BMW Vision CE, spuntano gli airbag per le gambe: lo scooter col tetto si avvicina?
BMW continua a lavorare sul Vision CE: un nuovo brevetto mostra speciali airbag laterali pensati per trattenere le gambe del conducente in caso di incidente.
La BMW Vision CE potrebbe non essere destinata a rimanere soltanto un esercizio di stile. Un nuovo brevetto mostra infatti l’evoluzione di uno scooter molto simile al concept elettrico presentato nel 2025, con una novità decisamente particolare: airbag laterali progettati per trattenere le gambe del conducente in caso di incidente. Non è ancora la conferma dell’arrivo di un modello di serie, ma è un altro indizio del lavoro che BMW sta portando avanti attorno a questa insolita idea di mobilità urbana.
Il punto di partenza resta quello mostrato all’IAA Mobility 2025. La Vision CE utilizza una struttura tubolare che circonda il conducente, abbinata a una seduta con cintura di sicurezza. BMW ha presentato il concept come una soluzione capace di offrire protezione senza richiedere il tradizionale abbigliamento tecnico e il casco. Il prototipo dispone inoltre di una funzione che permette al veicolo di mantenersi in equilibrio anche da fermo.
Una formula che ricorda inevitabilmente la vecchia BMW C1, ma reinterpretata nell’era della mobilità elettrica.
BMW Vision CE, a cosa servono gli airbag per le gambe
Il problema affrontato dal nuovo brevetto è piuttosto concreto. Se il conducente viene trattenuto sul sedile e protetto da una struttura tubolare, cosa succede alle gambe durante un impatto?
La cellula del Vision CE rimane infatti aperta lateralmente. In caso di incidente, una gamba potrebbe spostarsi verso l’esterno della zona protetta, aumentando il rischio di entrare in contatto con il terreno o di rimanere intrappolata tra lo scooter e la strada.
BMW avrebbe pensato a un sistema relativamente semplice nel principio, ma decisamente particolare nell’applicazione. L’airbag è collocato lateralmente sotto la coscia del conducente e, quando viene attivato, si sviluppa verso l’alto seguendo una forma curva. In questo modo avvolge parzialmente la parte superiore della gamba e contribuisce a mantenerla vicina alla seduta.
L’obiettivo non è quindi quello di creare un classico cuscino frontale come sulle automobili. Qui l’airbag diventa soprattutto un elemento di contenimento del corpo.
Trattenendo le cosce, il sistema dovrebbe limitare anche lo spostamento della parte inferiore delle gambe e aiutare il conducente a mantenere i piedi sulle pedane. Il risultato atteso è una minore possibilità che gli arti finiscano fuori dalla struttura protettiva durante una caduta o un impatto.
Uno scooter elettrico che vuole sostituire una piccola auto
È proprio questo sistema a rendere interessante l’evoluzione del progetto. La BMW Vision CE non cerca semplicemente di diventare uno scooter più sicuro. L’idea è più radicale: creare una sorta di punto d’incontro tra la praticità di una due ruote e alcuni elementi di protezione tipici dell’automobile.
La struttura tubolare rappresenta il cuore del progetto. BMW la definisce una “cage” e la abbina alla seduta con cintura di sicurezza. Il design rimane volutamente aperto, quindi siamo molto lontani da una microcar o da un abitacolo completamente chiuso.
Anche la funzione di bilanciamento automatico da fermo va letta in questa direzione. Il Vision CE è stato progettato per mantenersi in equilibrio sulle due ruote senza richiedere l’appoggio del cavalletto e, soprattutto nell’utilizzo urbano, una soluzione del genere potrebbe rendere più semplici fermate e ripartenze.
Per chi utilizza quotidianamente lo scooter nel traffico, il vantaggio teorico sarebbe evidente: salire, allacciare la cintura e partire, con un mezzo elettrico compatto ma dotato di una struttura di protezione decisamente più importante rispetto a quella di uno scooter tradizionale.
Resta però da capire come un eventuale modello di serie verrebbe omologato e quali regole si applicherebbero nei diversi mercati, soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo del casco.
Dal BMW C1 al Vision CE: un’idea che torna dopo oltre 20 anni
In realtà BMW percorre questa strada da parecchio tempo. Il riferimento più evidente è il BMW C1, arrivato sul mercato nel 2000.
Anche in quel caso il concetto ruotava attorno a una struttura protettiva e a un sistema di ritenuta del conducente. Il progetto non ebbe però una lunga carriera commerciale e la produzione terminò nel 2003. BMW tornò successivamente sull’idea con il prototipo elettrico C1-E del 2007, senza arrivare alla produzione.
Il Vision CE rappresenta quindi una reinterpretazione moderna di quella filosofia. Cambiano il design e soprattutto la tecnologia: propulsione elettrica, sistemi elettronici e nuove soluzioni di sicurezza permettono oggi di affrontare il problema in maniera molto diversa.
Il nuovo brevetto aggiunge un tassello interessante perché i disegni mostrerebbero anche alcune differenze rispetto al concept originale, comprese modifiche ai pannelli visibili e una diversa configurazione del gruppo propulsore. Sono elementi che fanno pensare a un progetto ancora in evoluzione e potenzialmente più vicino a una configurazione realizzabile industrialmente.
Attenzione, però: un brevetto non equivale all’annuncio di un nuovo modello. BMW potrebbe semplicemente voler proteggere una soluzione tecnica senza poi utilizzarla su un veicolo destinato alle concessionarie.
Per il momento, infatti, il Vision CE resta ufficialmente un concept e BMW non ha comunicato prezzo, autonomia, prestazioni o una data di commercializzazione. Sul sito dedicato al progetto viene ancora indicato come veicolo non in vendita.
Gli airbag per le gambe mostrano però che dietro quella particolare gabbia tubolare potrebbe esserci molto più di un semplice prototipo da salone. E se BMW decidesse davvero di riportare su strada l’erede elettrico del C1, la sfida sarebbe interessante: convincere chi oggi si muove in città con uno scooter, ma anche chi cerca un’alternativa compatta a una piccola automobile.