Bici in Italia: perché le vendite calano ma la produzione vola?
Il mercato delle biciclette in Italia nel 2025 segna un calo delle vendite, crisi nel retail specializzato, ma l’industria mostra resilienza e export in crescita.
Il mercato bici italiano si trova oggi in una fase di grande trasformazione, sospeso tra segnali di crisi e manifestazioni di resilienza. Il 2025 si è rivelato un anno particolarmente complesso per l’intero comparto, che ha dovuto affrontare sfide inedite e ripensare strategie di fronte a una congiuntura non favorevole. I dati forniti da ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) fotografano una situazione a doppia velocità: da un lato la sofferenza del mercato interno, dall’altro una vitalità produttiva e commerciale che mantiene il settore tra le eccellenze del made in Italy.
Nel dettaglio, le vendite complessive di biciclette ed e bike in Italia nel 2025 hanno raggiunto 1.303.000 unità. Un numero che, tuttavia, nasconde profonde differenze tra canali distributivi e tipologie di prodotto. Il segmento più colpito dalla crisi è stato quello del retail specializzato, che ha visto un calo del 14% nelle vendite di biciclette a pedalata assistita e dell’8% per le tradizionali. Un dato che evidenzia il crescente peso della grande distribuzione organizzata e delle piattaforme online, sempre più centrali nelle scelte di acquisto degli italiani. Questo cambiamento degli equilibri commerciali sta ridisegnando la mappa del mercato bici nazionale, mettendo in discussione la tenuta di un sistema che, fino a pochi anni fa, poggiava su una rete capillare di negozi specializzati.
Nonostante queste difficoltà, il comparto produttivo mostra una sorprendente capacità di reazione. La produzione biciclette tradizionali è cresciuta del 6%, raggiungendo quota 1.805.000 unità. Questo incremento è accompagnato da un dato altrettanto positivo: l’export biciclette italiane ha segnato un +11%, con 1.042.000 pezzi venduti oltre confine. Il valore delle esportazioni è salito da 276 a 317 milioni di euro, confermando il ruolo di primo piano dell’Italia nel panorama internazionale della bici. In netta controtendenza, invece, l’import biciclette è diminuito drasticamente (-28%), un segnale che indica una maggiore autosufficienza della filiera nazionale e una minore dipendenza dai mercati esteri.
Sul fronte delle e bike, però, il quadro appare più critico. La produzione di questi mezzi innovativi ha subito una flessione del 17%, mentre l’export è crollato del 20,7%. Anche i valori commerciali risultano in calo, complici le difficoltà legate alla diffusione di veicoli non conformi alle normative vigenti. Proprio questa presenza di prodotti non regolamentati rappresenta uno dei principali ostacoli allo sviluppo del settore, rendendo urgente una revisione e un rafforzamento delle regole per garantire la sicurezza e la qualità dell’offerta. Un intervento normativo più severo è auspicato dagli operatori, che vedono nella chiarezza legislativa una leva fondamentale per rilanciare la mobilità ciclistica e favorire la transizione verso una mobilità più sostenibile.
Nonostante le criticità, la bilancia commerciale complessiva del comparto rimane in attivo, con un saldo positivo di 172 milioni di euro. Un risultato reso possibile anche grazie alla spinta della componentistica, settore che si conferma dinamico e competitivo. Le esportazioni di componenti hanno toccato i 550 milioni di euro, segnando una crescita del 14,5% rispetto all’anno precedente. Questo segmento rappresenta un valore aggiunto per l’intera filiera, rafforzando il posizionamento italiano sui mercati esteri e contribuendo in modo significativo al saldo commerciale positivo.
Il presidente di ANCMA, Mariano Roman, ha definito il 2025 come “uno degli anni più difficili” per il settore. Le sue parole sottolineano la necessità di politiche mirate a rafforzare il mercato interno, proteggere il retail specializzato e promuovere regole chiare e condivise per lo sviluppo della mobilità ciclistica. Solo attraverso un’azione coordinata sarà possibile superare le attuali criticità e rilanciare il mercato bici italiano, mantenendo viva una tradizione di eccellenza che tutto il mondo ci invidia.