Honda NC750X e Africa Twin: la prova del cambio DCT
Kate Murphy racconta l'esperienza con il DCT Honda su NC750X e Africa Twin: modalità, vantaggi, criticità e suggerimenti pratici per sfruttare al meglio il cambio doppia frizione.
Quando l’innovazione tecnologica si fonde con l’esperienza pratica, il risultato può essere sorprendente: è quanto emerge dal racconto della giornalista Kate Murphy, che dopo 27 anni di guida e oltre 300.000 miglia percorse, si è trovata a mettere in discussione ogni certezza maturata sulla guida motociclistica. Il motivo? L’incontro con il cambio automatico a doppia frizione sviluppato da Honda, provato su due modelli radicalmente diversi. L’esperienza diretta sulla NC750X 2019 e sulla Africa Twin ES 2021 ha portato a una riflessione profonda: il pregiudizio che vede i sistemi automatici come un semplice compromesso è ormai superato. Se utilizzato consapevolmente, il DCT rappresenta una vera e propria evoluzione tecnica, capace di elevare sicurezza, comfort e prestazioni.
Quando la memoria muscolare incontra la tecnologia
L’inizio del percorso di Murphy con il cambio doppia frizione è segnato da un ostacolo naturale: la forza dell’abitudine. Dopo quasi tre decenni di guida manuale, la memoria muscolare si rivela difficile da riprogrammare. Nei primi test in modalità “Drive”, emergono alcune criticità: cambi di marcia anticipati e risposte non sempre pronte, una sensazione che molti motociclisti tradizionali possono facilmente comprendere. Tuttavia, il vero punto di svolta arriva con la scoperta della modalità Sport 2, che svela il carattere modulare del sistema. Il DCT non è una soluzione statica, ma una tecnologia adattabile, capace di offrire mappature diverse a seconda delle esigenze di guida. Capire come sfruttare queste modalità è fondamentale per apprezzare a pieno le potenzialità offerte.
Benefici tangibili nella guida quotidiana
Attraverso l’utilizzo costante, Murphy individua una serie di vantaggi che vanno ben oltre la mera comodità. Il cambio automatico mantiene la moto stabile in posizione neutra durante le soste, offre passaggi di marcia praticamente impercettibili e, soprattutto, garantisce sempre la marcia ideale in situazioni di emergenza. Questo si traduce in accelerazioni immediate senza la necessità di scalare manualmente, un vantaggio non trascurabile nel traffico cittadino o durante sorpassi improvvisi. In questi contesti, sicurezza e fluidità di guida risultano notevolmente potenziate, offrendo un’esperienza più rilassata e al tempo stesso più reattiva.
Consigli pratici e limiti da considerare
Naturalmente, anche la tecnologia più avanzata presenta delle criticità. In modalità “Drive”, il sistema tende a selezionare rapporti troppo alti a bassa velocità, complicando manovre lente come le inversioni a U. La soluzione suggerita da Murphy è quella di preferire la modalità Sport 2 in queste situazioni, facendo affidamento sul freno posteriore per mantenere il controllo. Un’altra sfida è rappresentata dall’istinto di cercare la frizione o la leva del cambio, un retaggio della guida manuale che richiede tempo e consapevolezza per essere superato. È un processo di adattamento che ogni motociclista dovrà affrontare, ma che apre la strada a un nuovo modo di vivere la moto.
Coerenza di sistema tra i modelli Honda
Il passaggio dalla NC750X all’Africa Twin ES 2021 conferma la maturità del sistema DCT. Anche sulla maxi-enduro, la tecnologia si distingue per fluidità, adattabilità a diversi carichi e capacità di affrontare ogni tipo di terreno. Queste caratteristiche rafforzano la convinzione che i futuri modelli a vocazione turistica di Honda — come una possibile evoluzione della NT1100 — avrebbero molto da guadagnare dall’adozione di questa soluzione tecnica. La coerenza e l’affidabilità dimostrate rappresentano un punto di forza strategico per il marchio giapponese.
Una tecnologia che parla a due pubblici
Il cambio doppia frizione si rivela un alleato prezioso per chi cerca praticità e serenità alla guida, ma costituisce anche una sfida stimolante per i puristi del cambio manuale. La chiave sta nell’apertura mentale e nella volontà di sperimentare le diverse mappature, in particolare quelle sportive, che sanno restituire brividi e piacere di guida senza sacrificare il controllo. Dal punto di vista industriale, Honda utilizza questa tecnologia per ampliare l’attrattiva dei propri modelli, soprattutto nel segmento turistico e commuter, offrendo soluzioni che uniscono innovazione e facilità d’uso.
In definitiva, il cambio automatico non sottrae emozioni alla guida: al contrario, può potenziarle, soprattutto sotto il profilo della sicurezza e della gestione del traffico. La vera differenza la fa la conoscenza delle diverse modalità e la capacità di adattare consapevolmente il proprio stile di guida. Solo così è possibile sfruttare al massimo una tecnologia che, ormai, rappresenta il futuro della mobilità su due ruote.