Moto3 Mugello Civ, Marco Bezzecchi e Fabio Di Giannantonio campioni del “bel gesto” come … Agostini e Hailwood

Il lungo abbraccio fra Marco Bezzecchi e Fabio Di Giannantonio nel giro d’onore della Moto3 dopo una corsa rovente non solo esalta il valore umano e agonistico dei due campioni ma è il compendio del motociclismo che “ci piace”.

Poi l’inchino finale di Fabio di fronte a Marco appena incoronato campione d’Italia e il gesto di quest’ultimo nel voler “dividere” idealmente lo scettro tricolore con l’avversario è un “bel gesto” che riporta al motociclismo da epopea, un insegnamento di grande attualità per tutti i piloti e per tutti gli atleti che va ben al di là del motociclismo, esaltandolo.

Siamo abituati a scrivere senza infingimenti e la lunga esperienza sui circuiti ci dice che non è tutto oro quel che luccica e che il motociclismo, sport complesso e rischioso (non solo in pista), ha più “facce”, molto meno nobili e rassicuranti. Tant’è.

Oggi però, nel giorno in cui questi due “ragazzini terribili” varcano la soglia degli outsider per entrare nel ristretto novero dei campioni che hanno un futuro in questo sport, non possiamo non apprezzare positivamente – diremmo con entusiasmo oltre che con un pizzico di commozione – l’abbraccio, l’inchino, le parole di reciproca stima, perché questi sono gesti non costruiti a tavolino dagli apparati degli uffici stampa in funzione delle esigenze del marketing ma slanci a caldo di due ragazzi di gran manico e di gran cuore che sui saliscendi del magnifico tracciato toscano del Mugello hanno scritto una pagina del motociclismo da incorniciare.

Questo motociclismo dei “bei gesti” dei piloti protagonisti al termine di gare mozzafiato viene da lontano e noi vogliamo ricordare due episodi del motociclismo de “I giorni del coraggio” quando al TT dell’isola di Man Mike Hailwood volle con sè sul gradino più alto del podio delle 500 uno sconsolato Giacomo Agostini appiedato poco prima da un banale guasto tecnico sulla sua MV Agusta e quando poche settimane dopo l’italiano fece altrettanto nella giornata trionfale di Monza con l’inglese ko per la rottura del cambio della sua Honda.

Ecco. Quei gesti, quegli abbracci di ieri al Mugello fra Bezzecchi e Di Giannantonio ricordano altri tempi e altri piloti, in quel caso dei fuoriclasse più “vecchi”, già affermati a livello internazionale, pluri iridati.

Auguriamo a Marco e a Fabio una carriera come quella di Ago e di Mike (insieme 24 titoli iridati!) per il loro bene e per il bene del nostro motociclismo. Ma se così non dovesse avvenire, al Mugello nell’ultimo round del CIV 2015, Marco e Fabio si sono conquistati un “titolo” che vale più di un campionato: la stima e il rispetto di tutti.

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