SBK Argentina, piloti in sciopero. Bautista vince Gara1 con 12 partenti!

Sbk caos. Al momento del via di Gara 1, 6 piloti non si sono presentati sulla linea di partenza. Il motivo dello “sciopero”? L’asfalto scivoloso della nuova pista di San Juan ritenuto pericoloso. Sanzioni in vista?

La Wsbk fa notizia. Finalmente! Non per il ritorno alla vittoria in Gara 1 nel GP d’Argentina di Alvaro Bautista sulla Ducati V4 battendo il neo pluri iridato Jonathan Rea, ma per una gara con 12 piloti partecipanti, il numero più basso mai registrato in una corsa mondiale delle derivate di serie. Per la cronaca, lo spagnolo che la prossima stagione correrà in Sbk con Honda dopo aver perduto con la Rossa V4 questo mondiale considerato troppo presto già vinto, centra così la sua 16esima vittoria (21 podi) tenendo aperto il Mondiale costruttori, che per la Casa di Borgo Panigale sarebbe un contentino, ma meglio di niente. Ma veniamo al dunque, all’astensione dalla corsa di 6 piloti (Eugene Laverty del Team Go Eleven Ducati, Leon Camier e Ryuichi Kiyonari del Team Honda Moriwaki Althea, Chaz Davies Ducati ufficiale, Marco Melandri e Sandro Cortese Team Yamaha GRT) i quali al momento di schierarsi al via di Gara 1, non si sono presentati sulla linea di partenza. Il motivo dello “sciopero”? L’asfalto scivoloso della nuova pista di San Juan ritenuto pericoloso.

Una protesta dal sapore di beffa perchè, così, i piloti sono passati dalla ragione al torto, dividendosi fra loro anche per i condizionamenti (minacce?) dei rispettivi Team a loro volta richiamati al… dovere dal promoter Dorna. Dopo le qualifiche Superbike tutti i piloti, meno Bautista e Rinaldi, avevano minacciato il forfait per cui Dorna e Fim si sono prodigati per convincere i Team a far schierare i loro piloti per Gara1. Dopo altri conciliaboli a suon di non troppo velate minacce e poco convincenti lusinghe fra gli organizzatori e le squadre e fra queste e i piloti, sei corridori alla fine hanno comunque deciso di non partire. La sicurezza prima di tutto, si dirà. Con il fronte dei piloti ancora una volta divisi fra loro: comunque la si guardi, una gran brutta figura che si fa beffa del pubblico sugli spalti e davanti alla tv e non tiene conto degli interessi economici del campionato, in particolare del business della stessa Dorna e delle Case motociclistiche, delle aziende sponsor ecc. in Argentina e in Sud America.

Comunque Gara 1 si è disputata lo stesso, ufficialmente omologata, apparentemente valida sul piano agonistico e senza incidenti, forse anche per la .. “prudenza” dei piloti che hanno scelto traiettorie “sicure” senza esagerare nei duelli alla baionetta. E adesso? Quali decisioni prenderanno i Team nei confronti dei loro piloti cha hanno dato forfait e come Dorna e Fim “puniranno” i corridori scioperanti prima (o dopo?) della Garetta di domenica mattina e del finale di Gara2 di domenica pomeriggio? Fatto sta che la Sbk ripropone se stessa, con il suo potenziale inficiato negativamente da una gestione Dorna-Fim che, come stavolta in Argentina, rasenta, oltre al ridicolo, il caos. La telenovela prosegue. I sei piloti che si sono rifiutati di prendere parte a Gara1 in un lungo comunicato si giustificano: “La pista non era sicura”. Qui non siamo in un tribunale, non si tratta di emettere sentenze. I regolamenti ci sono anche in Sbk e vanno applicati. Si tratta di sapere chi decide che cosa. Il rischio è dei piloti e su tutto va preservata la loro sicurezza in pista. Ma le garanzie di sicurezza spettano a Dorna e a Fim che hanno anche il compito di garantire l’effettuazione delle gare. Altrimenti, oltre a perdere la credibilità, la Sbk (e chi la gestisce) perde anche la faccia.

  • shares
  • Mail