formano affinando le loro doti naturali, fino a fonderle col mezzo meccanico, premessa fondamentale di ogni risultato. E’ un processo che costa tempo e denaro, molto rischioso, ma è l’unico valido per creare, dopo un serio tirocinio e una impietosa selezione, i grandi campioni”. Parole di uno che, di corse e di corridori, se ne intendeva: Enzo Ferrari.
Gli aiuti, i soldi, le amicizie che contano, le spinte, aiutano anche nel mondo delle corse. Ma si potrebbe citare tanti nomi a dimostrazione che tutto questo (soldi, amicizie, sostegni) non ha prodotto niente. Anzi, a volte, solo feroci delusioni e, purtroppo, anche incidenti e lutti. Come nella vita, la medaglia ha due facce.
I tre più grandi campioni del motociclismo sono Tazio Nuvolari, Mike Hailwood, Giacomo Agostini. Il primo era un garzone di bottega e diventò “Nivola” la leggenda per antonomasia delle due e delle quattro ruote. Il secondo era figlio di un miliardario di grande umanità (il commerciante ex pilota di bombardieri, Stan) e fu denominato “the bike”, che dice tutto. Il terzo, diciamo così, sta nel mezzo, figlio di un piccolo imprenditore di Lovere, diventò “Mino” per gli italiani e “Ago” per gli inglesi e i suoi 15 titoli mondiali resisteranno probabilmente a qualsiasi attacco.
Anche il fratello di Agostini, Felicino, tentò l’avventura delle corse. E lo fece quando Mino era un “potente”, il number one Yamaha nel motomondiale. Felice, buon manico, cavalcò le migliori 350 (ma non ufficiali) della Casa dei tre diapason, con il supporto di forti team e munifici sponsor. Non mancava nulla, ma i grandi risultati non arrivarono mai.
Così fu anche per Alberto Pagani, il figlio di Nello (campione del mondo nonché ds della Mv Agusta), che giunse fino a correre in squadra con Agostini, ma senza toccare i vertici.
Il padre di Renzo Pasolini era stato anche recordman mondiale, ma l’occhialuto riminese, per correre, dovette fare il collaudatore all’Aermacchi.
E John Surtees, da alcuni definito il più grande dei grandi, l’unico a vincere i mondiali in moto (sette!) e in Formula uno (con la Ferrari)? Garzone di bottega, per anni in sella a moto scalcinate, finchè al TT dell’Isola di Man non diede la paga alle MV Agusta quattro cilindri ufficiali con una Norton privat. E fu chiamato dal Conte a Cascina Costa.
La stragrande maggioranza dei piloti partì da zero: campioni del mondo come Umberto Masetti, Nello Pagani, Carlo Ubbiali (nove titoli), Tarquinio Provini, Libero Liberati e anche stranieri quali Geoff Duke, Gary Hocking, Jim Redman, Tom Phillis, Bil Ivy, Phil Read, Luigi Taveri, Angel Nieto (tredici titoli) dormivano nel paddok dentro il furgone fra moto, gomme e benzina.
Degli italiani del dopo Agostini, il “poker d’assi” Marco Lucchinelli, Virginio Ferrari, Graziano Rossi, Franco Unici, solo quest’ultimo era figlio di papà. Rossi “viveva” nel paddok dentro una 600 multipla e per iniziare a correre fece il barista sulle Dolomiti.
Barry Sheene stava un po’ meglio, ma Jonny Cecotto partì dal Venezuela con le pezze … Gli americani idem con patate, da Roberts senior, Mamola, Lawson, Spencer, tutti partiti da zero. Come gli australiani, da Findlay, Phillis, Carruthers, Gardner, Doohan e … Casey Stoner.
In Italia ci furono due-tre casi di figli (e figlie) di papà: ne nominiamo uno solo, il rampollo della dinastia Merloni, che però non raccolse allori e si fece pure male.
