Nurburgring coi "botti". Biaggi cade ma recupera la testa del mondiale. Melandri da ... "peccato mortale"

Superbike 2012 - Mosca - Gare

Non finisce mai di stupire la SBK che oggi al Nurburgring ha offerto uno spettacolo da fuochi d’artificio con colpi di scena da … colpi al cuore. Cominciamo dalla fine, cioè dalla classifica iridata.

Dopo l’odierno round tedesco della foresta nera, è Max Biaggi a riprendere la testa del campionato con 9,5 punti di vantaggio su Marco Melandri e 26,5 punti su Tom Sykes, che resta nel gioco iridato, a differenza di Checa, oramai out. Questo a due appuntamenti iridati dalla fine, cioè con ancora quattro corse da disputare. L’aritmetica dà freddamente questi risultati ma, dopo quel che si è visto al Nurburgring, non mancheranno certo strascichi polemici.

Biaggi, per un errore pesante all'inizio di gara due con conseguente ruzzolone nella ghiaia e feroce inseguimento (13esimo posto finale) è riuscito “solo” a compiere un mezzo miracolo, trionfando magistralmente in gara uno ma perdendo la grande occasione del bis. Il pilota dell’Aprilia non esulta ma esce col sorriso dalla pista tedesca.

Musi lunghi e rospo nel gozzo, invece, in casa BMW, per il doppio zero di Marco Melandri, protagonista di due corse troncate da due cadute: due errori, gravissimo soprattutto il secondo in gara due, commesso quando era in testa alla corsa.

E’ il caso di ricordare che stiamo parlando di campioni di altissimo livello, per cui, come in questi due casi, non si può assolutamente parlare di sfortuna ma semplicemente, lo ripetiamo, di errori. Può capitare? Sì, ma sono questi fatti che fanno la differenza fra un campione (che getta via una importante vittoria che può valere un campionato del Mondo) e un fuoriclasse che sa gestire una situazione difficile e di alto rischio (anche emotivo) portando a casa il successo.

Considerando la dinamica delle cadute in gara due di Biaggi e di Melandri, quella del romano è da peccato grave ma non da … inferno, mentre quella del ravennate è proprio da peccato “mortale”. Chi paga di più, anche sul piano psicologico, è quindi Melandri, dimostratosi incapace di gestire la pressione della leadership.

Per il resto ha già detto tutto il nostro Nico Condorelli. Un grande bravo al giovane Chaz Davies (Aprilia), alla sua prima splendida vittoria nel mondiale Sbk. La BMW ha fatto bene a portarlo in squadra nel 2013. Un grattacapo in più per Melandri?

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