Moto2 e Moto3: qualifiche 2019, una rivoluzione. Cambia il contenitore ma non il contenuto

Moto2 e Moto3 fanno notizia per il nuovo format delle qualifiche deciso da Dorna per la prossima stagione.

Moto2 e Moto3: qualifiche 2019, una rivoluzione. Cambia il contenitore ma non il contenuto

Mentre martedì 20 novembre la MotoGP scende in pista a Valencia per i primi attesissimi test invernali proiettandola verso il 2019, Moto2 e Moto3 fanno notizia per il nuovo format delle qualifiche deciso da Dorna per la prossima stagione. E’ la classica scoperta dell’acqua calda dato che il promoter del Motomondiale copia pari pari quel che già c’è in MotoGP con le Q1 e le Q2 effettuate al sabato pomeriggio dopo i (troppi?) turni delle libere di venerdì e di sabato mattina.

Intendiamoci, per le qualifiche qualcosa andava fatto, non tanto per la Moto2 bisognosa però di una… “risvegliata” (nella categoria intermedia i migliori tempi vengono fatti all’inizio del turno, poi si fa melina) ma soprattutto per la “classe cadetta” dove i piloti attendono gli ultimi minuti (a volte restando addirittura fuori tempo…) per dare l’assalto alla pole con l’ausilio delle scie comportando, oltre al poco edificante spettacolo dei trenini e alla moltiplicazione delle polemiche, rischi ai piloti e una griglia di partenza con qualche dubbio sugli effettivi valori in campo. Da qui la svolta imposta da Dorna, certa di aver risolto la non semplice questione.

Tutto bene, dunque? Chissà! Intanto come si arriverà alle Q1 e Q2? Qui c’è un’altra novità, certo di non poco peso, forse decisiva. Perché sarà la classifica combinata dei primi tre turni delle prove libere di venerdì mattina e pomeriggio e di sabato mattina a stabilire i migliori 14 che accederanno direttamente alla Q2 (di 15 minuti) con i piloti restanti che dovranno battagliare per i quattro posti per superare la… “trincea” delle Q1.

Ora, al di là della apparente complessità procedurale è evidente che la novità non è di poco conto. Soprattutto rispetto alla inedita idea della classifica combinata dei primi tre turni che spingerà i piloti, sin dall’inizio, a sparare tutte le loro cartucce. Anche perché, come a volte avviene per le bizze del meteo, può capitare di avere pista asciutta solamente il primo turno delle libere di venerdì mattina e poi magari pista bagnata nei turni successivi. In tal caso i tempi migliori sarebbero quelli fatti segnare venerdì mattina ecc.

Insomma, una “rivoluzione” che, oltre a mettere pepe alle prove e a tenere tutti in tensione (anche i box) aggiunge altri rischi a una Moto3 già tiratissima, con i piloti che, di fatto, sono sempre “in gara” in tutti i turni dal venerdì mattina al sabato pomeriggio, prima della corsa ufficiale della domenica. A caldo, l’impressione è che Dorna, più che interessata ad affrontare i nodi della sicurezza e dei … trenini, abbia voluto spingere ancora di più sullo show anche delle prove libere e delle qualifiche forse per attirare più gente negli autodromi e davanti alla tv sin dalle prime due giornate del week end.

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Ma la Moto3 non era già così oggi (troppo) competitiva (per l’appiattimento tecnico e per regolamenti restrittivi) da creare poca selezione e forti rischi? Non è forse giunto il momento di intervenire alla radice cambiando qualcosa nei contenuti della categoria e non solo nel contenitore? Ci sarà tempo e modo per approfondire la questione. Fatto sta che la novità c’è e pesa. In bene o in male, si vedrà.

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