Chiudiamo con Valentino Rossi. Figlio di papà? Sì, di papà Graziano, ex ottimo funambolico pilota, conosciuto nell’ambiente (ma non sempre apprezzato), all’epoca sfortunato e squattrinato. Fino al primo mondiale Vale dormiva nel paddok in una camperino di seconda mano e tirava avanti con il contributo di pochi amici e piccoli sponsor.
I piloti non si dividono per “censo”. Ricchi o poveri, i piloti da sempre appartengono alla grande compagnia di ventura dei cavalieri del rischio: pronti a giocarsi la pelle per conquistare al tempo un decimo di secondo, per un brandello di gloria.
foto | Riders Blog
nofearsandro
25 set 2008 - 08:20 - #1Niente di più vero, è la vita: cè ki è fortunato e può dimostrare di esesre bravo (il campione) e ki non è fortunato e deve tirare a campare ogni giorno cercando di sopravvivere in mezzo ad ogni sorta di difficoltà.
putredine
25 set 2008 - 08:36 - #2campioni=specchio dei tempi.
Certamente la garetta la vince il binomio pilota-moto più forte TRA I PRESENTI.
Tuttavia io riscontro uno strano rapporto tra l’estrazione sociale dei “grandi” e le rispettive epoche.
Quasi come se in certi periodi fosse più vendibile un archetipo di vincente piuttosto che un altro…
Oggi c’è fame di mito “irraggiungibile”(non a caso si è tornati a nominare agostini che nessuno si filava più da un pezzo).
Certo,spesso causa ed effetto finiscono x intrecciarsi…cmq secondo me i campioni sono un mezzo per vendere:questo qualche “aggiustamento” lo provocherà sempre(con modalità diverse a seconda del periodo:pensiamo all’esempio biaggi-aprilia di questi giorni).
Poi,certamente,tra i presenti vince il binomio più efficace.
reo85
25 set 2008 - 08:40 - #3è vero che con solo i soldi e le spinte non si vince.
peccato che ormai in motogp si guardi molto + ai soldi che al talento, guardate melandri, che va in un team ufficiale che da quando è in motogp ha raccolto pochissimo piuttosto che andare in un team privato ma dai risultati migliori, solo per soldi.
e molti che offrono una sella ai piloti della 250 o sbk per via degli sponsor che hanno dietro.
avere i soldi non basta a vincere, ma a volte essere bravi non basta per iniziare a correre.
tra i nomi indicherei anche personaggi come Neukirchner che agli inizi prendeva ore di ferie dal lavoro per andare a fare le prove libere del prima delle gare.
Sound
25 set 2008 - 08:44 - #4be i soldi fanno sempre la differenza….
avere un setup migliore aiuta di molto…
uncle-ron
25 set 2008 - 08:44 - #5#2
Putredine, anche tu mi stupisci. Ti sei accorto di una correlazione tra “epoca storica” ed “estrazione sociale del pilota” a cui non ha fatto caso scrivendola chi la scriveva. In sostanza l’articolo si risponde da solo. Epoche diverse, regole diverse. Però questo attiene strettamente a “l’oppurtunità” per fare qualcosa. Poi fare i fatti è un’altra cosa, è questa è regola inossidabile. Ma viene comunque dopo “l’opportunità”
putredine
25 set 2008 - 09:03 - #6uncle,ti voglio conoscere!
Cmq,a dirla faceta…clienti si nasce,campioni si diventa. L’opportunità è un ticket che può essere più o meno accessibile a seconda del momento,ma se non hai abbastanza soldi(o merce di scambio) sei fuori.
King Franckie
25 set 2008 - 09:07 - #7cosa ho scatenato ieri??
dai magari un argomento interessante e diverso dal solito, delle diatribe isteriche sui piloti non se ne può piu infatti!
però è come se l articolo mancasse di una conclusione..non so.
