Home SBK, nuove regole “farlocche” per un motociclismo solo show-business?

SBK, nuove regole “farlocche” per un motociclismo solo show-business?

Nuova idea Dorna: tagliare le ali a chi vola più in alto

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata il dominio del binomio Rea-Kawasaki anche nel mondiale 2017 bissando incontrastati i trionfi del 2016 e del 2015. Un pilota e una moto in netta perdurante superiorità “uccidono” gare e campionato, ma invece di stimolare gli avversari perdenti a diventare più competitivi si pensa di ridurre con nuovi regolamenti tecnici “farlocchi” la potenzialità di chi è superiore sul campo. Questo pare essere la base del ragionamento di chi tiene in mano l’ambaradan delle corse.

Negando per mesi l’evidenza – cioè il mondiale SBK in crisi – la Dorna, promotor monopolista del motociclismo (Motomondiale-MotoGP, Mondiale SBK, Cev-mondalito) cerca adesso la svolta, con una trovata-piroetta che – se approvata – cambierebbe il contenitore e il contenuto del mondiale delle derivate di serie, un test che addirittura potrebbe poi essere esteso anche alla MotoGP stravolgendo l’essenza stessa delle corse.

L’idea, già definita tecnicamente nei particolari, è quella di tagliare le ali a chi vola più in alto degli altri. Come? Non con il discutibile “tetto dei giri” per tutti i motori messo in atto ad esempio in Moto3. Non con altre trovate pasticciate e inutili quali la retrocessione nella griglia dello start di Gara 2 dei primi piloti di Gara1 già usata con flop nel Wsbk. Qui si va ben oltre della toppa peggiore del buco.

Tradotto tecnicamente in modo sbrigativo Dorna intende tagliere d’ufficio la potenza ai motori che girano più degli altri (oggi significherebbe abbassare di almeno 1000 giri i 4 cilindri Kawasaki ma anche Aprilia!). Non solo: in caso di ripetute vittorie di uno stesso binomio (oggi Rea-Kawasaki), ad esempio dopo tre successi consecutivi, Dorna interverrebbe “a tavolino” (con un limitatore montato e gestito sulla centralina di ogni moto dallo stesso promoter) tagliando altri giri (almeno 250 giri) al propulsore vincente, in modo da renderlo sempre meno performante così che chi è dietro possa recuperare il gap e avvicinare il… fuggitivo.

Non è uno scherzo. E non è una questione squisitamente tecnica perché sottende una filosofia già in atto e che, se protratta ulteriormente, stravolge l’identità stessa del motociclismo sulla quale si regge da oltre un secolo. Si passa cioè dalla logica del: “vinca il migliore” a quella di mettere handicap o … zavorra a chi vince: “il migliore va frenato” sacrificando investimenti, capacità, la tecnica e la superiorità del pilota e della moto più competitivi sull’altare dello spettacolo.

Si rompe così un equilibro già precario, passando dal motociclismo sport-spettacolo (vince chi va più forte e taglia per primo il traguardo) al motociclismo esclusivamente show (vince chi esce meno peggio degli altri da una corsa da play-station dove decisivi sono gli interventi “esterni”).

Non ci sono già gli esempi delle corse “carnevale” di auto negli Usa? Perché tutto questo? Il motivo è uno solo: il business! Insomma, cercando lo show per lo show in modo da non perdere l’audience tv (quindi sponsor e soldi) pare si torni indietro sperando che il pubblico televisivo (gli appassionati sugli spalti degli autodromi poco interessano al promoter Dorna) sia come quello del Circo Massimo della corsa delle bighe e delle quadrighe di 2000 anni fa interessato solo a un rissoso show per lo show con i gladiatori in campo al guinzaglio dei loro padroni, liberi di usare ogni stratagemma pur di rendere la corsa sempre più arroventata e più appetibile per gli spettatori, felici per lo spettacolo e quindi riconoscenti e contenti di pagare l’obolo.

Tant’è. Stupisce, si fa per dire, l’assenza della FIM che tace accettando quel che Dorna impone, a dimostrazione del proprio ruolo di soprammobile impolverato. Stupisce meno il silenzio – fin ora – delle Case e dei Team in ben altre faccende affaccendati, con il pallottoliere in mano, intenti a fare due conti e capire cosa porterebbe loro, in soldoni, il nuovo regolamento e il … nuovo motociclismo. Idem i piloti che borbottano ma alla fine accettano qualsiasi cosa pur di non perdere quel poco o molto che passa il convento.

E gli appassionati? Hanno un solo modo per dimostrare che ci sono: spegnere la tv.

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