SBK Misano, Sykes il più veloce. Ma Biaggi il “corsaro” lancia la sfida

Superbike Misano 2015 - Tom Sykes primo nella Superpole della SBK dell'ottavo round del Mondiale

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E’ qui la festa? E dov’è Max Biaggi? I riflettori, all’autodromo di Misano, sono tutti puntati sul “Corsaro” ma la Superpole porta la firma di un superbo, implacabile Tom Sykes, sornione, col ghigno sotto la barba di chi ha fatto lo scherzetto che voleva fare.

Applausi all’ex campione del mondo della Kawasaki, binomio che ritrova con un favoloso 1’34.214 il grande smalto in riva all’Adriatico per un messaggio d’avvertimento al compagno di squadra Rea, mattatore di questa parte della stagione.

Ma il “Viva Max” s’impone, non solo per la seconda fila strappata dal fuoriclasse romano coi denti (quindi tempo: 1’34.463 a due decimi e mezzo da Sykes) e per il gran passo di gara di ottimo auspicio per le due gare di domani, ma perché Biaggi dimostra coi fatti – con il cronometro – che l’Aprilia Evo è un vestito su misura, che il suo rientro dopo quasi tre anni non è una “invenzione” ad uso e costume dello sport-business ma pesa – e come! -sull’economia reale della corsa, mette le ali (finalmente!) all’orgoglio degli altri due piloti Aprilia , specie Haslam (secondo: 1’34.426) ma anche Torres (sesto: 1’34.551), stimola tutti gli avversari, incendia una gara che domani potrebbe davvero passare alla storia.

Alla prova del fuoco della Superpole Max Biaggi ha accettato la sfida con se stesso, esaltandosi ed esaltando, un monito per tutti i suoi avversari, che domani se lo troveranno in lotta per il podio.

Fra i primi sei, non può non trovare un posto d’onore Davide Giugliano: prima fila con 1’34.442, tempo ottenuto stringendo i denti, con il romano della Ducati dolorante per le due cadute del mattino, specie per la brutta botta della prima, a danno della schiena non ancora al massimo dopo il pesante incidente di Phillip Island.

Idem per Rea, oggi guardingo a salvaguardia della sua posizione di super leader in classifica, domani certamente in grado di puntare al podio e, di certo, anche al gradino più alto.

Dieci piloti (il decimo è il rientrante Pirro con la terza Panigale ufficiale 1’35.139) nel fazzoletto di un secondo dicono l’aria che tira: una corsa durissima per tutti, con un pronostico impossibile perché quanto meno i primi sei piloti sono da podio, ma anche gli altri (almeno fino a Chaz Davies oggi undicesimo 1’35.473) sono in grado di lottare per le posizioni di vertice.

Le caratteristiche del tracciato di Misano, col suo asfalto da biliardo, favoriscono corse da … trenino, una battaglia rovente dove chi sbaglia paga e dalla quale Max Biaggi, messa la bandana del “corsaro” potrebbe tirar fuori quel “numero” vincente – da mattatore – che trasforma un evento sportivo in una data epica, da incorniciare.

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