è come se dicesse c’e tutto ed il contrario di tutto ma poi il valore del pilota è quello che conta?
a me sembra una tesi solo in parte vera ed il caso Villenueve è li a dimostrarlo, arrivò a conquistare il titolo mondiale di F1 (grazie ad una Williams stratosferica) quindi il massimo riconoscimento di valore sportivo ma in realtà non possiamo certo dire fosse un pilota di quel calibro, no?
e poi, quando hai le possibilità finanziarie o le strade aperte perche sei imparentato con qualcuno e c’e un interesse mediatico, hai la possibilità di emergere (nonostante magari la mancanza di un valore assoluto) mentre molti altri senza questo valore aggiunto nella maggior parte dei casi non emergeranno mai.
rinuccio
25 set 2008 - 09:19 - #8E’ ovvio… Rossi, padre e fratello, più per la fama, più per gli sponsor, più per la visibilità che Italia uno gli da…
Sono “privilegiati”
cacos4r
25 set 2008 - 09:21 - #9OVVIO che domande !!!!
se tutti i motociclisti avessero le possibilità per esprimersi in pista senza badare a spese…qualche talento uscirebbe fuori…me compreso! :) lOl
scherzi a parte, conta eccome!! anche iniziare con le 2 ruote a 4 anni….
vabè….accontentiamoci…
uncle-ron
25 set 2008 - 09:30 - #10#6
Non avendo mai insultato nessuno anche nei contrasti più duri, avendo sempre attaccato opinioni o comportamenti, mai le persone in quanto tali, non ho avuto in passato problemi a rendere visibile la mia e-mail e non ne ho di conseguenza neanche adesso. Ti indico quindi la mia nuova e-mail personale: uncleron64@gmail.com. Se ti punge vaghezza, scrivimi. Ciao
Moderatore
25 set 2008 - 09:38 - #11Vi preghiamo di non pubblicare commenti che divagano, conversazioni pesonali, attacchi e offese di qualsiasi genere, commenti fuori luogo. Siamo costretti a intervenire per moderare tutto quello che provoca rumore e distoglie la conversazione dal tema del post.
putredine
25 set 2008 - 09:38 - #12a presto zio! :)
putredine
25 set 2008 - 09:40 - #13ps-la mia è sul profilo,
Ciao moderatore!
zalex73
25 set 2008 - 09:45 - #14soldi in tasca piu talento sono sicuramente una accoppiata vincente.
Nonostante tutto si può arrivare anche con tanta passione tanta voglia e tanti…………….debiti.
Ma se manca il manico non ce portafoglio pieno che tenga
CS27
25 set 2008 - 09:56 - #15La domanda che secondo me bisogna porsi è: in questo sistema “sport” purtroppo corrotto da sponsor e soldi, quanti Rossi potrebbero esserci ma purtroppo non ci sono perché non hanno un padre che si chiama Graziano ?
Tra i piloti figli di nessuno non mi pare di aver letto il nome di Max Biaggi che si è fatto da solo come pochi altri.
Io penso che O soldi O figlio di papà in ogni caso se hai una di queste “fortune” fai strada, altrimenti, con il solo talento, è davvero difficile diventare qualcuno.
E badate bene: in ogni competizione, dalla F1 alla Superbike passando per la MotoGP MAI, dico MAI un pilota ha accettato di competere con un signor pilota NESSUNO parimezzo anche solo per gioco in pista.
Sarebbe davvero troppo “scandaloso” scoprire che per esempio il campione di SS600 britannico pari moto si mette dietro 12 piloti delle attuali MotoGP e lui tra 3 anni dovrà smettere perché non ha uno sponsor da 12 mln di € che lo porti in MotoGP.
Era per dire.
