Moto3, “lacrimina” di papà Simoncelli: pole di Antonelli e Suzuki 3°

Antonelli super sul bagnato: pole al rientro dopo il doppio infortunio di Misano! 3° il compagno di box Suzuki

I figli del Sol Levante sono meticolosi e se prevedono pioggia, pioggia è. Così il sabato di Motegi è un sabato bagnato. E la pista, a seconda degli umori di Giove Pluvio, o è allagata o è lucida d’acqua o è semplicemente umida, comunque da gomme rain. Dunque qualifiche Moto3 con tempi alti, non per questo meno significativi, perché il “bagnato” fa parte delle corse, capace di fare selezione, premiando e punendo. Al dunque, però, non piove (troppo), anche se l’asfalto è lucido come il mare e traditore. Bravi tutti i piloti, che già in queste condizioni stare in piedi è un’impresa. Ma doppio bravo a Niccolò Antonelli, che al suo rientro non ancora fisicamente ok dopo il pesante doppio infortunio di Misano, passato dalla Q1, centra una perentoria pole (2.09.293), terzo miglior tempo stagionale - distaccando di soli 86 millesimi Lopez, funambolo acquatico, e di tre decimi (+0.337) il compagno di squadra Suzuki, da far brillare gli occhi a Paolo Simoncelli proprio nell’anniversario speciale di quell’indimenticabile 19 marzo 2008 quando il Sic conquistò il titolo di campione del Mondo. Già.

L’interesse è però incentrato sulle prestazioni e sulle posizioni in griglia importanti per la gara di domani dei contendenti al titolo, Dalla Porta e Canet su tutti, poi Arbolino e lo stesso Antonelli, di cui sopra. Il leader della classifica, con un ultimo giro non senza rischi, agguanta il sesto tempo (+0.811), ultima casella di una seconda fila di tutto rispetto, con davanti Garcia (+0.407) e Yurcenko (+0.401) e dietro Kornfeil (+0.863), primo della terza fila. E il vessillifero del Team di Max Biaggi, l’avversario number one del pilota pratese, Aron Canet? Nel mezzo della terza fila, 8° tempo (+0.866) davanti a Celestino Vietti con gap di oltre il secondo (+1.071). Dalla Porta e Canet hanno dato uno strappo a fine turno per guadagnare posizioni in griglia ma senza correre eccessivi rischi, con la pista traditrice, i 19 gradi di temperatura dell’aria e i 22 gradi dell’asfalto liscio come il ghiaccio e duro come l’acciaio. E Arbolino? Non pervenuto. Un mezzo disastro, 27esimo tempo che vuol dire affidarsi domani alla buona stella per ribaltare una situazione che ha preso una brutta china. Sullo stesso piano (inclinato) il compagno di squadra Romano Fenati, anche lui rientrato dopo il recente infortunio, ma con il polso sinistro che ancora non va e non permette al pilota ascolano di esprimere il proprio potenziale. Peccato. Peggio ancora Dennis Foggia, 29° tempo, penultimo. Domani è un altro giorno. Si vedrà.

  • shares
  • Mail