Triumph Bonneville, l'interpretazione scrambler di un concessionario francese

La "Bonnie" che vi presentiamo oggi è arriva dalla Bassa Normandia: è una reinterpretazione in chiave scrambler del classica vintage inglese, customizzata da un dealer transalpino della casa inglese

Una delle case che ad EICMA 2016 ha più stupito con le sue novità per l'anno venturo è stata indubbiamente Triumph. Con uno stand dal sapore prettamente vintage, la casa inglese ha esibito a Milano le sue nuove retrò, tra cui abbiamo potuto ammirare l'inedita Street Scrambler.

La soft off-road di Hickley discende dalla Scrambler uscita nel 2006, che è diventata presto uno dei modelli più rappresentativi del brand d'Oltremanica: 10 anni fa è stato proprio questo evocativo modello a rilanciare la scrambler-mania di cui oggi vediamo gli effetti, con i listini delle case che pullulano di proposte retrò in chiave all-terrain.

Nonostante i modelli vintage di Triumph siano già caratterizzati da un look che li avvicina molto a delle special artigianali, c'è chi con le mani in mano proprio non sa stare e ha deciso aggiungere il proprio tocco alle già fascinose retrò britanniche.

Tra questi incontentabili, anche alcuni dealer che sono emanazione diretta del brand di Hinckley: la Bonneville che vedete nelle foto è la reintepretazione in chiave off-road nata dalla fantasia di David, sales manager del concessionario Triumph di Saint-Lô, un piccolo comune francese della Bassa Normandia.

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Presentata dalla rivista transalpina "Cafè Racer", questa special prende corpo a partire da una nuovissima T100, ultima versione della Bonnie il cui bicilindrico parallelo è dotato di iniezione elettronica e raffreddamento a liquido.

Il forcellone posteriore originale è stato rimpiazzato da un componente proveniente da una Kawasaki Versys, moto da cui arriva anche l'avantreno upside-down. Un'altra giapponese -una Yamaha Virago 535- ha donato invece il serbatoio a goccia, dipinto da AXO Design.

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Ad assorbire gli urti al retrotreno troviamo invece un mono-ammortizzatore YSS, mentre le ruote sono Kineo a raggi equipaggiate con grossi pneumatici tassellati (180 al posteriore e 130 all'anteriore).

Le componenti elettroniche (il vero cruccio di ogni customizzatore!) sono magistralmente occultate sotto alle minimali sovrastrutture; lo splendido doppio scarico alto è opera di Bob de Polux completato con silenziatori Zard.

Il lavoro, eseguito su commissione di un cliente, ha richiesto circa 80 ore. Il risultato è tuttavia davvero stupefacente, e possiamo affermare senza ombra di dubbio che questa "Bonnie Dirt" sia una delle più belle scrambler che vi abbiamo presentato sino ad ora!

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