=:G!-!O:=
25 set 2008 - 09:58 - #16certo che aiuta vedi berluska che ha piazzato tutti i suoi amici e le sue donnine
=:G!-!O:=
25 set 2008 - 09:58 - #17ps e i suoi lecchini
ELEVATOR
25 set 2008 - 10:16 - #18e anche qui il giornalista si è fatto la domanda e si è dato la risposta da solo! Una volta, quando i soldi contavano poco nel mondo delle moto, tutti i volenterosi potevano partire da zero e farsi valere con risultati concreti a suon di trionfi, cadute e sorpassi spettacolari! Oggi, se hai il talento e ti ritrovi con pochi soldi, devi avere la fortuna di essere figlio d’arte o di conoscere la gente giusta! Vale Rossi sarà pur stato squattrinato, ma un po’ di porte aperte grazie al papi le ha avute…Stoner almeno era un poveretto australiano e i suoi genitori hanno fatto davvero tanti sacrifici!
Il mondo gira così e non ci possiamo fare niente…
stefano65
25 set 2008 - 10:17 - #19Puoi avere tutti i soldi e le “spinte” che vuoi, ma alla fine se non hai il manico non vinci. Vedi Pablo Nieto, Ralf Schumacher, ecc.
Certo che per il fratellastro di Valentino sarà dura, anzi, durissima. Per ora, oltre alle piste spianate, ha dimostrato una notevole capacità di guida. Staremo a vedere in futuro. E’ anche vero che puoi avere tutto il manico che ti pare, ma senza soldi e agganci è durissima. 1 su 1000 ce la fa con molti, molti, molti sacrifici, debiti e ipoteche (vedi i genitori di Capirossi “modestissimi” operai che ipotecarono la casa per 3 gare dell’Europeo nelle quali x loro fortuna Loris vinse……..e tutto ebbe inizio).
triker
25 set 2008 - 10:31 - #20Temo che “troppi” anche qui (come altrove)si nascondano dietro la mancanza di mezzi,usandola come scusa per giustificare una vita non al top. Nella vita bisogna sbattersi, e dare il meglio di se stessi, e se si ha un sogno bisogna crederci e sbattersi con ancora piu’ forza. Non tutti quelli che sono arrivati,nella vita o nello sport, erano figli d’arte.
I soldi e le raccomandazioni aiutano,indubbiamente,ma il buon Falcioni ha fatto una disamina perfetta;non tutti i “fortunati” emergono, e non tutti gli “sfortunati” restano al palo,ergo ……..lavorare lavorare lavorare
putredine
25 set 2008 - 10:50 - #21io ho un pessimo ricordo delle persone che(ormai tanti anni fa),mi permisero di mettergli in mano tutti i miei guadagni in cambio di moto buone per la demolizione con cui correre una gara sì e tre no.
Fare sempre meglio non è stata una fortuna.
Oggi vedo tutto con altri occhi,ho altri problemi e non ho mai avuto occasione di “proteggere” altri che si trovassero nella mia condizione di allora…
Però spesso mi domando una cosa:perché la stampa specializzata sorvola sempre sui costi REALI di una stagione agonistica nei vari campionati e discipline?
Perché un ragazzino “senza dote” deve andare a “farsi male”(in tutti i sensi possibili) col suo 600ino di serie comprato a rate…in gara con lo zainetto direttamente con la moto sul posto…con gomme dixxerda pagate a peso d’oro?
Difficilmente ad un operaio salta in mente di prendere il brevetto di volo…perché nelle corse di allora(e credo anche ora) ce n’erano un botto?
Non c’è bisogno di rubare i portafogli per essere dei ladri.
uncle-ron
25 set 2008 - 10:53 - #22#20
Dimentichi una cosa. Oggi per sfondare in qualsiasi sport, devi cominciare giovanissimo. Solo da bambino puoi stratificare a livello cerebro-spinale quegli automatismi di azione-reazione che sono oggi necessari, dato il livello tecnico raggiunto. Dopo che hai lavorato, lavorato, lavorato, è vero, potrai fare delle competizioni, ma ti toccano i trofei per “cummenda panzoni”, non certo la vera attività agonistica.
endurista non convinto
25 set 2008 - 10:54 - #23king non sono d’accordo sul discorso villenueve, figlio d’arte si, ma telentuoso, ha battuto schumacher mica nessuno all’ultima gara rischiando il tutto per tutto…mentre invece il grande grandissimo tedeschino..gli si è buttato di sopra ..campione lui?o chi lo ha battuto regolarmente?vedi..ci sono differenze..
