SBK, Rea sempre Rea. Melandri e Davies beffati dalla Rossa “privata” di Fores

Ennesima danza trionfale di Jonathan Rea: 70esima vittoria iridata in carriera, decimo successo consecutivo 2018, 16 gare vinte su 24.

SBK, Rea sempre Rea. Melandri e Davies beffati dalla Rossa “privata” di Fores

Costretto a partire in Gara 2 dalla nona casella per i noti regolamenti-farlocchi Jonathan Rea, zigzagando fra i birilli, non ha tardato a farsi largo ignorando i rischi nella bagarre delle primissime tornate. A poco più di un quarto di gara ha messo nel mirino il fuggitivo Fores, per poi bruciarlo con tempi sull’1 e 40 e anche sull’1 e 39 alto. A quel punto l’alfiere della Kawasaki, moto sempre un po’ in affanno sul dritto e in accelerazione (tagliati d’ufficio 20 CV!) ma sempre al top, poteva avviare la sua corsa “accademica”, l’ennesima danza trionfale per inanellare nuovi record: 70esima vittoria iridata in carriera, decimo successo consecutivo 2018, 16 gare vinte su 24.

E’ la dimostrazione – ancora! – che la cosiddetta norma-show non aggiunge nulla allo spettacolo (almeno rispetto alla lotta per la vittoria) e non intacca i livelli di competitività rispetto ai piloti e alle moto. Così anche in Argentina, con questa ennesima doppietta, Rea dimostra che in pista – sia in Gara 1 che in Gara 2 – le corse sono due: quella che lo vide indiscusso protagonista e trionfatore e quella degli … altri, cui il 4 volte campione del mondo pare assai poco interessato.

Insomma, comunque la si giri, il fuoriclasse della “Verdona” non sbaglia un colpo e non fa prigionieri, concedendo ai suoi avversari la possibilità di battersi solamente per il secondo gradino del podio. Chi lo ferma, questo talentuoso Rea, determinato quanto sicuro, impegnato oramai solo a superare se stesso? Non certo il compagno di squadra Sykes, in palla in qualche superpole ma per lo più a corrente alternata in gare che lo vedono raramente in lotta per le posizioni alte, come dimostra la classifica generale, tutt’altro che esaltante.

Tom, anche oggi quinto a quasi 10 secondi dal “cannibale” compagno di squadra. Senza Rea dove sarebbe la Kawasaki? Idem, sull’altro fronte, quella della Rossa, dove i due piloti ufficiali Melandri e Davies sono spesso impegnati in una battaglia interna più che in quella per togliere a Rea il gradino più alto del podio.

Dopo l’exploit con la doppietta in apertura stagionale a Phillip Island, Melandri si è avvitato in una spirale di problemi non sempre comprensibili, poi recuperando in parte una non disprezzabile competitività nell’ultima parte di stagione, all’opposto del compagno di squadra Davier, fra l’altro fisicamente non ok. Vedersi superati oggi in Gara 2 dal pur brillantissimo Fores sulla pur filantissima Ducati del forte Team Barni (pilota e team number one fra i privati) non aiuta a riportare il sorriso nel box di Borgo Panigale.

Certo, l’errore nelle prima fasi ha costretto Marco a un difficile recupero, ma l’errore l’ha fatto lui pagandone le conseguenze. Due podi (ieri secondo) comunque sono meglio di niente. Per la cronaca, il secondo (Fores) e il terzo (Melandri) arrivati sono entrambi a piedi per il 2019. Almeno fino a oggi è così, campanello d’allarme di una situazione in crisi.

La giornata assolata ha favorito la presenza di un bel pubblico che così ha salutato il debutto in Argentina della SBK iridata. Ciò può essere di buon auspicio anche se non toglie sul capo della SBK le nubi minacciose che rischiano di soffocarla. Non sarà certo la trovata sui generis delle “tre gare” a salvare questa SBK bisognosa di ben altre cure. Il resto in cronaca.

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