Monopattini elettrici, Codacons chiede la proroga dell’obbligo targa

Codacons chiede al Governo di prorogare l’obbligo di targa per i monopattini elettrici a causa dei ritardi nelle consegne dei contrassegni.

Monopattini elettrici, Codacons chiede la proroga dell’obbligo targa
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Marianna Bortevi
Pubblicato il 18 mag 2026

L’obbligo della nuova targhetta identificativa per i monopattini elettrici continua a creare polemiche e forti tensioni tra cittadini, società di sharing e associazioni dei consumatori. A pochi giorni dall’entrata in vigore della norma, il Codacons chiede ufficialmente al Governo una proroga, denunciando ritardi diffusi nel rilascio dei contrassegni da parte delle Motorizzazioni.

Secondo l’associazione, migliaia di utenti rischiano infatti di trovarsi improvvisamente fuori legge pur avendo presentato regolarmente la richiesta entro i termini previsti.

Una situazione che potrebbe generare non soltanto multe salate, ma anche una vera e propria valanga di ricorsi contro le sanzioni.

Ritardi nelle targhe dei monopattini elettrici

Il nodo principale riguarda i tempi di consegna delle nuove targhette obbligatorie. Secondo il Codacons, molte pratiche risultano ancora inevase in diverse città italiane, con il rischio concreto che i contrassegni arrivino soltanto dopo il 17 maggio, data in cui è ufficialmente scattato l’obbligo.

Il problema coinvolge sia i privati sia le flotte di monopattini sharing.

L’associazione sottolinea infatti come migliaia di cittadini abbiano effettuato correttamente la richiesta entro le scadenze previste ma non abbiano ancora ricevuto materialmente la targhetta.

In questi casi, gli utenti rischierebbero comunque multe fino a 400 euro pur non avendo responsabilità dirette nei ritardi amministrativi.

Una situazione che sta alimentando forti proteste soprattutto nelle grandi città dove la micromobilità elettrica è ormai diventata parte integrante degli spostamenti quotidiani.

Sharing a rischio: migliaia di mezzi potrebbero fermarsi

Le criticità riguardano in modo particolare il settore dei monopattini in sharing. Secondo quanto riportato dal Codacons, circa 15.000 richieste relative ai mezzi condivisi sarebbero ancora in attesa di completamento.

Questo significa che numerosi monopattini potrebbero risultare formalmente irregolari nonostante le società abbiano già avviato tutte le procedure richieste.

Il rischio concreto è quello di uno stop forzato per migliaia di mezzi sharing, con conseguenze pesanti soprattutto nei grandi centri urbani dove questi servizi vengono utilizzati quotidianamente da studenti, lavoratori e turisti.

Per gli operatori del settore il problema non è soltanto economico, ma anche organizzativo. Bloccare parte delle flotte significherebbe infatti ridurre drasticamente la disponibilità dei mezzi e creare ulteriori difficoltà nella gestione della mobilità urbana.

Codacons: “Serve subito una proroga”

Per evitare il caos, il Codacons chiede quindi al Governo un intervento immediato attraverso una proroga dell’obbligo.

Secondo l’associazione dei consumatori, l’attuale situazione rischia di scaricare sui cittadini problemi burocratici e ritardi non dipendenti dagli utenti stessi.

Il timore è che migliaia di automobilisti e utilizzatori dei monopattini possano trovarsi costretti a presentare ricorsi contro eventuali multe ricevute pur avendo rispettato le procedure previste dalla legge.

Una prospettiva che potrebbe congestionare ulteriormente il sistema amministrativo e generare nuove polemiche attorno alla regolamentazione della micromobilità elettrica.

Il Codacons sottolinea inoltre la necessità di garantire certezze sia agli utenti privati sia agli operatori del settore sharing prima di procedere con controlli e sanzioni.

Multe fino a 400 euro e controlli ancora incerti

Chi circola senza la nuova targhetta obbligatoria rischia attualmente sanzioni che possono arrivare fino a 400 euro.

Una cifra considerata molto elevata soprattutto in una fase di transizione ancora così confusa.

Resta inoltre da capire come verranno effettuati concretamente i controlli sul territorio. Le forze dell’ordine dovranno infatti verificare la presenza e la leggibilità delle targhette sui monopattini privati e su quelli sharing, in un contesto dove molti mezzi potrebbero risultare temporaneamente privi del contrassegno per motivi burocratici.

Il rischio evidenziato dalle associazioni è quello di un’applicazione disomogenea della norma, con cittadini sanzionati nonostante abbiano già avviato la procedura di richiesta.

La micromobilità resta al centro del dibattito

Negli ultimi anni i monopattini elettrici sono diventati protagonisti delle città italiane, ma insieme alla loro diffusione sono aumentate anche le discussioni su sicurezza, controlli e regolamentazione.

L’introduzione della targhetta obbligatoria nasce proprio con l’obiettivo di migliorare identificazione e responsabilità degli utenti. Tuttavia l’avvio della misura sta mostrando tutte le difficoltà di una transizione organizzata in tempi molto stretti.

Nei prossimi giorni sarà quindi decisivo capire se il Ministero deciderà di intervenire con una proroga oppure confermerà l’obbligo senza modifiche.

Nel frattempo cresce la preoccupazione sia tra gli utenti sia tra gli operatori sharing, con il timore che il nuovo sistema possa trasformarsi rapidamente in un caos amministrativo e in una raffica di sanzioni contestate.

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