oggi..lo sport motoristico..costa un fuoco di soldi ..a livello amatoriale..ti dico uan gara di enduro pur non avendone mai fatto..diciamo che ti costa tra gomme, cambio olio una manutenzione alle sospensioni cosi per essere sistemati per gareggiare, l’iscrizione alal gara, il trasporto della moto li…fai conto che ci vogliono 300 eurini cosi di botto..e se vinci..cosa difficilissima perche ce ne sono 50 persone che camminano piu di te …vinci un treno di gomme…praticamente hai impizzato 150 eurini per farti una foto ricordo..e parlo di una gara provinciale…
a sto punto meglio una motocavalcata…ci vogliono i soldini, manico e un c u l o pauroso oggi come oggi per primeggiare..anche nella smotazzata provinciale!
endurista non convinto
25 set 2008 - 10:57 - #24a sto punto..fai le cose in piccolo..almeno io faccio cosi..5-6 amici e ci ammazziamo come i folli…alla fine..ti prendi una bella granita al bar tutto sporco d iterra e torni a casa rilassatissimo perche hai fatto i tuoi bei sorpassi alla morte…male che vada..devi tornare sui monti a recuperare la moto in qualche vallone
Força 26
25 set 2008 - 10:59 - #25Dico la mia , avere una certa disponibilita’ di danaro dalla Famiglia o da Parenti , essere Parenti di Piloti di un certo livello sono tutti fattori che aiutano non poco ad avere nelle prime esperienze moto e materiali al top per ogni livello , credo pero’ che da un certo punto in poi se di talento non ne hai non si diventa Campioni e ci si fermi al livello che si merita.
putredine
25 set 2008 - 11:03 - #2620
…quanto al lavoro,poi…me me ricordo di compagni di gare(tipo un idraulico che faceva le trasferte all’estero di settimane o mesi e aveva 37 anni allora)…spesso avevano dei mezzi stratosferici ma provavano a capirne il funzionamento direttamente in gara:chiudendo la classifica.
No ragazzi,tutto questo è uno schifo e non succederebbe se fin da ragazzini “ce la contassero giusta”…molti di noi si sarebbero dati al podismo con 20 anni d’anticipo(a cominciare da me) :)
King Franckie
25 set 2008 - 11:15 - #27ENDURISTA
la mia su Villenueve figlio è una considerazione personale:
è stato messo su una monoposto a ruote scoperte a 18 anni (!!) e faticava molto a qualificarsi, poi negli anni approdò alla F1 e sappiamo bene come la Williams fosse due spanne sopra tutti, vinse un anno e poi??? e prima???
io non ho mai tifato Schumacher e ho condannato aspramente quella manovra estrema ed anti sportiva nei confronti del Canadese, ma Schumacher era fortissimo mentre l altro..scomparve.
e quando Kubica salì sulla monoposto del Canadese le prestazioni cambiarono radicalmente (e oggi ci rendiamo conto che il Polacco è diventato uno dei top rider, non figlio d ‘arte!)
altro esempio..proprio il fratello di Michael, Ralf: non so quanti danni fece (anche nei confronti del fratello!!) e quanti soldi prese negli anni (ricordo che era uno dei piu pagati!), non dimostrò mai alcun valore.
quindi, entrambi approdarono alla massima serie ed il primo perfino divenne campione del mondo,
le conoscenze, il nome, il capitale contano tantissimo, troppo.
benbogia
25 set 2008 - 11:17 - #28Quando Valentino ha cominciato a correre con la cagiva nell’sp,campionato italiano,dormiva sul camper di Borciani perchè era senza soldi..lo so perchè accompagnavo io Marco nelle prime sue gare!
putredine
25 set 2008 - 11:27 - #2928
In sp si usava così,tra i benestanti.
Gli altri in macchina o a casa,visto che correvano solo lì.
