Ducati offrì un contratto MotoGP a Chaz Davies: lui disse no

Chaz Davies racconta il clamoroso rifiuto a Ducati MotoGP nel 2008: preferì continuare a correre negli Stati Uniti invece di fare il collaudatore.

Ducati offrì un contratto MotoGP a Chaz Davies: lui disse no
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Massimo Schimperla
Pubblicato il 25 mag 2026

Nel motorsport ci sono occasioni che sembrano impossibili da rifiutare. Una di queste arrivò a Chaz Davies nel 2008, quando Ducati gli propose un contratto ufficiale come collaudatore MotoGP. Eppure il pilota gallese disse no.

Una scelta che all’epoca lasciò sorpresi molti addetti ai lavori, compreso l’allora boss Ducati Livio Suppo, convinto che nessun giovane pilota avrebbe rinunciato a un ruolo ufficiale nel team più competitivo del momento. Davies, invece, aveva idee diverse sul proprio futuro.

Ducati voleva Davies nel progetto MotoGP

Per capire questa storia bisogna tornare alla stagione 2007. In quel periodo Chaz Davies stava correndo negli Stati Uniti nel campionato AMA dopo anni complicati trascorsi tra varie categorie del Motomondiale.

L’occasione arrivò durante il weekend MotoGP di Laguna Seca, quando Alex Hofmann si infortunò lasciando libera una Ducati del team D’Antin. Davies venne chiamato quasi all’improvviso per sostituirlo e sorprendere tutti con prestazioni molto convincenti nonostante l’esperienza praticamente nulla sulla Desmosedici.

Quelle apparizioni bastarono per attirare l’attenzione di Ducati e soprattutto di Livio Suppo, all’epoca uno degli uomini chiave del progetto MotoGP di Borgo Panigale. A inizio 2008 arrivò quindi la proposta ufficiale: diventare collaudatore del team Ducati MotoGP.

Il clamoroso rifiuto di Chaz Davies

Per molti piloti sarebbe stato il contratto della vita.

All’epoca Ducati dominava la MotoGP con Casey Stoner e il ruolo di tester ufficiale aveva un’importanza enorme, soprattutto durante l’era Bridgestone, quando lo sviluppo tecnico delle moto era fondamentale. Davies però rifiutò l’offerta.

Lo stesso pilota gallese ha raccontato recentemente il retroscena durante il podcast Paddock Pass:

“Livio Suppo mi disse che ero pazzo a rifiutare quel lavoro”.

Secondo Davies, la decisione non dipendeva dai soldi o dal prestigio del ruolo, ma da qualcosa di molto più semplice: voleva continuare a gareggiare davvero.

“Volevo correre, non fare test”

Il gallese ha spiegato di non aver mai amato particolarmente il lavoro da collaudatore. Dopo diversi anni difficili lontano dai riflettori, sentiva il bisogno di tornare a vivere l’adrenalina delle gare, dei sorpassi e della pressione della domenica.

“Mi piace semplicemente correre. È nelle gare che tiro fuori il meglio”.

Davies temeva inoltre che accettare quel ruolo lo avrebbe intrappolato definitivamente nel lavoro di sviluppo tecnico, allontanandolo dalla possibilità di diventare nuovamente pilota titolare in un campionato importante.

Per questo preferì continuare il proprio percorso agonistico negli Stati Uniti invece di passare giornate intere a girare in circuiti vuoti durante i test privati.

Una scelta rischiosa che alla fine funzionò

Col senno di poi, la decisione si rivelò corretta. Negli anni successivi Davies tornò infatti in Europa, conquistò il titolo mondiale Supersport nel 2011 e successivamente diventò uno dei piloti di riferimento del Mondiale Superbike.

Prima con BMW e poi proprio con Ducati, il gallese si trasformò in uno dei pochi piloti capaci di mettere realmente pressione a Jonathan Rea durante il dominio Kawasaki.

Paradossalmente, dopo aver rifiutato Ducati MotoGP, Davies sarebbe poi diventato uno dei piloti più importanti della storia recente del marchio in Superbike.

Il paragone con Michele Pirro

Nel raccontare la propria scelta, Davies ha citato anche Michele Pirro, storico collaudatore Ducati MotoGP. Secondo il gallese, Pirro ha costruito una carriera straordinaria lavorando dietro le quinte nello sviluppo delle Desmosedici, ma quello non era il tipo di vita che desiderava per sé stesso. Davies voleva continuare a sentirsi un pilota da gara a tutti gli effetti, anche correndo campionati meno prestigiosi rispetto alla MotoGP.

Oggi Davies lavora ancora con Ducati

Ritiratosi dalle corse alla fine del 2021, Chaz Davies continua comunque a collaborare con Ducati. Oggi il gallese lavora soprattutto come analista video e supporto tecnico per i piloti, mettendo a disposizione la propria esperienza ai giovani talenti del marchio italiano.

Guardando indietro, resta però inevitabile chiedersi cosa sarebbe successo se nel 2008 avesse accettato quel famoso contratto Ducati MotoGP. Una decisione che, almeno secondo Livio Suppo, sembrava pura follia.

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