Moriwaki Kawasaki 1000: la regina delle Endurance cerca proprietario

La Moriwaki Kawasaki PEM Endurance 1000 del 1977, guidata anche da Mike Trimby, sarà battuta all'asta il 22/02/2026 a Stoneleigh Park con stima 8-10k £.

Moriwaki Kawasaki 1000: la regina delle Endurance cerca proprietario
F C
Fabio Chiarani
Pubblicato il 23 gen 2026

Un autentico pezzo di storia motociclistica si prepara a cambiare proprietario: una rarissima Moriwaki Kawasaki PEM Endurance 1000 del 1977, protagonista delle più celebri gare di durata del mondo, sarà battuta all’asta il 22 febbraio 2026. L’evento si terrà nella suggestiva cornice di Stoneleigh Park, durante il prestigioso Race Retro 2026, e rappresenta un’occasione imperdibile per chi desidera mettere le mani su un esemplare che ha segnato mezzo secolo di competizioni internazionali.

La base d’asta fissata a ottomila sterline, con una stima massima di diecimila, rende questa moto un oggetto da sogno per appassionati e collezionisti. Non si tratta di una semplice due ruote d’epoca, ma di una leggenda capace di attraversare i circuiti più iconici: dalle impegnative 8 Ore di Suzuka fino al celebre Bol d’Or, passando per Daytona e il leggendario TT dell’Isola di Man. Un palmarès che racconta la storia stessa delle endurance, in un’epoca in cui la tecnologia e il coraggio dei piloti si fondevano per spingere al limite l’affidabilità e la velocità.

Il fascino di questa Endurance 1000 risiede anche nei nomi che ne hanno scritto la storia. Dietro il manubrio si sono alternati piloti di caratura internazionale, come Mike Trimby, oggi alla guida dell’IRTA ma con un passato da pilota di altissimo livello. Accanto a lui, si sono susseguiti talenti come Marty Lunde, Jim Wells e Asa Moyce, tutti protagonisti di gare che hanno lasciato il segno nel panorama motociclistico mondiale. Questa successione di campioni testimonia non solo il valore sportivo della moto, ma anche la sua capacità di eccellere nelle prove più dure e selettive.

Sul piano tecnico, la moto è il risultato di una sinergia rara tra ingegneria giapponese e progettazione europea. Il cuore pulsante deriva dalla celebre Kawasaki Z1, un propulsore che ha fatto la storia delle maxi giapponesi, ma qui reinterpretato e potenziato dagli specialisti della Moriwaki Kawasaki per affrontare le sfide estreme delle gare di durata. L’alimentazione è affidata ai carburatori Keihin CR, scelti per la loro capacità di garantire erogazione costante e affidabilità anche sulle lunghe distanze. Il telaio, invece, è opera delle officine parigine PEM, fondate da Daniel Vouillon ed Édouard Morena, e progettato specificamente per resistere alle sollecitazioni termiche e meccaniche delle gare endurance.

La carriera agonistica di questa moto si estende dalla fine degli anni Settanta ai primi anni Ottanta, un periodo in cui ha calcato con continuità le piste più impegnative prima di fermarsi per decenni. L’attuale proprietario ha effettuato un restauro rispettoso dell’originalità, mantenendo intatta la patina del tempo e documentando ogni intervento con ricevute, configurazioni tecniche e un ricco archivio storico che ne certifica la provenienza e la storia agonistica.

Per chi sogna di possedere un frammento autentico della storia delle due ruote, questa Moriwaki Kawasaki rappresenta un’opportunità rara, capace di coniugare valore sportivo e fascino collezionistico senza raggiungere le quotazioni proibitive di altre moto d’epoca. L’ampia documentazione e il legame con figure iconiche come Mike Trimby accrescono ulteriormente il valore di questa proposta all’asta, anche se il mantenimento e la reperibilità dei ricambi originali possono rappresentare una sfida per i futuri proprietari.

Cosa rende una moto come questa più di un semplice mezzo da corsa? La risposta sta nella sua capacità di incarnare lo spirito di un’intera epoca. Gli anni Settanta, rappresentati da questa Endurance 1000, sono stati il teatro di una straordinaria collaborazione tra la tecnologia all’avanguardia giapponese e la raffinata ingegneria europea, un connubio che ha dato vita a soluzioni innovative e vincenti. Oggi, questa moto si presenta come una testimonianza vivente di un modo di progettare e correre ormai scomparso, dove la ricerca del compromesso tra nazioni e discipline tecniche portava a risultati eccezionali e duraturi.

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