Ma dove vivi?
gigi85bzv
25 set 2008 - 11:28 - #30insomma quello che non è successo a Biaggi se fosse stato un raccomandato avrebbe vinto 10 mondiali
ricomincioda3
25 set 2008 - 11:42 - #31Certo che iniziare a correre a 4 anni, avere sempre a disposizione la possibilità di girare su tutti circuiti della moto gp sin da piccoli, con i migliori equipaggiamenti, le moto sempre ufficiali, i materiali di prim’ordine e una televisione nazionale che pur di fare odience e soldi è disposta pure a calpestare (moralmente) tutto e tutti pur di raggiungere il proprio obbiettivo e i propri interessi economici…bè…signori così tutti possono diventare campioni del mondo!!!….una, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, e forse, anzi quasi sicuramente anche otto volte campioni!!!!…è facilissimo che ce vo’!!!!!
Vincent te
25 set 2008 - 11:47 - #3228, non hai detto niente di nuovo… e poi uno che fà il campionato sp cosa dovrebbe pretendere? Sappi che quelli sono i primi passi che si muovono ed azzardare spese superflue quando ancora non si conosce il potenziale del pilotino… è inutile comprare un camper da 50mila euri, non ti pare? Anche perchè all’inizio si prende tutto per gioco, quando io andavo in pista con gli amici… si tiravano giù le moto dal forgò e ci dormivamo noi dentro in 3, con tanto di scorregge annesse… Ci mancherebbe che adesso si cominciano a far notare anche le differenze tra campionati sp e MotoGp… Chiudiamola qui va…
cheyenne
25 set 2008 - 11:58 - #33Mi sembra abbastanza ovvio per entrare in un certo giro oggi è molto più facile se ti chiama Luca Marini, Mitch Bayliss, Riccardo Capirossi o Hayes Edwards, piuttosto se ti chiami Mario Bianchi ed i tuoi genitori non hanno mai seguito una gara in vita loro e pensano che anche uno scooter sia pericoloso e non te lo comprono, già in casa hai il primo ostacolo da superare. Alla fine del percorso se il talento non c’è o non raggiungi certe aspettative o ti fai notare anche su un cancello, sei fuori o ti accontenti di correre in classi minori e non ci sono raccomandazioni o sponsors che tengono.
Vincent te
25 set 2008 - 12:01 - #34Ma, adesso voglio dire: anche se Rossi “figlio” non è che mi sia tanto simpatico… ma non vogliamo mica metterlo a confronto col padre? Anche perchè quell’essere non ha mai vinto una cippa in vita sua… è capace solo a far fuori i piccioli che gli regala Valentino… ma se paragoniamo le carriere dei due in foto e parliamo di analogie e vogliamo far capire che Valentino ha vinto perchè nel suo DNA ci sono tracce di campioni… Beh allora dico che il papà di questo ragazzo bisogna andare a cercarlo al trove…
Però c’è qualcosa che lo “incastra” le pagliacciate sono le stesse di papà Graziano… e qui la vedo dura!!!
Beh rimane l’altra parte della fabbrica, la mamma!
Forse è lei che ha i cromosomi giusti per fare un campione…
E allora verrà su bene anche l’altro fratellino di Vale…
Scoperto l’arcano, i complimenti per il campione allora vanno tutti a mamma Stefania!!!
bibbipilota
25 set 2008 - 12:28 - #35Valentino…..il re dei raccomandati….
quasi sempre col pacchetto migliore
aprilia125,aprilia250,honda500,gommaspeciale,poi il passaggio in yamaha con tutta la carica dei 101,poi le bridgeston……VABBE!!!!!
