Lazareth LM847: il mostro francese spinto dal V8 Maserati [Video]

Da un preparatore transalpino arriva una mostruosa special equipaggiata con un otto cilindri preso in prestito dalle Granturismo del Tridente

Parlando di motociclette Maserati, il ricordo va alle paciose monocilindriche prodotte nei negli anni '50 con il marchio di via Ciro Menotti. Ma la creatura che stiamo per presentarvi non ha davvero nulla da spartire con le moto modenesi del secondo dopoguerra: qui parliamo di folle mostro nato dall'estro di Lazareth, preparatore francese che ha pensato bene di costruire una special utilizzando come propulsore un otto cilindri proveniente direttamente dal cofano di una supercar del Tridente.

La spaventosa idea dei transalpini di Lazareth ricorda il progetto Tomahawk, prototipo di "motocicletta" (le virgolette sono d'obbligo...) presentato dalla Dodge al North American International Auto Show del 2003 ed equipaggiato niente meno che con il famigerato V10 da oltre 8 litri di cilindrata della Viper.

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Nel caso della LM847, il motore è il V8 Maserati da 4700cc preso in prestito dalla GranTurismo, ben noto agli appassionati per il suo ululato che lo rende uno dei motori automobilistici con il sound più accattivante sul mercato. L'otto cilindri in questione (che in una sua versione è stato anche montato sulla stupenda Alfa Romeo 8C Competizione) eroga 470 cv a 7000 giri, per la mostruosa coppia di 620 newtonmetri a 4750 rpm.

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Ma nonostante il motore sia certamente il fiore all'occhiello di questa LM847, le sorprese non sono finite qui: se spesso si fa riferimento alle moto con l'espressione "due ruote", forse qui si è esagerato un po'... Gli pneumatici, infatti, in questo caso sono quattro Michelin Power Cup Evo abbinate a cerchioni da 17 pollici. Il V8 ha funzione portante, in quanto vi sono direttamente collegati i quattro forcelloni monobraccio (uno per ruota, anteriori e posteriori) che devono reggere il peso di questo mostro imponente. La Lazareth, infatti, non è certo un fuscello: a frenare i suoi 400 kg ci sono due pinze Nissin a 8 pistoncini all'anteriore, mentre al posteriore troviamo due Brembo a 4 pistoncini. I dischi freno sono da 420 mm all'avantreno e da 255 mm al retrotreno.

La trasmissione, deputata a scaricare a terra tutta questa mandria di cavalli, è monomarcia ed è affidata a un convertitore idraulico di coppia che trasferisce la potenza alle ruote posteriori tramite un paio di catene. Le sovrastrutture che vestono questa belva sono in poliestere e fibra di carbonio: i più attenti avranno notato che il codino posteriore arriva dritto dritto da una Ducati 1299 Panigale.

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