MotoGP, Álex Márquez racconta il duello con Marc: “Sembrava un karting”

Álex Márquez racconta il duello con Marc a Misano: rimonta dal nono posto, gestione delle gomme e una sfida decisa sul ritmo.

MotoGP, Álex Márquez racconta il duello con Marc: “Sembrava un karting”
F C
Fabio Chiarani
Pubblicato il 14 set 2026

Un secondo posto costruito a forza di sorpassi, ritmo e gestione delle gomme. Álex Márquez lascia Misano con un podio pesante, arrivato dopo una rimonta dalla nona posizione e soprattutto dopo un confronto diretto con il fratello Marc Márquez nelle fasi decisive del GP di San Marino.

Il pilota Gresini non partiva con l’obiettivo dichiarato di giocarsi la vittoria. Dopo una qualifica complicata, le aspettative erano decisamente più prudenti. La gara, però, ha raccontato una storia diversa: Álex ha trovato subito un passo molto competitivo e si è riportato rapidamente verso le prime posizioni.

Il problema è che recuperare terreno ha avuto un prezzo. Energia fisica e pneumatici sono stati messi sotto pressione fin dai primi giri, due elementi che hanno poi condizionato le possibilità di attaccare Marc nel finale.

Álex Márquez, rimonta dal nono posto a Misano

La posizione sulla griglia era il primo grande ostacolo. Álex Márquez scattava nono dopo l’errore commesso in qualifica e, alla vigilia della gara, considerava già un quarto posto come un risultato particolarmente positivo. Le sensazioni in sella alla Ducati Gresini hanno cambiato rapidamente i programmi.

Il ritmo è stato elevato fin dalle prime tornate, con diversi passaggi sull’1:31 basso e alcuni giri sull’1:30 alto. Álex ha quindi iniziato a recuperare, ma per farlo ha dovuto chiedere molto sia alla moto sia al proprio fisico.

Lo stesso pilota ha ammesso di aver utilizzato molta energia e molto pneumatico nella prima fase della corsa. Una scelta praticamente obbligata per chi parte in mezzo al gruppo e deve effettuare numerosi sorpassi prima di poter pensare alla gestione.

C’era anche un altro aspetto da tenere sotto controllo: non esagerare.

Dopo alcuni Gran Premi nei quali il podio era sfumato per errori o episodi sfavorevoli, Álex sapeva di non potersi permettere una caduta. Nei primi giri ha sentito di avere il ritmo per attaccare, ma ha dovuto anche imporsi di non superare il limite.

La rimonta lo ha comunque portato fino al gruppo di testa, dove ha trovato Marc Márquez e Jorge Martín.

La pressione della gomma anteriore cambia il duello

Raggiungere i primi non significava automaticamente poterli superare. Una volta entrato nella scia di Marc e Martín, Álex ha dovuto fare i conti con un problema tipico della MotoGP moderna: l’aumento della pressione e della temperatura dello pneumatico anteriore.

Quando una moto resta a lungo dietro a un’altra, riceve meno aria fresca sulla gomma e questo può modificarne il comportamento. Per il pilota significa avere meno margine soprattutto nelle staccate e negli inserimenti in curva.

Álex ha raccontato di essersi accorto immediatamente della situazione. Davanti, inoltre, Marc sembrava avere ancora qualcosa da utilizzare.

La svolta è arrivata quando il numero 93 ha superato Jorge Martín. Álex ha impiegato circa un giro e mezzo in più per liberarsi dell’Aprilia e questo ha permesso a Marc di costruire un piccolo vantaggio.

Una volta conquistata la seconda posizione, il pilota Gresini ha ritrovato aria pulita e ha potuto gestire meglio la gomma anteriore. Ma a quel punto Marc Márquez aveva già preso qualche metro di margine.

Ed è proprio lì che è iniziata la parte più particolare della sfida.

“Era il gatto e il topo”: Marc controllava il vantaggio

Álex provava ad aumentare il passo e Marc rispondeva. Quando il ritmo del numero 73 calava leggermente, anche quello del fratello sembrava adeguarsi.

Una situazione che Álex ha descritto come una sorta di “gatto e topo”, arrivando a paragonare il confronto a una sessione di allenamento insieme sui kart.

Secondo il pilota Gresini, Marc disponeva ancora di circa un decimo di margine e riusciva a utilizzarlo quando serviva. La distanza è così rimasta contenuta, senza però offrire ad Álex una vera occasione per preparare il sorpasso.

La differenza, in definitiva, potrebbe essere stata costruita ancora prima della gara. Álex ha riconosciuto che partire più avanti gli avrebbe consentito di utilizzare meno gomma e meno energie nella rimonta. Con una posizione migliore in qualifica, il confronto per la vittoria avrebbe potuto svilupparsi in modo differente.

Il secondo posto resta comunque un risultato importante. Nelle gare precedenti, Álex Márquez aveva visto sfumare diversi podi per singoli episodi: dalla caduta in Germania all’errore di Silverstone, passando per una partenza complicata ad Aragón.

A Misano, invece, è riuscito a mettere insieme un fine settimana concluso con un risultato concreto. Un podio che assume ancora più valore dopo la precedente lesione rimediata a Montmeló e che premia anche il lavoro della squadra Gresini.

Per Álex l’obiettivo adesso è dare continuità a questo livello di competitività nella parte conclusiva della stagione. Saranno anche le ultime gare della sua esperienza con Gresini Racing, squadra dalla quale vuole congedarsi nel migliore dei modi.

Misano ha dimostrato che il passo per stare davanti c’è. Per trasformare un secondo posto in una vittoria, però, servirà soprattutto evitare di dover ricostruire la gara partendo così indietro: contro un Marc Márquez capace di controllare ritmo e margine giro dopo giro, anche pochi metri persi possono diventare decisivi.

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