Fabio Medici
25 set 2008 - 13:41 - #36#27 King, villeneuve (j.) ha dimostrato piu di ralf schumacher direi. Che poi anche ralf, non certo bravo quanto michael, ha dimostrato di essere bravo, non certo un campione. Villeneuve al debutto vinse la gara, e non arrivò troppo distante da hill: e non dovrò ricordare chi era hill: un signore che stava battendo schumi prima di essere buttato fuori, un signore che su di una carretta targata arrow umiliò tutti gli altri pilloti in ungheria…Per dire…La wiliams era al top, ma anche i piloti andavano…E’ chiaro che il titolo 1997 lo meritava piu schumi che villeneuve….come è chiaro che villeneuve non è stato un campionissimo, ma un ottimo pilota si
JayRock
25 set 2008 - 13:44 - #37Dai siamo onesti però…
AMMETTIAMO che il talento ci sia e uno si sbatta per correre e farsi vedere…però questo quando può succedere?Non penso che uno a 5-6 anni si metta da solo su una moto e vada a girare…dovrà come minimo averne 18 e confrontarsi con gente che gira in pista già da 10 anni. Fare tutto da solo senza sapere nulla e lavorare solo per quello!
Gli sport motoristici sono per ricchi…o per chi ha avuto fortuna e talento assieme…
Rossi è un talento naturale…come pochi altri…il resto sono gente che è stata messa li da piccola e ha sviluppato una grande capacità di andare in moto! Di questi priviliegiati c’è il caso Rossi che è anche un talento naturale….ma come lui ce ne sono altri in giro…? Secondo me si…
bibbipilota
25 set 2008 - 14:16 - #38che rossi sia bravo nn lo mette in dubbio nessuno e sicuramente chi lo fa nn ci capisce niente
a quei livelli (a parere mio) sono tutti dei fortissimi piloti…..
poi c è chi fin da 3 anni inizia a correre con le minimoto e ha un bel cognome dietro che lo aiuta ad avere aiuti e spintarelle nel mondo dei Gp…..
poi c è chi senza cognome e senza aiuti a 18 anni si è reso conto che su una moto riusciva ad andare molto meglio di chiunque altro
Corsaro Nero
25 set 2008 - 14:52 - #39Io la penso come Força 26,nel mondo dei motori avere una famiglia ricca alle spalle aiuta molto,all’inizio devi mettere tu i soldi poi se sei bravo arrivano gli sponsor,conosco gente che ha manico da vendere ma che non ha una lira e si è fermata alla garetta per vincere un prociutto.
King Carl # 1
25 set 2008 - 14:53 - #40caspita se le spinte aiutano! non ci sarebbe nemmeno da chiederlo perchè è più che scontata la cosa. Proprio Rossi a parte le sue indubbie doti di fuoriclasse, è uno di quelli che già nell’italiano 125 SP riceveva certe spinte, sia dalla sua (unica) super-Cagiva ufficiale by Lusuardi, che anche dal “palazzo” che in fase di verifiche tecniche chiudeva più di un occhio. Poi ovviamente se hai un padre famoso è normale che le amicizie non mancano ne per avere moto buone e nemmeno per trovare gli sponsor che ti fanno arrivare lontano.
casey
25 set 2008 - 15:07 - #41un aiuto per inserirsi in quel mondo ci vuole e lo sanno tutti. se si hanno soldi si hanno sempre piu probabilità di entrarci….
cmq nn basta avere i soldi x diventare grandi piloti.
un conto è vicere gare e mondiale, un conto è correre in un team discreto ma facendo risultati penosi xkè nn si ha la bravura ma i soldi
simosp01
25 set 2008 - 21:13 - #42Mi ricordo di un Tuttomoto del 91 in cui Rossi prova la Honda 125 GP UFFICIALE del Team Pileri in compagnia di Ueda,Gresini e Capirossi.
Il padre di Rossi non e’ mai stato uno squatrinato HA SEMPRE GIRATO in PORSCHE..ne ha distrutte 7/8 negli anni e conservava le carcasse dietro casa.
lamentino_piangino
25 set 2008 - 22:25 - #43il talento è fondamentale per sfondare, ma è ovvio che ha più possibilità di entrare nel giro chi ha i soldi/conoscenze giuste, piuttosto che il fantozzi di turno