Dakar 2017: 5 italiani al via della leggendiaria corsa

Ancora ci separano parecchie settimane dalla corsa off road più estrema al mondo, ma i piani delle squadre sono a uno stadio molto avanzato in vista della Dakar 2017.

Inizia il conto alla rovescia per la Dakar 2017, che andrà in scena dal 2 al 14 gennaio. A fare da cornice all’evento saranno dei sentieri agonistici fra Argentina, Bolivia e Paraguay. Quest’ultimo fa il suo sbarco nella mitica maratona, diventando il 29° paese della sua storia.

Ben cinque gli italiani in gara nella classe delle Malle Moto. Eccoli: Manuel Lucchese e Diocleziano Toia (rispettivamente 3° e 4° lo scorso anno), Franco Picco, Livio Metelli e Matteo Olivetto. I tifosi tricolori sono pronti a sostenerli, nella speranza che possano far sventolare in alto la nostra bandiera.

La Dakar è una lotta contro il tempo e contro le difficoltà messe sul piatto dalla natura. Arrivare alla bandiera a scacchi è già un trionfo. Per i protagonisti equivale a una sfida con se stessi, per scoprire i limiti personali. Un'avventura vecchio stampo, che profuma di un fascino speciale, magari anacronistico, ma pregno di magia, anche se i rischi sono spesso troppo alti, suscitando legittimi interrogativi.

Questo evento nacque nel 1979. Allora il nome della gara rendeva il giusto tributo alle due località chiave delle origini: Parigi-Dakar. Ora è cambiato. Diverso è pure lo scenario ambientale: dal 2009 il rally-raid più celebre del pianeta si svolge in Sudamerica, dopo altri mutamenti nella sua geografia ambientale.

L'idea della gara venne al pilota automobilistico francese Thierry Sabine, che firmò il progetto di una prova massacrante per uomini e mezzi, con esiti qualche volta molto tristi. Diversi gli incidenti mortali. Lui stesso perse la vita nella sua creatura, per un crash in elicottero. Nel deserto del Ténéré c'è una stele in sua memoria.

Oggi il confronto prosegue, con nuovi stimoli e altrettanti pericoli. Il filo conduttore è il senso della sfida tra uomini, mezzi e natura, in una miscela unica, nota su scala mondiale. Scopriamo le storie degli italiani in gara con le Malle Moto, dove si corre “da soli”, vale a dire senza assistenza. Ogni pilota ha a disposizione soltanto una piccola cassa, delle dimensioni 80cm x 45cm x 35cm, nella quale mettere ricambi e attrezzi e una borsa per i vestiti. La cassa è trasportata dal camion dell’organizzazione; finita la speciale i piloti si mettono a lavorare sulla propria moto.

Manuel Lucchese

manuel-lucchese.jpg

Lui è finito sul podio di classe lo scorso anno, quando giunse 44° assoluto: “Cosa rende speciale questa categoria? La soddisfazione personale di giungere al traguardo potendo contare solo sulle proprie forze”. Manuel, alla sua quarta Dakar, ha un solo obiettivo: “Punto alla vittoria di classe e vorrei migliorare il risultato assoluto. Non sarà facile perché gli avversari sono tosti: dall'ex pilota MotoGP Jurgen Van De Goorbergh, vincitore lo scorso anno, a Julian Kozac (2° Malles Moto 2016). Ci saranno anche Diocleziano Toia (4° Malles Moto 2016) e Lyndon Poskitt, un pilota che ha già corso la Dakar e arriva alla partenza in Paraguay dopo aver fatto il giro del mondo in moto”.

Diocleziano Toia

diocleziano-toia.jpg

Anch’egli punta al podio dopo lo splendido quarto posto di classe dello scorso anno, nonostante sia arrivato a Rosario mezzo rotto (frattura della parte bassa del femore, frattura del piatto tibiale, crociato e collaretarale del ginocchio sinistro e anche un paio di costole per il capitombolo all’ultimo giorno). Ecco le sue parole: “Un amatore non può competere con i professionisti per la disparità dei mezzi e del team di supporto. Nella Malle invece ho la possibilità di scrivere il mio nome nell’Albo d’Oro. Mi sono avvicinato a questa classe perché consente di ridurre al minimo il budget per correre, ma poi sono rimasto affascinato dalla sfida. Non mi preoccupa perdere delle ore di sonno, sono abituato con il mio lavoro. Lo scorso anno ho perso 10 chili nelle due settimane di gara. Questa è la mia quarta Dakar, ne seguiranno altre”.

Franco Picco

franco-picco.jpg

Nel 2017 torna ad indossare tuta e casco per la sua 25ª Dakar: 19 come pilota (12 in moto, 6 in auto, 1 in quad) e 6 in assistenza: “C’è sempre una buona scusa per correre questa maratona. Mi rimetto in gioco con le Malle Moto. Punto a far bene, ma soprattutto mi piacerebbe riuscire a coinvolgere Ducati in questo progetto. Sarebbe stupendo entrare in azione con una moto italiana. Se non riesco, tenterò in futuro”.

Livio Metelli

livio-metelli.jpg

Spazio subito alle sue parole: “Lo scorso anno ho coronato il mio sogno. Ho corso la Dakar e l’ho pure finita. Avrei potuto fare ancor meglio a livello di risultato (43°), ma partivo indietro e ci sono voluti un po’ di giorni per recuperare posizioni e prendere il mio passo. Pensavo di aver concluso questa avventura, invece è come una droga. Devi tornare”.

Matteo Olivetto

matteo-olivetto.jpg

Battesimo in Sud America per lui, che ha deciso di intraprendere questa avventura come regalo per il suo 40° compleanno. Pilota a 360 gradi, dopo aver viaggiato il mondo in solitaria (dalla Tanzania all’India, passando per un Florida- Ushuaia in sella ad un Suzuki custom 600cc) e dopo aver assistito a gare mitiche come il Tourist Trophy Isola di Man, si cimenterà nei rally raid. L’amore per questa specialità è recente ma Matteo si è già fatto notare in gare internazionali come il Merzouga Rally, l’Hellas e quest’anno il Sardegna.

  • shares
  • Mail