Quartararo, tra illusioni e realtà: la difficile domenica di Goiania

Fabio Quartararo chiude il weekend di Goiania con un 16° posto, tra illusioni della Sprint Race e problemi tecnici della Yamaha M1 V4.

Quartararo, tra illusioni e realtà: la difficile domenica di Goiania
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Massimiliano Vetrone
Pubblicato il 23 mar 2026

Il weekend di Goiania si è rivelato particolarmente impegnativo per Fabio Quartararo, che dopo un promettente sesto posto nella Sprint Race si è dovuto accontentare di un deludente sedicesimo nella gara principale. Le difficoltà incontrate dal pilota francese hanno ancora una volta messo in evidenza le criticità della Yamaha, in particolare della sua M1 V4, confermando come la casa giapponese sia lontana dai livelli di competitività richiesti per emergere ai vertici della Motogp.

Il fine settimana brasiliano è iniziato sotto buoni auspici, con Quartararo capace di strappare una sesta posizione nella breve e intensa Sprint Race. Un risultato che aveva acceso qualche speranza all’interno del box Yamaha, ma che si è rivelato un fuoco di paglia. La gara lunga, infatti, ha riportato a galla tutte le difficoltà di una moto che, seppur ricca di potenziale in alcuni frangenti, mostra ancora limiti strutturali che ne penalizzano la performance sulla distanza.

La partenza della gara domenicale non è stata all’altezza delle aspettative: lo stesso Fabio Quartararo ha sottolineato come la partenza sia stata meno incisiva rispetto a quella del giorno precedente. A complicare ulteriormente la situazione, la scelta di utilizzare marce più lunghe, pensata per ottimizzare la gestione della potenza, si è rivelata un’arma a doppio taglio. Da un lato, la moto ha mostrato una maggiore stabilità nei tratti veloci, ma dall’altro ha evidenziato una certa carenza di potenza, specialmente in uscita di curva, un punto cruciale nelle gare della Motogp.

Tuttavia, il problema più grave emerso nel corso della gara è stato quello legato alla gomma posteriore. Quartararo non ha nascosto la sua frustrazione, spiegando come il degrado della gomma abbia inciso pesantemente sul ritmo gara, costringendolo a gestire con attenzione ogni accelerazione e ogni ingresso in curva. Questo aspetto si è rivelato determinante, facendo precipitare il pilota francese nelle retrovie e annullando ogni possibilità di rimonta.

La situazione è stata ulteriormente complicata dalla decisione della direzione gara di ridurre il numero di giri pochi minuti prima della partenza. Una scelta che, se da un lato poteva sembrare favorevole per limitare l’usura degli pneumatici, dall’altro ha tolto ai piloti la possibilità di attuare strategie di gestione e di recupero progressivo. Per chi, come Fabio Quartararo, era già alle prese con una moto difficile da interpretare sulla lunga distanza, la riduzione dei giri ha rappresentato un ulteriore ostacolo, azzerando le chance di adattamento durante la corsa.

Le dichiarazioni del pilota francese al termine del weekend sono state chiare e senza mezzi termini: la Yamaha resta una “moto laboratorio”, ancora lontana dalla competitività delle migliori rivali. Il lavoro di sviluppo sulla M1 V4 si concentra soprattutto sulla gestione della potenza in uscita di curva e sulla tenuta della gomma posteriore, due aspetti che continuano a rappresentare il vero tallone d’Achille del progetto. La sensazione, all’interno del team di Iwata, è che servano interventi tecnici rapidi e mirati per colmare il gap con le altre case.

Nonostante la delusione per il risultato finale, Fabio Quartararo ha dimostrato grande lucidità e determinazione, consapevole che ogni gara rappresenta un banco di prova per testare nuove soluzioni e raccogliere dati preziosi per il futuro. Il weekend di Goiania si è così trasformato in un importante campanello d’allarme per la Yamaha, chiamata ad accelerare il processo di sviluppo per offrire al proprio pilota una moto finalmente all’altezza delle sue ambizioni.

Guardando avanti, la sfida è chiara: il team dovrà lavorare con decisione su ogni dettaglio, dalla distribuzione dei pesi alla gestione elettronica, passando per l’ottimizzazione della ciclistica e delle strategie di gara. Solo così sarà possibile restituire a Fabio Quartararo la possibilità di esprimere tutto il suo talento e di tornare a lottare per posizioni di vertice nella Motogp. Nel frattempo, il weekend brasiliano rimane una tappa fondamentale di un percorso di crescita che, pur tra difficoltà e delusioni, può rappresentare la base su cui costruire un futuro più competitivo.

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