SBK, Yamaha in vetta dopo 7 anni. La “prima” di Van Der Mark su Rea. Male Ducati

Michael Van Der Mark conquista il suo primo trionfo iridato dopo 87 GP sulla rinata Yamaha.

SBK, Yamaha in vetta dopo 7 anni. La “prima” di Van Der Mark su Rea. Male Ducati
Nel motociclismo la storia si fa in molti modi. Oggi, sul meraviglioso saliscendi di Donington (disertato dal grande pubblico) è Yamaha a scrivere una pagina da annali, tornata dopo ben 7 lunghi difficili anni sul gradino più alto del podio di una gara iridata SBK.

Quindi, uno spiffero d’aria nuova ravviva il mondiale SBK dove nel sesto round iridato di Donington il dominatore di inizio stagione Jonathan Rea, favoritissimo sul circuito di casa, deve inchinarsi a un superbissimo Michael Van Der Mark al suo primo trionfo iridato dopo 87 GP sulla rinata Yamaha. Giù il cappello di fronte al giovane 26enne asso olandese capace di approfittare della bagarre iniziale fra i due portacolori della Kawasaki ufficiali Rea e Sykes (qui vittorioso ben 9 volte sulle sue ultime 10 corse fatte) e capace soprattutto di contenere nel finale, con lucidità e giri veloci, il rabbioso ma inutile recupero del tre volte campione del Mondo.

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Con questo trionfo Van Der Mark, già iridato Supersport, esce dal ruolo di brillante promessa inserendosi di forza al vertice legittimato pienamente a battersi per i traguardi più ambiziosi. E onore a Yamaha che finalmente corona con questo eclatante successo il lungo lavoro di sviluppo, moto capace non più solo di exploit nei primi giri, ma – così è stato oggi su una pista probante qual è quella inglese – di tener testa alle pluri titolate “verdone” indubbiamente penalizzate dai regolamenti-bluff (1400 giri in meno per il motore Kawa, quindi 600 giri in meno del motore della R1).

La sostanza del campionato non cambia. Addirittura da questo Gara 1 di Donington Rea esce ancora più rafforzato in classifica generale (229 punti contro i 170 di Davies, i 153 di Sykes, i 138 di Vad Der Mark, i 131 di Melandri), pago di uno splendido secondo posto davanti al compagno di squadra Sykes, oggi in gran spolvero dopo la performance mattutina della 44esima pole position (record assoluto davanti a Troy Corser), come sempre più di ostacolo che di aiuto, per il sempre sorridente Jonathan.

La festa per la vittoria di Rea N° 60 (superando così il record assoluto del mitico Carl Fogarty) è rimandata di poche ore, domani in Gara 2 anche se Van Der Mark punterà al bis e le Ducati cercheranno di ritrovare la bussola perduta. Già, le Ducati, oggi in una giornata da dimenticare, con Davies a fatica nella top ten, solo un 8° (+ 18.532) fortunoso grazie al contatto fra Haslam e Razgatlioglu, con Melandri ko per caduta, nel grigiore del decimo posto, mai in corsa con i primi, con Rinaldi 12° a oltre mezzo minuto e out anche con Fores, chiaramente lontano dalle performance delle gare precedenti.

Un solo grido: Ducati, sveglia! A conferma di quanto scritto sopra sul recupero Yamaha, la Casa dei tre diapason conquista anche un ottimo quarto posto con Lowes (+ 6.642) dietro al già citato Sykes e davanti al brillante duo della ritrovata Aprilia Savadori 5° (+7.331) e Laverty 6° (+13.370), con alle spalle il bravo Baz sulla Bmw dei miracoli (grazie al Team Althea) capace di regolare gente come Davies, Haslam, Camier, Torres (MV Agusta) e Rinaldi. Domani gara 2 start h.14 italiane. Pioggia in arrivo. Per alcuni sarà una tempesta.

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