Decreto Sviluppo: ABS obbligatorio da subito

Il Decreto Legge n.179 del Governo Monti (che la stampa nazionale identifica con il nome di 'Decreto Sviluppo') contenete una serie di misure concernenti vari settori che intendono stimolare la ripresa economica, è stato approvato ieri dal Senato della Repubblica. Tra le varie norme incluse nel provvedimento, ce n'è anche una particolarmente interessante per il mondo delle due ruote, che si preannuncia però alquanto controversa: l'introduzione dell'ABS obbligatorio almeno come 'optional' per tutti gli scooter, motocicli e tricicli di cilindrata pari o superiore a 125 cc messi in vendita sul territorio italiano.

L'elemento che rende questa nuova norma motivo di polemica, soprattutto da parte dei costruttori, è che tale obbligo scatterebbe immediatamente dopo l'approvazione del testo da parte di entrambe le camere, che nel disegno del governo dovrebbe avvenire entro e non oltre il 18 Dicembre (anche se in queste ore la situazione istituzionale italiana appare quanto mai instabile). Infatti, secondo quanto riportato dall’articolo 34 comma 38 del testo in esame al Parlamento, per "tutti i veicoli di nuova immatricolazione a due e tre ruote" sarà "obbligatoria l'offerta" dell'ABS "tra le dotazioni opzionali a disposizione dell’acquirente".

E' chiaro che l'immediata entrata in vigore di tale norma renderebbe praticamente 'illegale' buona parte dei modelli attualmente in vendita Italia, e questo si tradurrebbe in un 'colpo mortale' per diverse aziende del settore, già messe a dura prova dal pessimo andamento del mercato in questo prolungato periodo di crisi economica. Per dotare un veicolo di ABS infatti occorre pensarci in fase di progettazione, non può essere semplicemente aggiunto 'a posteriori', senza contare poi i costi che un tale sviluppo richiederebbe e che, conseguentemente, andrebbero ad influire sul prezzo finale del prodotto.

Tali problemi sono ben noti all'Unione Europea, che infatti ha recentemente introdotto una normativa per rendere obbligatorio l'ABS su tutti i motocilci in vendita nel Vecchio Continente a partire dal 2016, ma a quanto pare l'impeto proattivo del legislatore italiano non sembra aver tenuto conto di queste semplici valutazioni dettate dal 'buon senso'.

La speranza sarebbe che, nel corso dell'iter parlamentare, il dl in questione venga opportunamente modificato prima della conversione in legge per dare il tempo e la possibilità ai costruttori di adeguarsi alla nuova normativa, ma vista l'importanza che il maxi-decreto riveste per il governo, la ristrettezza dei tempi, e le inevitabili pressioni che le recenti vicende politiche stanno mettendo sull'esecutivo (che potrebbe in effetti cadere da quì a poco) non ce la sentiamo proprio di scommettere su un improvviso 'lampo di genio' da parte della nostra classe politica.

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