SBK Thai: Bautista-Ducati, marcia trionfale.

Un bel duello iniziale con Rea anche in testa prima di metà gara ma una battaglia persa, perché impari, con il campione del mondo letteralmente bruciato sul dritto...

SBK Thai: Bautista-Ducati, marcia trionfale.

E quattro! Quattro gare quattro vittorie la dicono lunga, anzi dicono tutto, sulla superiorità del binomio Ducati V4-Bautista in questo inizio del WSBK 2019. Un campionato pompato dal tam-tam mediatico dalla vista corta e al guinzaglio dei padroni del vapore e dintorni che fin qui si è dimostrato senza storia.

Dopo Gara 1 del GP di Thailandia sull’inutile circuito di Buriram con tre rettifili taglia emozioni persino il binomio Rea-Kawasaki, dominatore delle ultime quattro stagioni, ha dovuto alzare bandiera bianca nei confronti di un pilota di qualità come il… “rookie” in SBK Bautista in sella a una Rossa-missile, assolutamente fuori tiro sin dalla Superpole da record.

Va dato atto a Rea, superbo e di più, di averci subito provato, fino al rovente contatto al quarto passaggio, cercando ogni possibile spiraglio e sfruttando anche la sbavatura iniziale del suo nuovo avversario spagnolo che è riuscito miracolosamente a evitare la scivolata.

SBK Thai: Bautista-Ducati, marcia trionfale.

Un bel duello iniziale con Rea anche in testa prima di metà gara ma una battaglia persa, perché impari, con il campione del mondo letteralmente bruciato sul dritto. Onore ad Alvaro Bautista, già ottimo in MotoGP, capace di adattarsi egregiamente alla nuova cavalcatura e al nuovo campionato. La nuova V4 di Borgo Panigale apre però l’interrogativo sul potenziale delle altre sue tre moto in pista anche se quella ufficiale ce l’ha solo Davies, oggi scivolato, ma l’ombra di se stesso rispetto alle stagioni precedenti.

Caduto anche Laverty con l’altra V4, pare per un problema tecnico (freni?) mentre Rinaldi, qui debuttante, chiude ottavo a 27 secondi, proseguendo il non facile iter del noviziato. Dopo Bautista e dopo Rea, che comunque nel finale ha tirato opportunamente i remi in barca, il deserto: Lowes terzo con gap di 14 secondi. Quindi l’altra Yamaha di Van Der Mark davanti alla verdona ufficiale di Haslam non in palla come a Phillip Island, ma capace di superare Melandri su una Yamaha toro imbizzarrito anche sul dritto.

Onore a Ducati che ha fatto debuttare sin dal primo round di Phillip Island un “missile” in un contesto tecnico dove i regolamenti pensati e imposti per livellare e creare show in pista, alla fine hanno peggiorato la situazione, cambiando solamente il nome del binomio trionfatore. Nel 2018, con la Kawasaki depotenziata (taglio di 1100 giri motore), c’erano stati tre vincitori diversi nelle prima quattro corse.

SBK Thai: Bautista-Ducati, marcia trionfale.

Oggi, come noto e come scritto all’inizio, Bautista e Ducati hanno centrato quattro colpi su quattro, dominando. Non solo. I ritorni in veste ufficiale di grandi Case quali Honda e Bmw, con moto adeguate, si sono fin qui dimostrati al di sotto delle aspettative per non dire un buco nell’acqua. Dato il blasone della marca giapponese e di quella tedesca non resta che aspettare e sperare nella resurrezione.

Di questo passo, la mannaia dei regolamenti colpirà anche Ducati, tagliando dopo tre round vittoriosi, i giri motore al V4, gran propulsore che, a dirla tutta, spinge la moto più forte in velocità di punta, capace di esprimersi al meglio sia al massimo dei giri ma anche in basso, con una straordinaria erogazione della potenza.

Quando si imporrà anche alla Rossa il tetto dei giri al V4, la musica potrebbe cambiare. Qui torna la domanda? Ma così, è vero sport? Qual è il valore tecnico di una gara e di un campionato se il cavallo più veloce viene “azzoppato” perché va troppo forte e gli avversari non riescono a raggiungerlo? Il dibattito è aperto.

La garetta di domenica mattina prima di Gara 2, di soli 10 giri, rimuoverà i bussolotti ma difficilmente, alla fine, cambierà il vincitore. Di sicuro non cambierà i valori in campo. Dorna pare soddisfatta. Lo sono anche tutte le Case impegnate – a cominciare dalla Kawasaki - nel WSBK e tutti i piloti? E il pubblico?

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