Monopattini elettrici, metà dei mezzi rischia multe fino a 400 euro

Scatta l’obbligo della targhetta per i monopattini elettrici, ma circa metà dei mezzi sarebbe ancora senza contrassegno regolare.

Monopattini elettrici, metà dei mezzi rischia multe fino a 400 euro
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Massimo Schimperla
Pubblicato il 18 mag 2026

È ufficialmente entrato in vigore il nuovo obbligo della targhetta identificativa per i monopattini elettrici, ma la situazione sulle strade italiane appare già estremamente complicata. Secondo le prime stime diffuse dalle associazioni di categoria, circa il 50% dei mezzi circolerebbe ancora senza il nuovo contrassegno obbligatorio, con il concreto rischio di multe fino a 400 euro.

Una situazione che sta rapidamente trasformandosi in un nuovo caso nazionale tra ritardi burocratici, problemi tecnici e proteste rivolte direttamente al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Il tema riguarda sia i monopattini privati sia quelli delle flotte in sharing, con migliaia di utenti che rischiano di trovarsi improvvisamente fuori regola nonostante le difficoltà legate alla distribuzione delle nuove targhette.

Obbligo targhetta: metà dei monopattini sarebbe ancora senza contrassegno

Secondo quanto dichiarato dalla Motorizzazione Civile, sarebbero già stati consegnati oltre 100.000 contrassegni senza particolari ritardi nella distribuzione.

Una versione che però viene contestata dalle società di sharing e dalle associazioni di settore. Assosharing, che rappresenta gran parte degli operatori di micromobilità, sostiene infatti che la situazione reale sia molto diversa.

Su una flotta nazionale stimata tra 55 e 60 mila monopattini a noleggio, soltanto circa 35.000 mezzi avrebbero già installato correttamente la targhetta obbligatoria. Per quanto riguarda i monopattini privati, il quadro sarebbe addirittura peggiore.

Secondo le associazioni, quindi, circa un monopattino su due risulterebbe oggi tecnicamente fuori legge.

Una percentuale enorme che rischia di generare confusione sia tra gli utenti sia tra le forze dell’ordine chiamate a effettuare i controlli.

Il problema degli adesivi: si staccano facilmente

Uno dei punti più critici riguarda la qualità tecnica delle nuove targhette. Secondo Assoutenti, infatti, il sistema adesivo utilizzato presenterebbe numerosi problemi pratici.

Il contrassegno dovrebbe essere applicato direttamente sul mezzo, ma l’aderenza non sarebbe sempre efficace, soprattutto su superfici curve, ruvide oppure realizzate in plastica porosa.

Le vibrazioni continue tipiche dei monopattini elettrici, insieme a pioggia, sporco e sbalzi termici, rischierebbero inoltre di deteriorare rapidamente la targhetta fino a renderla illeggibile.

Il problema diventa ancora più delicato considerando che il contrassegno è progettato per essere anti-manomissione. In pratica, una volta rimosso tende a rompersi e frammentarsi, costringendo il proprietario a richiedere una nuova targhetta a proprie spese.

Per questo motivo diverse associazioni chiedono già modifiche al sistema attuale.

Associazioni e operatori chiedono una proroga

La situazione ha spinto numerose organizzazioni a chiedere un intervento immediato del Ministero dei Trasporti.

Assoutenti propone ad esempio l’introduzione di soluzioni alternative più resistenti e pratiche, come targhette rigide avvitabili oppure sistemi identificativi digitali tramite QR-code.

Anche il Codacons ha chiesto ufficialmente una proroga dell’obbligo, sostenendo che molte pratiche risultino ancora inevase e che numerosi utenti non abbiano ricevuto in tempo il contrassegno.

Secondo l’associazione dei consumatori, il rischio è quello di scaricare sui cittadini responsabilità derivanti da ritardi e problemi organizzativi non dipendenti dagli utenti stessi.

Una situazione che ricorda quanto già accaduto in passato con altre normative introdotte senza una fase di transizione sufficientemente lunga.

Multe fino a 400 euro: cresce il rischio “stangata”

Il nodo principale resta naturalmente quello delle sanzioni. Chi viene fermato senza la nuova targhetta rischia infatti multe che possono arrivare fino a 400 euro.

Una cifra molto elevata considerando che in molti casi il problema potrebbe dipendere semplicemente dalla mancata consegna del contrassegno oppure da difetti tecnici dell’adesivo.

Per questo motivo cresce il timore di una vera e propria “stangata” a danno di migliaia di utenti.

Molti osservatori sottolineano inoltre che il sistema dei controlli rischia di diventare estremamente complesso da gestire. Tra monopattini privati, sharing e adesivi deteriorati, verificare rapidamente la regolarità dei mezzi potrebbe non essere così semplice.

La micromobilità continua a dividere

La vicenda delle targhette obbligatorie riporta ancora una volta al centro il dibattito sulla regolamentazione della micromobilità urbana in Italia.

Negli ultimi anni i monopattini elettrici sono diventati protagonisti delle città italiane, ma parallelamente sono aumentate anche polemiche legate a sicurezza, parcheggi selvaggi e convivenza con pedoni e automobilisti.

L’introduzione della targhetta obbligatoria nasce proprio con l’obiettivo di aumentare tracciabilità e controlli, ma l’avvio della nuova normativa sembra già evidenziare diverse criticità operative.

Nei prossimi giorni sarà quindi fondamentale capire se il Ministero deciderà di intervenire con eventuali proroghe o modifiche tecniche per evitare che il nuovo obbligo si trasformi rapidamente in un caos amministrativo e in una raffica di multe per migliaia di utenti.

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